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Rai, per la scelta dei nuovi vertici Draghi muove i cacciatori di teste

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Sul rinnovo dei vertici della Rai in questi giorni si sta leggendo di tutto. In realtà chi conosce davvero lo stato dell’arte sa che sono non più di 5 o 6 le persone tra Palazzo Chigi e i partiti con notizie di primissima mano. Vediamo allora alcuni punti fermi:

a) la Rai non sarà decisa da sola ma entrerà nel pacchetto nomine con Cdp, Ferrovie e molto probabilmente Leonardo. È peraltro possibile che, in questo contesto, Draghi concederà sulla Rai ai partiti più spazio che su altri tavoli. E ciò perché l’ex Presidente di BCE non è nato ieri e sa bene che questa consiliatura Rai sarà quella che in ogni caso gestirà la comunicazione dell’azienda durante le prossime elezioni politiche;

b) la situazione in Rai è è assai meno florida di quanto non si voglia far credere. Ascolti bassi e difficoltà di far quadrare i conti; un piano industriale approvato dopo un lunghissimo iter poi rimasto lettera morta; mancanza di strategie verso le nuove tecnologie. Da qui una conseguenza diretta e molto importante: Palazzo Chigi vorrebbe nomi che conoscono davvero la materia non figure magari con un bel curriculum ma che poi non distinguono un “televisore da una lavastoviglie” e che ci metterebbero due anni per capire dove sono capitati;

c) il MEF insieme a Palazzo Chigi ha affidato ad una grande società di cacciatori di teste (Egon Zehnder) la selezione per i curricula dei manager da nominare nelle partecipate, anche per la Rai. Una procedura che non sarà decisiva ma avrà sicuramente un suo peso. Nel frattempo anche i partiti della maggioranza di governo hanno avviato un tavolo di “consultazione” informale per trovare la “quadra”.

Tutto ciò premesso, ad oggi per il Cda si va verso la riconferma degli uscenti (Rossi, Laganà, De Blasio ecc ecc) ma è quella dell’Ad la scelta chiave che condizionerà tutte le altre. I partiti spingono per due interni (peraltro ben visti anche fuori azienda) Paolo Del Brocco storico Ad di Rai cinema e Marcello Ciannamea capo dei palinsesti. Tra gli esterni in pole Fabio Vaccarono di Google Italia e Elisabetta Ripa Ceo di Open Fiber. Per la Presidenza,invece, chances più o meno uguali per Ferruccio De Bortoli ex direttore del Corsera e del Sole 24 ore e Mauro Masi ex dg Rai, banchiere ed esperto di proprietà intellettuale. Se si pensasse ad una donna potrebbe essere la stessa Elisabetta Ripa (ovviamente se non farà l’AD). Ma la partita è appena cominciata.

Leggi anche: Retroscena TPI: Rai, slitta il Cda per l’approvazione del Bilancio. Ma è pronto da due settimane

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