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Di Battista
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L’esame del sangue che può salvare dal melanoma

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Una ricerca australiana ha scoperto un test del sangue per scoprire il melanoma nelle sue fasi iniziali.

Il test potrebbe permettere di riconoscere in tempo il cancro e aumentare così le aspettative di vita dei soggetti malati

Alcuni ricercatori australiani hanno sviluppato il primo esame del sangue al mondo capace di rilevare il melanoma nelle sue fasi iniziali. Un potenziale passo avanti per un cancro che, se diagnosticato tardi, potrebbe ridurre le aspettative di vita.

Secondo quanto riportato da Quartz, gli scienziati della Edith Cowan University hanno condotto un esperimento su 209 persone, di cui circa la metà era affetta da un tumore della pelle in fase iniziale. Il test è stato in grado di rilevare con precisione il melanoma in circa l’80 per cento dei casi, secondo il ricercatore Mel Ziman. Saranno ora necessari studi clinici più ampi per determinare se l’analisi del sangue funziona su un numero di soggetti più ampio e può eventualmente essere immessa sul mercato.

Il melanoma non è il tipo di cancro della pelle più comune, ma è il più grave, secondo l’American Cancer Society. È causato principalmente dall’esposizione ai raggi UV e spesso si manifesta con un neo che cambia o con una nuova manifestazione cutanea.

Secondo lo studio che mette in evidenza i risultati del test del sangue, pubblicato su Oncotarget, la diagnosi precoce del melanoma assicurerebbe una aspettativa di vita a cinque anni fino al 99 per cento, mentre i pazienti il ​​cui melanoma è rilevato in uno stadio avanzato hanno una aspettativa di sopravvivenza del 15-20 per cento a cinque anni.

“Se si riesce a rimuovere il melanoma quando è meno di 1 mm di spessore, si ha una probabilità di sopravvivenza del 98-99 per cento”, ha detto alla BBC Mel Ziman, uno dei ricercatori che ha condotto lo studio. Ma non appena le dimensioni del cancro aumentano, “i tassi di sopravvivenza diminuiscono drasticamente”.

Ad oggi, le persone fanno affidamento all’occhio esperto dei dermatologi per scoprire se un neo che cambia forma può nascondere una diagnosi più grave. Spetta allo specialista prescrivere gli esami della pelle e le biopsie per rilevare il melanoma e altri tumori della pelle. Questo potrebbe essere un problema per chi non effettua regolari controlli o – peggio ancora – come succede in alcuni paesi del mondo, non ha la possibilità di accedere ad una visita specialistica. Il test sviluppato dai ricercatori australiani potrebbe rivelarsi di estrema utilità, quindi.

Non sorprende, scrive ancora Quartz, che sia la ricerca sia stata condotta proprio in Australia, dove il melanoma è il quarto tumore più diffuso. Sono oltre mille le vittime ogni anno e solo nel 2017 sono stati diagnosticati 14mila casi.

Il test del sangue scopre il melanoma identificando gli autoanticorpi prodotti dall’organismo per combattere la crescita del cancro. Lo studio inizialmente ha esaminato 1627 proteine ​​funzionali, alla fine riducendole alle dieci che meglio indicavano la presenza di melanoma.

L’esame del sangue sarà sottoposto a test clinici per tre anni per migliorare la precisione al 90 per cento. I ricercatori sperano che possa essere approvato per l’uso entro cinque anni.

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