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Di cosa parla “A casa tutti bene”, il nuovo film di Gabriele Muccino

Con un'intesa e turbolenta commedia familiare il regista romano torna ufficialmente "in patria"

Di Marta Perroni
Pubblicato il 14 Feb. 2018 alle 13:59 Aggiornato il 27 Mar. 2018 alle 15:51
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Immagine di copertina

Pierfrancesco Favino, Stefano Accorsi, Carolina Crescentini, Gianmarco Tognazzi, Sabrina Impacciatore, sono solo alcuni degli attori del cast di “A casa tutti bene”, atteso nelle sale fino ad oggi, 14 febbraio 2018.

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La nitida fotografia di una famiglia riunita per festeggiare le nozze d’oro dei nonni è quella scattata dalla regia di Gabriele Muccino con questo suo ultimo film.

Lo sbarco su un’isola, una mareggiata improvvisa e l’opprimente costrizione di dover passare un tempo non previsto (e troppo lungo) in compagnia di parenti pressanti e invadenti.

“Dicono che la famiglia sia il proprio punto di partenza, o di fuga, e dicono che alla fine che diventi quello di ritorno…”, si sente nel trailer dalla voce di Stefano Accorsi.

Il confronto e lo scontro saranno inevitabili e come ogni commedia familiare farà riemergere antiche questioni mai affrontate, ridesterà turbolente invidie e gelosie dal passato e, anche, farà scoppiare improvvisi e inaspettati colpi di fulmine.

Secondo il critico Federico Gironi “chiunque abbia fatto anche solo una cena con più di sei familiari allo stesso tavolo sa bene quanto sia sottile e fragile il confine che separa la quiete dalle liti figlie di vecchie ruggini o nuove passioni: ed è quello che accade ai venti e più protagonisti di Muccino, costretti su di un’isola per tempo inusitatamente lungo e imprevedibilmente protratto, è allora più che verosimile.

E poi perché solo con quello stile (e forse solo lui), Muccino poteva raccontare anche visivamente una storia realmente corale, e passare con agilità leggiadra da un personaggio all’altro, da una stanza all’altra, da una sottotrama a un’altra”.

“A casa tutti bene”che ha avuto il suo primo debutto pubblico a Roma, in un’anteprima al Cinema The Space, è stato girato completamente in lingua italiana e decreta così il ritorno ufficiale di Gabriele Muccino, in patria, a casa, tanto che lui stesso lo ha definito “il film del ritorno a Itaca”, paragonandosi ad Ulisse.

Scritto insieme a Paolo Costella, co-sceneggiatore di Perfetti sconosciuti, il film, la cui canzone che fa da colonna sonora è Bella senz’anima di Cocciante, segna anche il ritorno del compositore Nicola Piovani al cinema.

Piovani, autore della colonna dell’intera sonora del film, è alla sua prima collaborazione con il regista, già rodata invece quella con il direttore della fotografia, l’americano Shane Hurlbut, che ha illuminato il set anche di “Padri e figlie”.

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