Travaglio difende la sindaca Raggi sui rifiuti: “È tutta colpa di Zingaretti”

Travaglio: "I rifiuti a Roma? La Raggi non c'entra niente, è tutta colpa del PD"

Di Madi Ferrucci
Pubblicato il 9 Lug. 2019 alle 11:48
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La difesa di Travaglio della sindaca Raggi e le colpa di Zingaretti – Travaglio difende a spada tratta la sindaca di Roma Virginia Raggi: non è lei a doversi vergognare. La colpa dell’emergenza rifiuti a Roma è soprattutto del Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, scrive il direttore nel suo editoriale di oggi sul Fatto Quotidiano.

La Regione, secondo il giornalista è in ritardo sulla pubblicazione del nuovo piano rifiuti e a lei spetta la responsabilità di gestire le fasi di trattamento e smaltimento. Al Comune invece spetterebbe solo la raccolta. Piuttosto che creare discariche “in casa” prendendo decisioni scomode, si è preferito accordarsi per trasferire gli impianti fuori regione o addirittura all’estero, ribadisce Travaglio.

C’è da dire che anche nella fase di raccolta di sua competenza Roma ha mostrato di non saper gestire la situazione. Per colpa di chi? È la domanda che ci poniamo tutti in questi giorni.

Travaglio ci tiene invece a indicare per colpa di cosa: si riferisce alla chiusura dell’inquinante discarica di Malagrotta, una delle discariche più grandi di Europa di proprietà del “re della Monnezza” Manlio Cerroni.

Nel 2013, il sindaco Ignazio Marino in accordo con il neoeletto alla regione Nicola Zingaretti decide di accogliere le richieste dell’Europa, che riteneva la centrale troppo inquinante e invitava alla chiusura. Da allora Roma non è più autonoma nello smaltimento dell’immondizia ed è costretta a inviare fuori regione o all’estero i rifiuti che non riesce a gestire dentro la Capitale.

Qui abbiamo ricostruito le ultime polemiche tra Raggi e Zingaretti e le vere cause del problema dei rifiuti a Roma

Zingaretti ha fatto bene a chiuderla, secondo Travaglio, ma doveva individuare un sito alternativo e non è stata in grado di farlo.

“In questi sette anni le due giunte Zingaretti hanno accuratamente evitato di decidere il luogo della nuova discarica, per paura di scontrarsi con le popolazioni e le giunte dei comuni e prescelti (perlopiù targate Pd). Quindi se oggi, come sempre fin dai tempi di Marino, a ogni guasto, o incendio, o manutenzione di uno dei quattro impianti di Tmb che reggono a stento il trattamento dei rifiuti capitali, la città va in emergenza e i rifiuti si accumulano per le strade, il colpevole è uno solo: la giunta regionale Zingaretti”, scrive.

Su questo la Raggi non avrebbe colpa, lo smaltimento non rientra nelle responsabilità dell’amministrazione capitolina. Ridicolo quindi parlare di commissariamento del Comune da parte della Regione, visto che il Lazio è parte del problema.

Riprende poi con la sua difesa della sindaca: il problema sarebbe stato ridotto dai media alle sue gaffe su Facebook, in modo da distogliere l’attenzione dai veri responsabilità.

“Il 31 luglio scadrà pure l’accordo Lazio-Abruzzo per il trasloco di parte dell’indifferenziato romano. È la tempesta perfetta. Il collo di bottiglia che sta strozzando la Capitale”, conclude il direttore del Fatto.

Oggi, 7 settembre si è tenuto il tavolo di concertazione tra Ministero dell’Ambiente, Regione e Comune di Roma. Raggi ribadisce che tutti devono fare la loro parte e che una soluzione è possibile solo con la partecipazione di tutti gli attori in gioco, chiaramente la stoccata è ancora una volta al presidente Zingaretti.

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