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Zingaretti: “Il Sì del Pd al Referendum? Non lascio il campo all’antipolitica. Ma ora cambiamo l’Italia”

Immagine di copertina
Credit: ANSA/ANGELO CARCONI

Zingaretti: “Il Sì al referendum? Non lascio il campo all’antipolitica”

“Il Sì del Pd al referendum? Non lascio il campo all’antipolitica”: lo ha dichiarato nella serata di martedì 8 settembre il segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti al programma di Giovanni Floris Di Martedì di cui era ospite. “L’antipolitica si combatte anche cambiando le cose. Io non lascio il campo di una riforma a chi non la pensa come me e chi se ne frega di Di Maio” ha dichiarato Zingaretti tornando sul voto favorevole della Direzione nazionale alla sua proposta di schierare il Pd a favore del Sì al referendum sul taglio dei parlamentari. “Abbiamo messo alla base del governo un processo di riforma molto complesso, ma non è che dobbiamo gettare la spugna perché è complesso. Non dobbiamo essere subalterni all’antipolitica. Io non faccio un passo indietro perché il campo è occupato da qualcuno che, pur votando sì, lo fa con motivazioni diverse dalle mie”. “Io darei la vita per la democrazia – ha aggiunto Zingaretti – non è vero che se passa la riforma è in pericolo la democrazia”.

Il segretario del Pd, come già dichiarato nella Direzione del partito, spera che il referendum sia solo il primo passo per una serie di riforme da realizzare per il Paese: “Mi auguro che ora si apra una fase per costruire una Italia nuova, altrimenti governare solo per conservare il potere non ha senso”. Sulle elezioni Regionali dichiara: “È un errore assoluto, che non abbiamo fatto noi, non aver voluto provare a costruire alleanze nei territori. Il Pd è l’unica certezza per vincere le elezioni e sconfiggere Meloni e Salvini. Ora il popolo del centrosinistra si può unire, la vocazione unitaria non è una rinuncia”. Zingaretti, comunque, non ha paura di perdere le elezioni: “Dovrebbero avere paura i cittadini di Toscana, Marche e Puglia. Io combatto per vincere, combattono i Toscani e i marchigiani per difendere la propria terra. Ora bisogna unire un popolo, chi produce e lavora per fermare le destre”. Il segretario dem ha quindi aggiunto: “Uniamoci attorno alle candidature che possono vincere, perché le altre sono testimonianze”.

Parlando di Mario Draghi, invece, Zingaretti ha dichiarato che “è una straordinaria risorsa italiana alla quale gli italiani devono dire grazie per quello che ha fatto. Ora non tiriamola per la giacchetta sulle beghe della politica italiana. È una risorsa della Repubblica e meno male che c’è”. Tornando sul famoso aperitivo di Milano , il segretario Pd afferma: “Io sono andato a Milano, è vero, ma sono andato in una città ferita a portare solidarietà e a rispettare le regole che la regione Lombardia dava in quei giorni. Ma quello che non farò mai è ‘toglietevi le mascherine’. Sono andato a portare solidarietà nel rispetto totale delle regole poste dalla Regione Lombardia in quel momento”.

Leggi anche: 1. La rivincita di Zingaretti, che resiste alle correnti del No e lancia il PDSÌ / 2. La rivincita di Zinga che impone il PDSÌ / 3. Referendum, pioggia di critiche sul Pd. Zingaretti: “Chi vuole un altro Governo lo dica”

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