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Foto e video hard tra adolescenti: un fenomeno sempre più in aumento

Secondo i dati presentati dal ministro della Scuola Marco Bussetti sempre più giovani fanno sexting

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 24 Lug. 2019 alle 10:25 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 01:18
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Immagine di copertina

Allarme sexting: sempre più adolescenti si scambiano foto e video hard

C’è un vero e proprio allarme sexting per gli adolescenti, ovvero la pratica di scambiarsi foto e video hard in rete o tramite cellulare.

A dichiararlo è il ministro della Scuola Marco Bussetti in un’audizione nella commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza durante la quale è stata presentata un’indagine, che il governo ha realizzato in collaborazione con l’università di Firenze.

Secondo quanto dichiarato da Bussetti, il sexting è in aumento: dal 7 per cento dei giovani interessati nel 2017 si è passati al 9 per cento nel 2018.

A preoccupare sono anche i dati riguardanti le età: il 6 per cento di coloro che fanno sexting, infatti, sono preadolescenti, ovvero hanno dagli 11 ai 13 anni, di cui il 70 per cento sono ragazze.

Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, 1 adolescente su 10 realizza foto osé o video hard e li scambia online o tramite sms.

Questo provoca un aumento del cyberbullismo e dell’adescamento online.

Il 33 per cento degli episodi di cyberbullismo, infatti, è di tipo sessuale.

Secondo l’indagine, un campione, che va dal 43 al 48 per cento, riferisce di essersi imbattuto in siti con immagini violente, mentre il 21 per cento dichiara di essere stato infastidito sul web.

In aumento, inoltre, sono anche i casi di ricatto sessuale. Sempre più giovani, infatti, subiscono ricatti da parte di ex fidanzati, i quali minacciano di diffondere foto o video hard online.

Un fenomeno, quello del revenge porn, che è stato affrontato nel cosiddetto Codice rosso, la legge in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere.

Nella legge, infatti, è prevista la reclusione da uno a sei anni e una multa da 5mila a 15mila euro per “chiunque invii, consegni, ceda, pubblichi o diffonda immagini o video di organi sessuali o a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate”.

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