Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:58
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Di Battista
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Politica

I timori di Salvini: “Se apro la crisi il M5S va al governo con il Pd”

Immagine di copertina

Salvini teme un governo M5S-Pd: niente crisi

Travolto dalla vicenda della trattativa su un finanziamento russo alla sua Lega, Matteo Salvini è un po’ preoccupato per le strategie di alleati e avversari, e teme perfino un governo di M5S e Pd. È quanto emerge da un retroscena del quotidiano La Repubblica pubblicato oggi (articolo di Tommaso Ciriaco) che rivela il timore del vicepremier ad aprire una crisi per una possibile intesa tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico. “Mi consigliano di tornare al voto ma è chiaro che i 5 stelle ci mettono due minuti a fare un governo col Pd”, sono parole attribuite al ministro dell’Interno.

Tra i leghisti, come spiegato da Repubblica, c’è chi sostiene che una crisi di governo immediata sarebbe utile per tornare al voto e incassare un ampio consenso dalle urne. Il Carroccio, infatti, nonostante le aspre critiche, mantiene un consenso elevato, nettamente superiore ad ogni altro schieramento, più alto dello straordinario 34 per cento dei voti ottenuto alle Elezioni Europee del 26 maggio. I sondaggi inviterebbero ad uno strappo decisivo. Ma Salvini insiste. “No. Fico non aspetta altro per lanciare un suo governo…”, è il suo avvertimento.

Intanto si mostra più sereno in questa fase il Movimento 5 Stelle di Di Maio, che vede l’opportunità di riconquistare spazio e credibilità dopo il tonfo elettorale di due mesi fa. La chiusura della finestra elettorale nei prossimi giorni significherà anche la fine delle possibilità della Lega di minacciare il voto. I pentastellati non hanno fatto da sponda per Salvini nella vicenda dei fondi russi per il Carroccio e il premier Giuseppe Conte ha di fatto scaricato sul suo vice la responsabilità dell’invito al faccendiere Gianluca Savoini alla cena di Vladimir Putin a Roma.

Le distanze sono confermare dal fatto che Conte ha deciso di riferire in Aula, mentre il suo vice Salvini, proprio il leader del partito coinvolto nel caso non vuole farlo.

Ti potrebbe interessare
Politica / Scontro tra Salvini e Gelmini sulle critiche a Berlusconi
Cronaca / Giorgio Napolitano operato a Roma
Politica / Berlusconi: “L’Europa convinca Kiev ad accettare le richieste di Putin”
Ti potrebbe interessare
Politica / Scontro tra Salvini e Gelmini sulle critiche a Berlusconi
Cronaca / Giorgio Napolitano operato a Roma
Politica / Berlusconi: “L’Europa convinca Kiev ad accettare le richieste di Putin”
Politica / Pnrr, l’agenda degli incontri di Cingolani con i lobbisti scompare dal sito: “Serve più trasparenza”
Politica / “I partiti non fanno più politica”: la storica intervista di Berlinguer a Scalfari sulla Questione Morale
Politica / “Vestito inappropriato”: cronista allontanata da Montecitorio. Poi le scuse: “È stato un errore”
Politica / Segreti di Stato: il buco nero della direttiva Draghi sui dossier Nato
Politica / D’Alema a TPI: “Nel pensiero di Berlinguer la sinistra può trovare le risposte ai problemi di oggi”
Politica / Facciamo eleggere: la campagna per le amministrative del Forum Disuguaglianze e Diversità. “Sosteniamo chi si batte per giustizia sociale e ambientale”
Politica / Draghi convoca il Cdm d’urgenza e lancia l’ultimatum ai partiti: o votate le riforme o niente Pnrr