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Home » Politica

Stragi, Mario Draghi toglie il segreto su Gladio e sulla P2

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Mario Draghi ha tolto il segreto su tutti gli atti relativi all’organizzazione Gladio, parte della galassia Stay Behind parallela alla Nato, e alla loggia massonica P2 guidata da Licio Gelli. L’annuncio arriva da Palazzo Chigi, secondo cui il Presidente del Consiglio ha siglato una Direttiva che dispone la declassifica ed il versamento anticipato all’Archivio centrale dello Stato della relativa documentazione.

L’iniziativa, adottata proprio nel giorno in cui ricorre il 41esimo anniversario della strage di Bologna – uno dei grandi misteri della Repubblica Italiana – amplia quanto già previsto dalla direttiva firmata dall’allora premier Matteo Renzi il 22 aprile del 2014.

Allora fu tolto il segreto sulla documentazione relativa alle stragi di Piazza Fontana a Milano (1969), di Gioia Tauro (1970), di Peteano (1972), della Questura di Milano (1973), di Piazza della Loggia a Brescia (1974), dell’Italicus (1974), di Ustica (1980), della Stazione di Bologna (1980) e del Rapido 904 (1984) conservata negli archivi degli organismi di intelligence e delle amministrazioni centrali dello Stato, in applicazione della legge n. 124/2007 che riconosce “gli archivi dell’intelligence come patrimonio a disposizione degli studiosi, del mondo dell’informazione e di tutti i cittadini”.

Il provvedimento firmato da Renzi aveva però lasciato fuori proprio i documenti relativi all’organizzazione Gladio e alla loggia massonica deviata P2. La direttiva firmata da Mario Draghi va invece incontro alla richiesta dei familiari delle vittime delle stragi e alle associazioni, che già al Governo di Giuseppe Conte avevano strappato la promessa di “una nuova Direttiva, sulla scia di quella predisposta nel 2014, incentrata sulla documentazione relativa alla P2 e Gladio“.

L’idea era poi sfumata insieme all’esperienza del governo giallorosa. Dopo la crisi del Conte-bis e l’arrivo di Draghi a Palazzo Chigi, le associazioni si erano nuovamente appellate al presidente del Consiglio e a Franco Gabrielli, autorità delegata per la sicurezza della Repubblica, perché togliessero il segreto sulle due organizzazioni al centro di una serie di drammatici episodi che hanno segnato la storia recente d’Italia.

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