Sea Watch, Marco Travaglio dopo la scarcerazione della capitana Carola Rackete: “Né colpevole, né innocente”

Di Marco Nepi
Pubblicato il 3 Lug. 2019 alle 14:04 Aggiornato il 3 Lug. 2019 alle 14:11
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Immagine di copertina

Marco Travaglio | Caso Sea Watch | Scarcerazione Carola Rackete | Capitana Sea Watch 3

TRAVAGLIO CAROLA RACKETE – “Il fatto che Carola sia libera non significa né che sia innocente né che sia colpevole”. Interviene così Marco Travaglio sulla scarcerazione della capitana della Sea Watch 3 Carola Rackete. Nel suo editoriale dalla prima pagina il direttore del Fatto Quotidiano commenta oggi gli ultimi risvolti sulla nave che ha salvato oltre 50 migranti nel Mediterraneo ed è entrata in acque italiane nonostante un divieto. E lo fa senza schierarsi con una di quelle che definisce “opposte tifoserie”, la “curva Sud della Capitana” e la “curva Sud del Capitano”, ricordando il “tentativo” del suo giornale “di ragionare e distinguere”.

Travaglio Carola Rackete | La capitana della Sea Watch 3 “né colpevole né innocente”

“Gli appelli e i diktat lanciati da cancellerie straniere, politici e firmaioli nostrani perché la capitana venga ‘liberata’ e assolta – scrive Travaglio – non hanno alcun senso (al pari dei titoli tragicomici, tipo quello di Repubblica su ‘Le prigioni di Carola’, manco fosse Silvio Pellico ai Piombi e allo Spielberg, anziché un’indagata ai domiciliari in un alloggio di Lampedusa). Così come le sparate di Salvini&C. che la vorrebbero ‘in galera’ o condannata a ‘pene esemplari'”.

“In Italia, per Costituzione – continua il giornalista -, la magistratura è ‘indipendente da ogni altro potere’, che dunque non prende ordini né dalla Germania, né dalla Francia, né da Salvini, né dalle opposizioni di sinistra, né da scrittori, intellettuali e artisti vari; e ‘l’azione penale è obbligatoria’ su ogni notizia di reato”.

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Quindi Travaglio ricorda i reati contestati, che non c’entrano nulla con “i salviniani decreti Sicurezza”, e aggiunge che “il governo non ha avuto alcun ruolo nella decisione del pm”.

“Poi – continua il direttore del Fatto nella sua ricostruzione – la parola è passata al gip, che ha interrogato l’indagata, ha sentito i suoi avvocati che chiedevano la revoca di ogni misura cautelare e i pm che ne invocavano una ancor più blanda (il divieto di dimora). Alla fine ha deciso per la scarcerazione tout court, escludendo alcuni reati e scriminandone altri per motivi umanitari. Ma l’indagine prosegue e forse seguirà un processo”.

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Travaglio conclude: “Il fatto che Carola sia libera non significa né che sia innocente né che sia colpevole: solo che il pm ravvisava gravi indizi di colpevolezza e almeno uno dei tre pericoli che giustificano una restrizione della libertà in fase d’indagine (fuga, inquinamento delle prove, ripetizione del reato), mentre il gip ha deciso diversamente”.

Travaglio ha parlato anche del pm Patronaggio e delle reazioni alle sue decisioni. “È bastato che ieri muovesse alcune critiche al dl Sicurezza per tornare l’eroe della Curva Sud della Capitana e il nemico della Curva Sud del Capitano. Ma cos’è, il Bar Sport?”, ha chiesto il giornalista.

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