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Incontro Pd-5 Stelle: com’è andato. La prima trattativa sulla crisi di governo

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 23 Ago. 2019 alle 17:25 Aggiornato il 10 Gen. 2020 alle 19:19
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Immagine di copertina
Luigi Di Maio e Nicola Zingaretti

Governo, incontro PD-5 Stelle: com’è andato

Clima disteso e manifestazioni di ottimismo: si è chiuso così il primo incontro tra Pd e 5 Stelle per valutare, nel più breve tempo possibile, la possibilità di dar vita a un governo insieme che conquisti una maggioranza in Parlamento . E con il benestare del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha concesso 5 giorni e non di più.

“Non ci sembra ci siano problemi di sorta”: è la posizione del Movimento 5 stelle. “Non ci sono problemi insormontabili”: è la posizione del Partito democratico. L’atteggiamento, quindi, è positivo da entrambe le parti, ma il nodo resta sempre uno: “Dal taglio dei parlamentari dipende tutto il dialogo sul resto, abbiamo chiesto garanzie in merito”. Lo ha detto chiaro e tondo il capogruppo pentastellato alla Camera dei deputati Francesco D’Uva al termine dell’incontro con la delegazione Pd.

“Noi siamo sempre stati e rimaniamo a favore del taglio dei parlamentari. Siamo disponibili a votare la legge ma riteniamo che vada accompagnato da garanzia costituzionali e da regole sul funzionamento parlamentare”, ha precisato il capogruppo alla Camera Graziano Delrio.

“Poi è chiaro – ha aggiunto – che ci sono altre cose di altro carattere che vanno rimandate ad altri tavoli, e ai rispettivi capi politici”. Nell’incontro tra le delegazioni di M5S e Pd, infatti, è stato convenuto che per portare avanti la verifica sulla possibilità di un accordo da portare martedì al presidente Mattarella occorre un vertice tra i leader dei due partiti, Luigi Di Maio e Nicola Zingaretti.

Pd-5 Stelle, tavoli tematici

E, in seconda battuta, un approfondimento sui singoli temi. Su questi ultimi si è deciso che potrebbero essere i capigruppo delle Commissioni Parlamentari dei due partiti a predisporre dei dossier sui temi di loro competenza, sui quali avviare il confronto. “Noi – ha detto Andrea Orlando, vicesegretario del PD – predisporremo i dossier necessari per un’interlocuzione su tutti temi dell’agenda programmatica, attendiamo un passaggio dai vertici delle due forze politiche. Vogliamo essere già operativi dalle prossime ore”. Andrea Martella, coordinatore della segreteria del Pd, ha annunciato che “già da domenica pomeriggio si riuniranno i tavoli di lavoro del Pd per il programma del Governo di svolta. I tavoli saranno sei e verranno coordinati dai membri della segreteria”.

M5s: “Questo è l’unico tavolo”

Il pentastellato D’Uva ha chiarito anche un punto molto caro ai Dem: “Non abbiamo tavoli con altre forze politiche. Questo è il tavolo principale, perché anche guardando i rispettivi punti non mi sembra ci siano problemi di sorta”. Il riferimento era alla possibilità che il Movimento 5 stelle tenesse aperta anche la porta alla Lega, dopo la plateale mano tesa del leader Matteo Salvini al termine della consultazione con il Capo dello Stato. Il Pd ha preteso che il Movimento 5 stelle lo dica senza possibilità di essere fraintesi anche al Quirinale.

“La riunione si è svolta in un clima positivo e costruttivo, che ci fa ben sperare sulle prospettive”, ha confermato Andrea Marcucci, il capogruppo al Senato del Pd. “C’è stata un’ampia convergenza sui punti dell’agenda ambientale e sociale, ma c’è un lavoro molto serio da fare sulla legge di bilancio, sulle priorità”, ha concluso Graziano Delrio.

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