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Lettera aperta degli scienziati italiani: “La politica ci ascolti per evitare la catastrofe ambientale”

Di Enrico Mingori
Pubblicato il 10 Feb. 2021 alle 15:40
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Credit: Pixabay

La Scienza al Voto: la lettera aperta degli scienziati italiani

“È il momento che politica e scienza volgano insieme il loro sguardo verso il futuro”. A lanciare l’appello è il comitato scientifico La Scienza al Voto, composto da diciotto tra i maggiori scienziati italiani di clima e ambiente.

Gli esperti hanno scritto una lettera aperta rivolta alle forze politiche: “In un momento in cui il mondo intero sta attraversando un periodo molto critico, in Italia si è aperta una crisi di governo che rischia di rendere la situazione ancora più difficile, ma che apre anche alla possibilità di adottare impegni comuni e non più derogabili”, si legge nella lettera.

“E allora questo è il momento di fare tesoro delle lezioni che abbiamo tratto dalla lotta al Covid-19: una collaborazione fattiva tra decisori politici e scienziati”.

Gli scienziati fanno riferimento al Next Generation Eu: “Non basta purtroppo predisporre provvedimenti economico/ambientali che, qualitativamente, vadano verso una generica ‘economia verde’: sono necessarie misure che guardino al quadro ecosistemico più generale in cui opera l’attività economica, e soprattutto che siano anche quantitativamente efficaci, cioè scientificamente fondate – la scienza è un’impresa tipicamente quantitativa – e che, attuate e monitorate, siano in grado di portare al raggiungimento degli obiettivi”.

Di fronte alle “perplessità” sull’attuale piano dell’Italia per il Recovery Fund, gli scienziati evidenziano la “necessità di un lavoro congiunto decisori politici-scienziati su clima e ambiente, che sia istituzionalizzato e non lasciato ad incontri sporadici in situazioni di emergenza”.

Nella lettera aperta gli scienziati evidenziano infatti le similitudini tra la crisi pandemica e la crisi climatica e ambientale, che peraltro già oggi – tra clima estremo e inquinamento – fa danni notevolissimi in Italia. “In entrambi i casi, se non si interviene subito, c’è una accelerazione non lineare delle conseguenze negative”, avverte Antonello Pasini, fisico del clima del Cnr e coordinatore scientifico del comitato La Scienza al Voto.

“Servono provvedimenti scientificamente fondati nel gestire il Next Generation Eu o rischiamo di non centrare gli obiettivi che le evidenze scientifiche ci impongono di raggiungere, per evitare conseguenze catastrofiche. E c’è il anche rischio che il nostro Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) riceva disastrose bocciature in sede europea”.

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