Lettera a Conte di Salvini, Meloni e Berlusconi: “Ecco le condizioni per il sì allo scostamento di bilancio”

Di Luca Serafini
Pubblicato il 29 Lug. 2020 alle 08:35
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Immagine di copertina
Meloni, Berlusconi e Salvini

Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi hanno scritto una lettera al premier Giuseppe Conte, esponendo le loro condizioni per votare sì allo scostamento di bilancio. La missiva è stata pubblicata sul Sole 24 Ore. Proprio oggi in Senato Conte chiederà l’approvazione per il terzo scostamento di bilancio (da 25 miliardi) dall’inizio della pandemia. La posizione dei partiti di opposizione al momento è in bilico. Ecco perché i tre leader di centrodestra, con una mossa unitaria, hanno deciso di scrivere al premier.

“Signor presidente del Consiglio – si legge nella lettera – in questi mesi difficili l’intera opposizione ha assicurato un atteggiamento di responsabile lealtà istituzionale. Lo abbiamo fatto per senso del dovere verso la Nazione, che è per noi un valore supremo, non certo per esprimere un consenso alle politiche di un Governo del quale non condividiamo nulla, né gli obiettivi né i metodi e i comportamenti. […] Purtroppo la nostra disponibilità non ha portato grandi risultati: il Governo ha deciso da solo come impiegare quelle risorse senza coinvolgere l’opposizione, nonostante la nostra disponibilità. I risultati si vedono e sono tutti negativi”.

Nella missiva, Salvini, Meloni e Berlusconi elencano poi le loro richieste in tema di spesa. Condizioni imprescindibili per dare il loro sì allo scostamento di bilancio. Innanzitutto c’è la richiesta di un “anno bianco fiscale”. Poi: “L’esenzione – per gli esercenti attività di impresa, arte o professione soggetti agli Indici sintetici di affidabilità – dal versamento del secondo acconto Irpef/Ires per l’anno 2020. La riduzione del 30% dei coefficienti del calcolo Imu, l’esenzione della predetta imposta per i Comuni con una popolazione inferiore a 3 mila abitanti e per gli immobili commerciali e produttivi rientranti nella categoria C”.

C’è inoltre la richiesta di “misure che premino gli imprenditori che mantengono livelli occupazionali”. Tra queste: “Riduzione del 50% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per le aziende colpite dalla crisi che non riducono il numero di occupati. Sospensione del Decreto Dignità e reintroduzione dei voucher per tutti i settori, compresi i voucher familiari, almeno per tutto l’anno 2020”. Il monito finale è chiaro: “Ascolteremo le risposte del Governo. Se saranno positive e convincenti, lo scostamento di bilancio avrà il nostro voto”, altrimento “sarà proprio l’interesse nazionale a impedirci di votare lo scostamento”.

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