Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Ultimo aggiornamento ore 19:59
Immagine autore
Lucarelli
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Di Battista
Home » Politica

La mano dei partiti sulle partecipate: Di Maio-Giorgetti-Franceschini al lavoro per le nomine

Immagine di copertina
Giancarlo Giorgetti, Luigi Di Maio e Dario Franceschini. Credit: Ansa

Da qui ai prossimi giorni si aprirà la cruciale partita per le nomine delle partecipate. Aziende che molto spesso valgono ben più di un ministero. Con Roberto Garofoli il ruolo del sottosegretario alla presidenza del Consiglio è tornato ad essere centrale negli snodi del potere: è lui che Mario Draghi incarica per la preparazione dei vertici e per le decisioni più importanti. Ed è lui l’ufficiale di collegamento con l’altro grande decisore delle partite che contano: Daniele Franco, ministro dell’economia.

Ma la partita delle nomine sarà il primo vero banco di prova per la “triade” Di Maio-Giorgetti-Franceschini. Che, a quanto si dice negli ambienti del Deep State, quello “stato profondo” sempre molto bene informato, sarebbe già al lavoro. Di più, avrebbe iniziato a studiare una nuova architettura possibile.

In scadenza, tra le grandi, ci sono Saipem e Cdp (qui la sfida è tra Palermo che punta alla riconferma e Scannapieco, fedelissimo di Draghi e Franco) ma a restare in bilico è ancora Leonardo, visto che le vicende giudiziarie potrebbero costringere i vertici a rassegnare le dimissioni (in ballo c’è anche il Nos, il Nulla Osta Sicurezza).

Poi il Gse, sottovalutato da molti ma strategico per il futuro del Paese. La partita è aperta e chi pensa che la politica sia rimasta a guardare commette un grande errore di misura. I partiti sono allo sbando e navigano a vista, è vero, ma lo erano anche un anno fa. La grande novità è nel numero dei timonieri. E Draghi non potrà non tenerne conto.

Leggi anche: 1. Mario Draghi e la “triade” del potere Di Maio-Giorgetti-Franceschini (prima parte) / 2. Le prossime mosse di Letta per il Pd. E con Draghi “parlo io”

Ti potrebbe interessare
Politica / Renzi: “Da anni mi danno per morto, ma sono sempre qui”
Politica / Fine dello smart working per i dipendenti statali: dal 15 ottobre si torna in ufficio
Politica / Retroscena TPI: Zingaretti tentato dal seggio alla Camera se Gualtieri diventa sindaco
Ti potrebbe interessare
Politica / Renzi: “Da anni mi danno per morto, ma sono sempre qui”
Politica / Fine dello smart working per i dipendenti statali: dal 15 ottobre si torna in ufficio
Politica / Retroscena TPI: Zingaretti tentato dal seggio alla Camera se Gualtieri diventa sindaco
Politica / Così i referendum possono diventare una miniera d’oro per i partiti e le associazioni che li promuovono
Politica / Elezioni Amministrative Bologna 2021, la guida: candidati, legge elettorale, data. Tutto quello che c’è da sapere sulle comunali
Politica / Elezioni Amministrative Milano 2021, la guida: candidati, legge elettorale, data. Tutto quello che c’è da sapere sulle comunali
Politica / Roma: il programma elettorale di Michetti copiato da Alemanno, Meloni e anche Draghi
Politica / Elezioni amministrative (comunali) 2021: come rinnovare la tessera elettorale per votare
Opinioni / Elezioni a Roma, un disastro comunicativo tra like e scivoloni (di M. Romano)
Politica / Al Senato Ignazio La Russa presiede i lavori sul Green pass senza mascherina e leggendo la Gazzetta