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È morto a 98 anni Aldo Tortorella, storico dirigente del Pci

Immagine di copertina
Credit: AGF

È morto a 98 anni Aldo Tortorella, storico dirigente del Partito Comunista Italiano ed ex partigiano della Resistenza contro i nazifascisti durante la Seconda Guerra Mondiale.

Lo ha reso noto nel mattino di oggi, giovedì 6 febbraio, Gianfranco Pagliarulo, presidente nazionale dell’Anpi, l’Associazione Nazionale Partigiani Italiani. “Con infinito dolore – si legge nella nota – annuncio la scomparsa del carissimo Aldo Tortorella, il partigiano Alessio, parlamentare, intellettuale di straordinaria levatura, un punto di riferimento per tutta l’Anpi e per tutte le antifasciste e gli antifascisti. Un compagno”.

Nato a Napoli il 10 luglio 1926, Tortorella trascorse l’infanzia e l’adolescenza tra Genova e Milano. Nel capoluogo milanese, mentre era studente universitario, aderì alla lotta partigiana con il nome di battaglia di “Alessio”.

Durante la Resistenza venne arrestato, ma riuscì a fuggire e a raggiungere Genova, dove divenne un dirigente dell’organizzazione partigiana Fronte della Gioventù per l’Indipendenza nazionale e per la Libertà.

Dopo la Liberazione, si laureò in filosofia come allievo di Antonio Banfi e iniziò a lavorare come giornalista per l’edizione genovese de L’Unità, il quotidiano del Partito Comunista Italiano. Tra il 1958 e il 1962 fu direttore dell’edizione milanese del giornale, mentre dal 1970 al 1975 fu al timone l’edizione nazionale.

Eletto deputato del Pci nel 1972, resterà a Montecitorio fino al 1994. Durante la segreteria di Enrico Berlinguer, ricoprì nel partito il ruolo di responsabile delle Politiche per la cultura.

Tortorella faceva parte della corrente interna allineata con le posizioni di Berlinguer, sebbene fu piuttosto critico rispetto alla prospettiva del cosiddetto “compromesso storico” con la Democrazia Cristiana.

Negli anni Ottanta fu membro dell’ultima segreteria di Berlinguer e, dopo la morte di quest’ultimo, di quella di Alessandro Natta. Nel 1989, quando l’allora segretario Achille Occhetto propose di cambiare nome al Pci, Tortorella si schierò tra i contrari, firmando insieme a Natta e Pietro Ingrao la “mozione 2” che, come noto, fu poi sconfitta.

Tortorella aderì comunque al nuovo Partito Democratico della Sinistra e poi ai Democratici di Sinistra, schierandosi nelle rispettive correnti più a sinistra e criticando fortemente, nel 1999, la decisione del Governo D’Alema di mettere a disposizione della Nato le basi militari italiane per la guerra in Kosovo.

Nel 1998 fondò con Giuseppe Chiarante e altri l’Associazione per il Rinnovamento della Sinistra e rivista di Critica marxista. Con lui se ne va uno degli ultimi esponenti della stagione più gloriosa della sinistra italiana.

LEGGI ANCHE: L’alternativa all’oligarchia illiberale non è la paura ma la speranza

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