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Norovirus: cosa è il virus che provoca gastroenteriti e infetta milioni di persone ogni anno

Non produce le conseguenze gravi e potenzialmente letali del Coronavirus, ma è in grado di provocare gastroenteriti che possono richiedere il ricovero. Ecco quali sono i sintomi e le modalità di trasmissione

Di Anna Ditta
Pubblicato il 17 Mar. 2020 alle 12:02

Norovirus: cosa è il virus che provoca gastroenteriti e infetta milioni di persone ogni anno

In un momento in cui l’attenzione del mondo e dell’Italia è assorbita dalla pandemia di Coronavirus, un altro tipo di virus sta crescendo e si sta diffondendo in maniera esponenziale secondo gli esperti. Si tratta del Norovirus, un patogeno altamente infettivo molto presente in Europa, che e infetta nel mondo milioni di persone ogni anno.

Il Norovirus non produce le conseguenze gravi e potenzialmente letali del Coronavirus, ma è in grado di provocare gastroenteriti che possono richiedere il ricovero. Per combatterlo non esiste un trattamento specifico né un vaccino preventivo. Inoltre, è sempre più diffuso in Europa.

Secondo un recente documento dell’agenzia per la sicurezza alimentare britannica, la Foods Standards Agency, il Norovirus colpisce ogni anno 380mila inglesi. Nel 2009 i casi accertati erano stati appena 73mila. L’infezione avviene nel 30 per cento dei casi attraverso le foglie di insalata, sottolinea l’agenzia, mentre nel 3 per cento dei casi è attraverso le ostriche.

Per quanto riguarda questo tipo di molluschi, secondo il rapporto dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) risalente ad agosto scorso, il Norovirus contamina un’ostrica su tre al momento della raccolta, e una su dieci durante la vendita. Il dato è emerso in base all’analisi delle sequenze genetiche di oltre 2mila campioni raccolti in 12 stati, in 172 aree di produzione e in oltre 200 punti vendita.

In Francia, a gennaio, una contaminazione da Norovirus ha causato un maxi-blocco della produzione di ostriche e altri frutti di mare con la segnalazione di ben 179 focolai di infezione che hanno coinvolto oltre mille persone. Sempre dalla Francia nel 2018 erano arrivati in tutta Europa frutti di bosco surgelati e contaminati da questo virus.

Ma a cosa è dovuto questo aumento nella diffusione del Norovirus? Per gli esperti gioca un ruolo importante il fatto che si cucina sempre di meno in casa. Infatti, nel 37 per cento dei casi l’infezione è originata da un pasto consumato al ristorante o al bar, mentre nel 26 per cento dei casi il motivo è che il cibo è stato preparato altrove in condizioni igieniche non controllabili (come il cibo pronto che viene consegnato a domicilio). Tuttavia, almeno in parte, l’aumento dei casi è dovuto a sistemi di diagnosi sempre più affidabili e accessibili.

Norovirus, quali sono i sintomi e come si trasmette

Secondo le informazioni sul sito di Epicentro, il portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica a cura dell’Istituto superiore di sanità, la trasmissione del virus avviene direttamente da persona a persona, per via orofecale o via aerosol, oppure tramite acqua o cibo infetti, ma anche per contatto con superfici contaminate.

Le epidemie da Norovirus sono spesso associate al consumo di frutti di mare crudi, insalate, frutti di bosco, acqua contaminata, cibi freddi, germogli, erbe e spezie. La sola forma di controllo efficace del norovirus è l’attuazione di rigorose misure igieniche nella manipolazione e distribuzione di cibi e bevande.

L’incubazione dura 12-48 ore, mentre l’infezione non ha solitamente conseguenze serie, e la maggior parte delle persone guarisce in 1-2 giorni senza complicazioni. I sintomi sono nausea, vomito, soprattutto nei bambini, diarrea acquosa, crampi addominali. In qualche caso si manifesta anche una leggera febbre. Normalmente, l’unica misura è quella di assumere molti liquidi per compensare la disidratazione, che può creare complicazioni più serie per bambini, anziani e soggetti con precario equilibrio metabolico o cardiocircolatorio. Infine, secondo i Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) l’immunità dura solo alcuni mesi, quindi lo stesso individuo quindi può essere infettato dal virus più volte nel corso della vita.

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