Meloni: “La guerra? Non sono né contro né a favore. Pronti a tassare chi specula sulle bollette”
La presidente del Consiglio intervistata a "Fuori dal Coro", su Rete 4: "Dopo l'Ucraina, la crisi del diritto internazionale è diventata strutturale. L'Italia rafforzerà la presenza nel Golfo, ma non entrerà in guerra"
Giorgia Meloni condivide o condanna l’attacco di Stati Uniti e Israele contro l’Iran? “Nessuno dei due”, risponde la presidente del Consiglio , intervistata da Mario Giordano durante il programma tv Fuori dal Coro, in onda su Rete 4 nella serata di ieri, domenica 8 marzo. “Io non ho oggettivamente gli elementi necessari, come non ce li ha quasi nessuno in Europa, anzi nessuno, per prendere una posizione che sia da questo punto di vista categorica”, dice Meloni. “Tant’è che al netto del premier spagnolo, nessun altro ha condannato l’iniziativa così come nessuno sta partecipando al conflitto”.
Nei giorni scorsi il ministro della Difesa Guido Crosetto ha riconosciuto, riferendo sul tema in parlamento, che l’attacco israelo-statunitense è avvenuto “fuori dal diritto internazionale”. “Condivido”, osserva Meloni, “e penso che noi dobbiamo fare i conti con un quadro nel quale sono oggettivamente saltate le regole del diritto internazionale”. “Non penso – aggiunge – che siano saltate con questo episodio, perché esistono moltissimi precedenti ma sicuramente il quadro è di grande caos”.
“Secondo me – prosegue la premier – la crisi è diventata strutturale, in particolare con l’invasione dell’Ucraina perché chi è che dovrebbe far rispettare il diritto internazionale? In teoria sono le Nazioni Unite, però noi abbiamo l’anomalia di un membro del Consiglio di sicurezza dell’Onu che quattro anni fa ha invaso un suo vicino per provare ad annetterlo”.
Meloni si rifà “a quello che dicono Stati Uniti e Israele”, secondo cui l’attacco “è conseguenza del fatto che non si è riusciti a chiudere un accordo sul nucleare iraniano”: “L’Iran, secondo molti analisti indipendenti e il più importante è il direttore dell’Agenzia dell’Onu per l’Energia atomica, sarebbe arrivato a un livello di arricchimento dell’uranio che è molto più alto di quello che serve per usi civili. Oggettivamente – riflette la presidente del Consiglio – nessuno può permettersi che il regime degli ayatollah si doti di armi nucleari, atteso che ha anche missili a lungo raggio. Noi parliamo di un regime che non si è fatto grandi scrupoli ad esempio a uccidere migliaia di suoi cittadini che manifestavano pacificamente. Quindi penso che anche questo sarebbe un pericolo enorme, non solo per la regione ma anche per l’Europa”.
Nel corso dell’intervista, Meloni ribadisce che “l’Italia non è parte del conflitto” e “non intende essere parte del conflitto”. “Noi ci stiamo limitando a rafforzare la nostra presenza nei Paesi del Golfo che sono stati attaccati dall’Iran con missili, con droni, ma solo a scopo difensivo”, spiega la premier. “Ed è chiaramente anche una decisione che nasce dal bisogno che noi abbiamo di proteggere le decine di migliaia di italiani che sono presenti nell’area, oltre che i nostri contingenti militari. Abbiamo circa duemila soldati dislocati in quella regione. Dopodiché quelle sono anche nazioni con le quali noi abbiamo sicuramente ottimi rapporti, che sono anche vitali per i nostri interessi energetici. Però non intendiamo entrare in guerra, non ci entreremo”.
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“Chiaramente – sottolinea – l’Italia rischia comunque di essere coinvolta soprattutto dalle conseguenze del conflitto, sia sul piano della sicurezza interna soprattutto, sia ovviamente sul piano economico”. E allora, assicura, il “tema di impedire che la speculazione faccia esplodere i prezzi, ovviamente è un’altra delle nostre priorità”.
“L’Autorità dell’Energia ha attivato una task force, credo che già domani (oggi per chi legge, ndr) avremo i primi report per monitorare il prezzo dell’energia, soprattutto quello sul gas”, spiega la premier. “Il ministro Urso ha messo a lavoro quello che noi chiamiamo Mister Prezzi, cioè il sistema di monitoraggio che viene attivato per verificare che non ci siano aumenti ingiustificati in particolare sulla benzina, sui generi alimentari”.
“Siamo determinati a combattere la speculazione”, garantisce Meloni. “E approfitto per ribadire che consiglio a tutti prudenza, perché io non escludo, quando dovessimo avere evidenza di atteggiamenti che sono speculativi, neanche di aumentare le tasse alle aziende che fossero responsabili di rimettere i soldi sulle bollette in particolare”.