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C’è l’accordo M5S-Pd: i possibili ministri dell’esecutivo Conte bis

Di Marco Nepi
Pubblicato il 29 Ago. 2019 alle 07:53 Aggiornato il 29 Ago. 2019 alle 08:23
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Il totonomi sul governo: i possibili ministri dell’esecutivo Conte bis

La lunga trattativa in casa Pd-M5s si è conclusa positivamente, e un’intesa sul governo Conte-bis è stata infine trovata, ora c’è grande attesa per il totonomi governo. [Qui tutte le ultime notizie sulla crisi di governo]. Nelle consultazioni con il capo dello Stato Sergio Mattarella che si sono chiuse mercoledì 28 agosto, al Quirinale i due partiti hanno ufficializzato di aver trovato l’accordo sul nome del premier.

Il segretario del PD Nicola Zingaretti ha parlato di un governo di forte “discontinuità”, mentre il capo politico del M5S Luigi Di Maio ha parlato di un esecutivo “di lungo termine”. Come presidente del Consiglio il M5S ha indicato Giuseppe Conte, d’accordo con il PD.

Mattarella ha convocato Conte per le 9.30 di oggi per affidargli l’incarico. Dopo di che si capirà se le questioni intorno alle nomine – in particolare quella di Di Maio – saranno superate.

Totoministri governo, le ipotesi per il vicepremier

Il numero due dell’esecutivo è un’incognita importante: il Pd vorrebbe piazzare Andrea Orlando o Dario Franceschini. Sull’Economia, poi, sarebbero in ballo Antonio Misiani, l’uscente Giovanni Tria e anche il dem Pier Carlo Padoan.

Nel discorso di ieri, Di Maio ha strizzato un occhio al passato. Spiega di aver “rinunciato al ruolo di candidato premier”, offerto dalla Lega, e precisa di non rinnegare l’esperienza con il partito di Matteo Salvini.

Se il premier indicato dai grillini otterrà di avere a Palazzo Chigi Vincenzo Spadafora (M5S) come sottosegretario alla presidenza del Consiglio, va da sé che ci sarebbe un unico vicepremier identificabile nel profilo del veterano Dario Franceschini (magari con la delega ai Rapporti con il Parlamento).

Seconda opzione: la casella del sottosegretario alla presidenza (uno snodo cruciale nell’attività di ogni governo) viene assegnata a Paola De Micheli o allo stesso Dario Franceschini del Pd, non c’è più il vicepremier in quota dem.

Terza opzione: il Pd cede alle richieste di Di Maio e così si viaggia con Conte più i due vice.

Totoministri governo, i ministeri chiave

I tre ministeri chiave andrebbero tutti o in parte a tecnici graditi al Pd sui quali, comunque, il Quirinale ha un’attenzione particolare. Agli Esteri, infatti, non è mai tramontata l’ipotesi di confermare Enzo Moavero Milanesi anche se in pista c’è sempre l’ex premier Paolo Gentiloni. All’Economia, tra i profili che risulterebbero compatibili con l’asticella della presidenza della Repubblica, ci sono quelli dell’ex ragioniere dello Stato, Daniele Franco e quello meno conosciuto in Italia, ma non a Bruxelles, dell’economista Marco Buti, ora direttore generale per gli affari economici e finanziari della Commissione Ue.

Totoministri governo, a chi va il Viminale?

Esclusa l’ipotesi Di Maio, al Viminale si parla di un prefetto sulla poltrona di ministro. I papabili sono tre: Mario Morcone, già capo di gabinetto di Marco Minniti e grande esperto di immigrazione, l’ex direttore del Dis Alessandro Pansa e il capo della polizia Franco Gabrielli.

Il numero dei ministeri rimarrebbe invariato: l’Agricoltura (Maurizio Martina del Pd se dovesse essere occupato il Mise) verrebbe separata dal Turismo destinato a entrare nell’orbita del Sviluppo economico. Ai Rapporti con la Ue potrebbe andare l’eurodeputato dem Roberto Gualtieri.

Difesa

Luigi Di Maio è l’unico capopartito che finirà nel governo, visto che il segretario Dem Nicola Zingaretti ha deciso di rinunciare, per non lasciare la presidenza della Regione Lazio. Il capo politico del M5S viene indicato come possibile ministro della Difesa o degli Esteri, ma molto dipenderà dal nodo della vicepresidenza del Consiglio. Non è un mistero che Di Maio punti alla conferma del ruolo di vicepremier, ipotesi sgradita al Pd. Se il piano dovesse fallire, il capo del Movimento potrebbe chiedere un posto di maggior peso.

Giustizia

Nel governo Pd-M5S ci saranno sicuramente due fedelissimi di Di Maio come Alfonso Bonafede e Riccardo Fraccaro. Il primo dovrebbe essere confermato alla Giustizia. Il secondo potrebbe diventare ministro per le Riforme. Vincenzo Spadafora, altro fedelissimo di Di Maio, è in pole per le Pari Opportunità. Ma il Movimento 5 Stelle potrebbe conquistare anche la conferma di Sergio Costa all’Ambiente e di Giulia Grillo alla Sanità.

Altra casella quasi certa è quella delle Infrastrutture, che dovrebbero andare al capogruppo M5S al Senato Stefano Patuanelli. Alternative sono il capogruppo Dem Graziano Delrio, già titolare delle Infrastrutture nei governi Renzi e Gentiloni, e il deputato Dem Roberto Morassut.

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Infine, l’Istruzione. Nel totonomi sul governo c’è l’accademico e deputato M5S Lorenzo Fioramonti, oggi viceministro.