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La storia di Damiano e Margherita Tercon: l’autismo, l’amore e il sogno di Italia’s Got Talent

“Ho deciso di esibirmi con mia sorella in questo programma e di fare coppia con lei anche fuori dal palco perché con me lei riesce a fare anche l’impossibile. È intervenuta sulla mia vita presente e soprattutto futura, facendomi uscire dal guscio"

Di Iacopo Melio
Pubblicato il 19 Mar. 2019 alle 11:51 Aggiornato il 18 Apr. 2019 alle 08:48

“Vorrei sposarmi e avere quattro figli, due femmine e due maschi. La mia donna ideale è alta tra 1.78 e 1.85, con muscoli grossi, ossa grosse e ciccia grossa. Non si dovrebbe togliere i peli sulle gambe e sulle ascelle. Se poi ha gli occhiali e la frangia meglio. Deve aver studiato al liceo psicopedagogico per educare bene i bambini; saper suonare chitarra, basso, tuba, bassotuba, pianoforte, sax e percussioni. Dovrebbe diventare capo scout nei lupetti e fare la deejay professionista. Avendo io comunque idee che cambiano frequentemente nel tempo, so che se la mia ragazza ideale non avesse queste caratteristiche andrebbe bene lo stesso”.

A parlare è Damiano Tercon: ha 37 anni, canta nel coro lirico di Rimini e lavora mezza giornata in una serigrafia della sua città grazie ad una borsa lavoro che gli passa il Comune. “Negli anni mio fratello Damiano ha sviluppato un sacco di teorie sull’amore e sulla donna ideale – dice la sorella Margherita, 29 anni – che per lui dovrebbe avere un cognome ben preciso ma che ogni tanto cambia”.

“È appassionato di cognomi –  continua – infatti il suo sogno era lavorare all’anagrafe. Si è comprato anche dei libri che conosce a memoria: così se gli dici un cognome lui sa da dove deriva, qual è la sua forma base e le varie declinazioni, ma anche dove è più diffuso nel nostro Paese”.

Margherita Tercon, dopo una laurea in filosofia alla Sorbonne di Parigi, si è diplomata nella scuola d’arte drammatica di teatro a Milano, dove oggi lavora gestendo progetti di formazione per i venditori di una nota catena di bricolage.

Ho conosciuto i due fratelli attraverso un loro video su youtube. La prima cosa che ho scoperto di Damiano è che guida la macchina nonostante abbia la sindrome di Asperger, la prima cosa che ho pensato subito dopo è stata “non so se mi fiderei a salire in macchina con lui”.

Poi però, subito dopo ancora, mi sono sentito un imbecille, e allora ho iniziato a seguirli per imparare qualcosa e sentirmi meno stupido. “È capitato che nostro padre si sia approfittato della patente di Damiano e gli abbia chiesto ‘quando passi a prendere i tuoi amici autistici per andare in giro, mi consegneresti questo regalo ad un mio paziente?’ È divertente sentire i racconti di Damiano sulle persone che hanno aperto la porta e sono rimaste sorprese per essersi ritrovate davanti un gruppetto di amici accomunati dall’autismo, in giro normalmente come qualsiasi altra persona”.

Ed è proprio per conquistarsela questa normalità che i due hanno iniziato a collaborare. Margherita aveva aperto una pagina Facebook personale dove pubblicava video o scriveva: la pagina aveva raggiunto circa 10mila like quando ha scelto di fare una video-intervista a Damiano, presentandolo al web per ribadire il suo sogno di diventare un cantante lirico.

Era gennaio del 2017 e quel video ottenne un grande successo, così i video insieme diventarono due, poi tre, fino alla decisione di chiudere quella pagina e aprirne una di coppia, con l’obiettivo di raccontare la loro quotidianità.

“Nell’estate del 2003 o forse più 2002 – mi spiega Damiano – andai in vacanza con i miei genitori e i loro amici. Non ricordo il motivo, ma feci una serie di scenate con urla e capricci, così una signora con la sua famiglia si allontanò verso un fiume. Mio padre mi disse: ‘Se a loro chiedi perché stanno andando al fiume ti risponderanno che volevano fare un bagno, ma in realtà lo hanno fatto per i tuoi atteggiamenti’. Così ho deciso di partecipare a Italia’s Got Talent per farmi conoscere per i miei pregi, non per i miei difetti o i miei problemi. Mi ero rotto le scatole delle critiche della gente: basta dire che Damiano non sa fare niente se non lamentarsi, pretendere la pappa pronta e chi più ne ha più ne metta! Mi sono rotto le scatole anche del ‘poverino qua, poverino là’!”

Dentro il Rojava, guerra di Siria

Ed è stata proprio questa collaborazione ad aver aiutato Damiano ad uscire dalla depressione trascinata dai vari episodi di bullismo ai tempi delle scuole superiori. “Ho deciso di esibirmi con mia sorella in questo programma e di fare coppia con lei anche fuori dal palco perché con me lei riesce a fare anche l’impossibile. È intervenuta sulla mia vita presente e soprattutto futura, per la mia indipendenza e per far sì che io diventi ancora più adulto e responsabile, facendomi uscire dal guscio”.

È stata Margherita ad aver scritto il testo della loro esibizione all’ultima edizione di Italia’s Got Talent (esperienza purtroppo terminata in semifinale), nonostante lui dica che è stato un lavoro di entrambi perché così, un domani, potrà magari guadagnare con i diritti d’autore.

