Facebook ora vuole chiudere la pagina Socialisti Gaudenti. Il motivo? Ha nominato CasaPound

Dopo Casapound e Forza Nuova, Facebook ha bannato diversi post della pagina satirica Socialisti Gaudenti, che adesso rischia la chiusura. I gestori a TPI: "Assurdo, post inoffensivi"

Di Charlotte Matteini
Pubblicato il 24 Set. 2019 alle 13:18 Aggiornato il 24 Set. 2019 alle 14:05
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Sono passate solo poche settimana dalla tanto discussa chiusura di tutte le fanpage di Casapound e Forza Nuova per decisione di Facebook. A quanto pare, però, non saranno solo i due partiti di estrema destra a fare le spese della nuova ondata di revisione e applicazione stringente dei cosiddetti “termini di servizio” che Facebook sta operando da qualche mese a questa parte. È il caso, per esempio, della pagina satirica Socialisti Gaudenti, che da qualche ora sta affrontando un vero e proprio “bannaggio” di massa di tutti i vecchi post che contengono parole considerate vietate dall’algoritmo, come “Casapound”, “Mussolini”, “Forza Nuova”, “Negroni” (un tipico cocktail da aperitivo, ndr) e molte altre.

Non solo: la pagina, attiva fin dal marzo 2015, rischia addirittura di essere cancellata per sempre da Facebook proprio a causa di questo rastrellamento reatroattivo di post che, in molti casi, sono stati pubblicati diversi mesi o anni fa.

I post oggetto di censura sono tutti inequivocabilmente satirici. Nessun tipo di istigazione all’odio di massa è presente in quelle righe, al contrario di quanto sostenga l’algoritmo di Facebook. Nell’occhio del ciclone, peraltro, sono finiti anche post che riprendono dichiarazioni di eminenti esponenti politici, come l’ex presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, finito qualche mese fa nell’occhio del ciclone per aver sostenuto che “Mussolini aveva fatto anche cose buone”.

E poi, ancora: “Buon 25 aprile anche a Casapound e Forza Nuova”, è stato bannato da Facebook per violazione degli standard di comunità perché il social in blu enon ammette che sulla propria piattaforma possano essere supportati individui o gruppi pericolosi”. Che sia satira poco importa, l’algoritmo che sta passando in rassegna i post non è in grado di comprendere il contesto.

I Socialisti Gaudenti possono difendersi da tutto questo? La risposta, purtroppo, non è scontata. “Semplicemente possiamo chiedere che venga effettuato un altro controllo ma non possiamo dare alcuna motivazione aggiuntiva e non possiamo nemmeno contattare in qualche modo Facebook”, spiega a TPI Raffaele Boninfante, uno degli admin storici della pagina.

“A me pare assurdo che venga censurato qualcosa di inoffensivo soltanto perché contiene delle parole che da un giorno all’altro vengono vietate e punisce retroattivamente in barba ad ogni elementare norma del diritto chi queste parole le ha usate nel passato. Tutto per aver preso in giro Casapound, nonostante la satira rientri negli standard della comunità”, conclude Boninfante.

La questione è evidentemente spinosa: se da un lato l’allontanamento e la censura di gruppi di estrema destra è stato festeggiato da molti come una presa di posizione necessaria a ripulire i social e il Web da bufale razziste e post di odio di ogni tipo, il caso dei Socialisti Gaudenti mostra l’altra faccia della medaglia, quella peggiore, quella che vede arrivare la mannaia della censura contro una innocua forma di satira.

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