Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 18:40
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Di Battista
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Salute

Come si combatte la trimetilaminuria, la sindrome da odore di pesce marcio

Immagine di copertina
La trimetilaminuria, conosciuta come sindrome da "odore di pesce"

La Tmau può essere genetica o da sviluppo e ha maggiore incidenza tra le donne. Ad oggi non ci sono cure, ma esistono degli accorgimenti che aiutano i pazienti

Si chiama trimetilaminuria, un nome complesso che nasconde una sindrome molto fastidiosa e, per ora, senza cura. La Tmau è infatti la sindrome da “odore di pesce”: si chiama così perché chi ne è affetto emette un pungente e persistente odore sgradevole, simile a quello del pesce marcio.

Le sue origini possono essere genetiche, quindi presenti fin dalla nascita, o da sviluppo, in seguito a disturbi ormonali o deficit metabolici. Influenzata da estrogeni e progesterone, l’incidenza della trimetilaminuria è maggiore nelle donne.

Nella forma genetica la Tmau si manifesta durante lo svezzamento, ma l’odore emesso non è costante e diventa più forte a seconda degli alimenti che si consumano e di specifiche fasi della vita, ad esempio durante la pubertà, durante il ciclo mestruale e nei giorni appena precedenti nelle donne, dopo uno sforzo fisico o dopo aver mangiato specifici alimenti.

La Tmau si più sviluppare in due modi diversi. Il più comune è legato alle mutazioni di un gene, che causa l’alterazione dell’enzima che sarebbe in grado di metabolizzare l’ammina trimetillamina, la molecola maleodorante, rendendola inodore.

In questo modo il corpo accumula il composto non trasformato che emette cattivo odore, e lo espelle tramite urine, sudore e alito.

Il secondo modo in cui si manifesta è con l’eccessiva escrezione di trimetillamina, a causa di malattie del fegato, alterazioni intestinali o ormonali.

La Tmau ha effetti devastanti soprattutto sullo sviluppo psicologico e delle relazioni sociali di chi ne è affetto: per vergogna e imbarazzo, i malati spesso tendono all’isolamento, alla solitudine, all’ansia e alla depressione.

È vero, a oggi non esiste una cura per la trimetilaminuria, ma esistono dei comportamenti da adottare che la combattono e ne riducono il cattivo odore.

Oltre alla doccia, con saponi che abbiano un Ph equilibrato (tra 5,5 e 6,5), e all’utilizzo di specifici deodoranti, i pazienti possono seguire una dieta ad hoc che limiti l’assimilazione di alimenti che favoriscono l’accumulo della sostanza maleodorante.

I cibi assolutamente da evitare sono: pesce, uova, fagioli, piselli, fegato, frutti di mare. Ma soprattutto, è consigliata l’assistenza psicologica.

Ti potrebbe interessare
Salute / Lo stretto legame tra PCOS e sindrome metabolica
Salute / Con Voi: l’assistenza domiciliare a casa tua
Salute / Col prosciutto negli occhi e i figli obesi
Ti potrebbe interessare
Salute / Lo stretto legame tra PCOS e sindrome metabolica
Salute / Con Voi: l’assistenza domiciliare a casa tua
Salute / Col prosciutto negli occhi e i figli obesi
Salute / Sintomi, contagiosità e diffusione: ecco cosa sappiamo sul vaiolo delle scimmie
Salute / L’amore scodinzola in reparto
Salute / Rischio salmonella, richiamati nuovi prodotti Kinder dai supermercati
Salute / L’acetone, scopriamo cause, rimedi e sintomi
Salute / Pillola del giorno dopo, tutto quello che c’è da sapere
Esteri / Guerra e malattie: come il conflitto rischia di aumentare la diffusione di HIV e tubercolosi in Ucraina
Salute / Il kit CoronaMeltVAR Real-Time PCR di Menarini Diagnostics rileva la variante Omicron di SARS CoV-