“Damiano è stato impassibile, non si è spaventato nemmeno davanti alle 2.300 persone in teatro, mentre io ero super agitata. È stato bello, gli autori ci hanno trattati come gli altri. Abbiamo fatto colpo perché non si aspettavano che lui si sarebbe messo a cantare una cosa totalmente fuori dal pietismo, iniziando con ‘mia sorella mi rompe le balle’. L’autismo è stato solo un valore aggiuntivo: abbiamo dimostrato che si possono superare certi limiti”.

Uno schiaffo morale a chi sostiene, generalizzando, che gli autistici non dovrebbero essere inclusi nelle situazioni “mondane” dove potrebbero sentirsi sotto pressione (recenti le accuse al premio Oscar, il regista Cuaron, per aver portato sul red carpet suo figlio Asperger).

“È una gran cavolata. Più esperienze fa una persona, anche autistica come Damiano, e meglio è. Lui impara e si può adattare col tempo a vari luoghi, tant’è che la prima cosa che mi ha detto dopo il programma è stata ‘Io mi sono sentito benissimo, beato, in pace con me stesso, tranquillo, sereno, coccolato’ e altri quindici termini… Per lui è stato molto bello, per 37 anni è sempre stato dietro le quinte e nessuno lo ha mai ascoltato: il palco gli ha dato finalmente un momento di attenzione. Invece che in silenzio all’angolo del tavolo perché nessuno lo interpella ha avuto per un po’ i riflettori su di sé. Poter uscire ed essere a contatto col mondo è fondamentale, nessun essere umano penso che voglia stare da solo”.

Dentro il Rojava, guerra di Siria

Da quella performance ironica e autoironica andata in onda su TV8, i fan del duo sono raddoppiati, tanto che Damiano ha iniziato quasi a montarsi la testa: “Per lui – continua Margherita – essere famosi è sapere che ci sono altre persone che ti conoscono e sanno che esisti. Adesso giriamo per Rimini e le persone lo fermano: è una cosa nuova per noi e lui è felicissimo considerando che è sempre stato chiuso in casa fino ad oggi”.

Aumentano i fan ma aumentano anche gli haters (e qui, aggiungerei, per fortuna, perché ribadiamo il concetto utile che i disabili non sono degli intoccabili). Ma quali sono le tipologie di “odiatori” che Damiano e Margherita Tercon hanno?

“Ci sono gli scettici, quelli cioè che sostengono che Damiano non sia realmente autistico (‘parla troppo bene, recita a fare l’autistico’). Dopo ci sono gli antivax… e infine gli insulti gratuiti, principalmente su youtube: quelli che vanno per la maggiore sono coloro che mi danno della prostituta, mentre qualcuno è arrivato addirittura a sostenere che io e mio fratello facciamo sesso insieme. E poi vabbè, commenti teneri del tipo ‘ma lo posso dire che non mi sono piaciuti o no?’, che lì dici ‘cavolo… Per una volta che poteva esserci un hater intelligente, spontaneo!’”

Recenti gli attacchi anche a Greta Thunberg, la ragazzina che ha organizzato il movimento di sensibilizzazione più grande della storia sulla salvaguardia del nostro pianeta, anche lei con sindrome di Asperger.

Tanti hanno sostenuto che l’attivista non abbia questa sindrome proprio perché si dice che gli autistici non provino empatia. “Non posso entrare dentro Damiano, ed è vero che alcune emozioni le dimostra in modo particolare. Non so se sia comune, ma stare davanti a tutta quella gente a teatro e dire ‘mi sento benissimo’ non è proprio normale… Ma le volte in cui mi ha vista triste a casa ha sempre cercato di far qualcosa per aiutarmi: una volta ha canticchiato una canzoncina allegra per tirarmi su di morale. Questo dice abbastanza”.

In tutto ciò, chiedo loro quali siano i rispettivi progetti e obiettivi futuri. Damiano mi risponde con una semplicità spiazzante: “Io vorrei diventare come Pavarotti nel mondo, come la Gioconda nel mondo, ma anche il re del cinepanettone”.

Margherita, invece, resta un po’ più coi piedi per terra: “Vorrei strutturare uno spettacolo da portare in giro mettendo insieme, oltre a questa prima canzone, altri lavori. Vorrei renderlo una professione per me e Damiano. Questo venerdì ci sarà la finale di Italia’s Got Talent e noi abbiamo registrato un videoclip della canzone che avremmo dovuto portare se fossimo passati: lo pubblicheremo sui social poco prima dell’ultima puntata, perché vorremmo fosse la conclusione di questo percorso ma soprattutto l’inizio di quello che speriamo sia un futuro di lavoro insieme”.

Prima di salutarci, faccio a Margherita una domanda scomoda e complessa: “Cosa vedi nel futuro di Damiano?”. La sua risposta, apparentemente banale ma non scontata, inquadra perfettamente quel che dovrebbe essere il “dopo di noi” ideale per un genitore con un figlio con disabilità.

“Io ho un fidanzato che è innamorato di Damiano. Ci piacerebbe tantissimo prendere una casa grande e andare a vivere tutti e tre insieme, dove poter realizzare anche un piccolo set per registrare i nostri video. Mi piacerebbe però che mio fratello imparasse anche a star da solo, così in una seconda fase del nostro futuro provare a farlo vivere vicino a noi ma un po’ distaccato, in autonomia. Perché ognuno dovrebbe essere libero, e noi questo proviamo a ribadirlo anche cantando”.