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    Lombardia, l’assessore Gallera sul possibile rimpasto in Giunta: “Io in bilico? Non ho motivo di pensarlo”

    Di Carmelo Leo
    Pubblicato il 11 Giu. 2020 alle 16:21

    Lombardia, Gallera sul possibile rimpasto in giunta: “Io in bilico? Non credo”

    Mentre si fanno sempre più insistenti le voci di un possibile rimpasto all’interno della Giunta regionale della Lombardia, l’assessore al Welfare Giulio Gallera spiega di non sentire che la sua poltrona è in bilico. Se le indiscrezioni e i retroscena degli ultimi giorni raccontano di un Gallera sulla graticola per la gestione dell’emergenza Coronavirus, l’assessore non teme di perdere il suo posto: “Mi confronto quotidianamente – ha dichiarato in un’intervista a Il Giornale – con Fontana e molti consiglieri, un paio di settimane fa la maggioranza ha respinto in maniera compatta in aula una richiesta di mie dimissioni, gli atti formali sono quelli e quindi finché c’è la fiducia vado avanti”.

    “Non ho motivo oggi di ritenere il contrario – ha continuato Gallera – e svolgo appieno il mio incarico, con grande fatica fisica ma con assoluta determinazione. Dobbiamo prepararci a un’eventuale seconda ondata”. Proprio a questo proposito, l’assessore al Welfare lombardo ha assicurato che la Regione ha pronto un piano in caso di un nuovo boom di contagi: “Entro mercoledì presenteremo al Governo un piano per aumentare le terapie intensive, da 861 a 1.466 posti letto, più altri 352 immediatamente apribili in intensiva e 352 di subintensiva. Dentro ci saranno anche gli ospedali realizzati alla Fiera di Milano e Bergamo”. Sulle critiche ricevute, soprattutto per l’ospedale Fiera che ha chiuso dopo aver curato pochissimi pazienti, ha aggiunto: “E’ curioso che gli unici considerati inutili siano quelli lombardi”.

    Gallera ha anche voluto parlare delle critiche ricevute in questi mesi, trasformatesi in alcuni casi in minacce di violenza: “Io dico a certe persone che bisogna stare attenti perché tra articoli su giornali e dichiarazioni sprezzanti di qualche politico siamo arrivati alle scritte ‘assassino’ sui muri, Fontana messo sotto scorta. Io stesso ho ricevuto attacchi sui social, mail in cui mi si dava dell’assassino e altro, ho denunciato tutto alla Digos. Mai avrei pensato di trovarmi in situazioni del genere. Non si può arrivare a questo punto, mi sembra che la situazione stia sfuggendo di mano. Avremo anche fatto degli errori ma attacchi verbali così violenti sono inaccettabili, è ora di rallentare e tornare a toni da dialettica politica”.

    “Fino a fine marzo – ha concluso l’assessore al Welfare – i giornali raccontavano quanto la Lombardia fosse brava ad affrontare un’emergenza complicatissima, dai primi di aprile in poi abbiamo subito un attacco politico violento da parte di chi, non essendo mai riuscito a vincere con i voti, ha provato a deformare la realtà, un’azione di sciacallaggio politico pesante”.

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