Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:59
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Politica

Forza Italia, Mulè: “Disappunto per Meloni, Tajani si dimetta da coordinatore del partito”

Immagine di copertina

Forza Italia è il partito che più di tutti si è trovato spaccato dopo la formazione del nuovo governo, tra quelli che hanno trovato senza patemi una posizione all’interno dell’esecutivo Meloni e quelli che hanno subìto gli strascichi dei “no” della nuova presidente del Consiglio, in particolare i cosiddetti “ronzulliani”, da Licia Ronzulli, spinta da Berlusconi verso un ministero ma rimbalzata dalla leader di Fratelli d’Italia. Una divisione di cui ha parlato anche il deputato forzista e vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè: “Ha provocato disappunto l’atteggiamento di Giorgia Meloni. Un disappunto esternato dallo stesso Berlusconi, quando ha posto la questione del condizionale e non dell’imperativo da usare nel dialogo con gli alleati”.

Mulè è tra quelli più accesi nella ricerca della fonte di Lapresse all’interno dei deputati azzurri che ha fornito gli audio che hanno messo in imbarazzo l’ex cav per i suoi discorsi su Putin e sulla genesi della guerra in Ucraina. In un’intervista a Repubblica spiega le due anime all’interno di Forza Italia, incarnate dai “governisti” alla Tajani – ministro degli Esteri e vicepremier – e dai più scottati dalla spartizione delle cariche: “Ci sono state frizioni fra chi si riteneva iscritto a una fazione e chi all’altra. Ma qui non c’è da fare un dibattito, un congresso alla maniera del Pd. Io credo che durante la formazione del governo molti abbiano messo sul tavolo esperienze, storie personali, legittime aspirazioni che sono state trascurate. Ma non è più il tempo di recriminare, né di cercare vendette. Rilanciamo l’azione del partito, invece, ricollocandoci sul territorio”.

Per Mulè sia Tajani sia Anna Maria Bernini – ministra dell’Università – dovrebbero abbandonare le cariche che ricoprono all’interno del partito: “È una riflessione che devono fare e risolvere. Ci sono interventi sulla spina dorsale del partito ormai indefettibili. Berlusconi è il primo a saperlo”. Tajani è coordinatore nazionale di Fi, Bernini la sua vice. Se non daranno le dimissioni sarà Berlusconi a indicare “la nuova formula di Forza Italia”.

Ti potrebbe interessare
Politica / Perché in Italia il movimento pro-Pal è sempre più forte
Politica / Fabrizio Barca a TPI: “La sinistra non ha saputo leggere la crisi della democrazia. Riparta dallo Stato”
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Ti potrebbe interessare
Politica / Perché in Italia il movimento pro-Pal è sempre più forte
Politica / Fabrizio Barca a TPI: “La sinistra non ha saputo leggere la crisi della democrazia. Riparta dallo Stato”
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Politica / Meloni: “Orgogliosa di essere ciociara”. La replica della premier al consigliere Pd
Politica / Nuova legge elettorale, Meloni: "Quanto torneranno a votare, gli italiani potranno scegliere tutto"
Politica / La Camera approva la nuova legge elettorale con 227 voti a favore, proteste delle opposizioni: “Una truffa”
Politica / “Democrazia alla prova”, il nuovo libro di Fabrizio Barca e Luca Borzani
Politica / Morgan scrive a Liliana Segre: “Non esiste affatto nessun antisemitismo”
Opinioni / Mentre Meloni mette il tetto agli stranieri in classe, il Cnel di Brunetta certifica il record di giovani in fuga dall’Italia
Politica / L’appello degli ebrei italiani contro il ddl antisemitismo: “Criminalizza ogni forma di dissenso verso Israele”