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“Noi, femministe di tutto il mondo, invaderemo Verona per dire no al Congresso-vergogna sulla famiglia”

Le attiviste di Non Una Di Meno a TPI: "Risponderemo all'ondata reazionaria e sovranista con una tre giorni di incontri e dibattiti sui diritti. Ci saranno attiviste da tutto il mondo"

Di Marta Facchini
Pubblicato il 28 Mar. 2019 alle 11:49 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 03:01
Immagine di copertina
Credit: Filippo Monteforte, Afp

Carlotta prende un treno da Milano. Paola si muove da Roma. Giulia a Verona ci vive. Tutte sono parte della rete femminista Non Una Di Meno e tutte parteciperanno alla protesta contro il Congresso mondiale delle famiglie (Wcf), l’appuntamento che riunisce movimenti anti-abortisti, anti-femministi e anti-Lgbtqi di tutto il mondo. Una tre giorni, dal 29 al 31 marzo, di convegni, incontri, dibattiti e presentazioni in piazza organizzata per parlare di diritti delle donne e rispondere politicamente, e personalmente, alle tematiche affrontate dal World Congress of Families.

Il Wcf arriva quest’anno alla sua tredicesima edizione. La prima volta si era tenuto a Praga nel 1997, l’ultima era stata organizzata a Madrid nel 2012. È il più importante meeting internazionale di gruppi no-choice e contro le soggettività lesbiche, gay e trans. I gruppi che si identificano con la sua ideologia promuovono la famiglia eteropatriarcale come la sola unione possibile e si esprimono contro l’aborto e la libertà di scelta delle donne, contro i diritti riproduttivi e lgbtqi, contro i matrimoni gay e contro il divorzio, gli studi di genere e l’immigrazione.

“Quando è stato annunciato il Congresso, il nodo territoriale di Non Una Di Meno si è sentito subito chiamato in causa. Lavoriamo sul territorio da molto tempo: era ottobre e avevamo appena organizzato la reazione contro la mozione per rendere Verona una ‘città a favore della vita’, poi approvata dal consiglio comunale”, spiega a TPI Giulia.

Nell’aula in cui si discuteva, le attiviste di Nudm avevano indossato i vestiti delle ancelle di The Handmaid’s Tale ed erano state allontanate. A “Verona Città Transfemminista”, questo il nome assegnato alla mobilitazione, si è arrivati con un percorso costruito attraverso assemblee pubbliche alle quali hanno partecipato “attiviste e altri movimenti della società civile, ognuno con le sue specificità”.

“Abbiamo avuto un grande riscontro anche da parte di persone che non si dicevano esplicitamente attiviste e femministe, come se avessimo creato un percorso. Ma Verona rimane una città difficile. Non è un caso che il Congresso sia organizzato qui, con l’amministrazione comunale che ha alle spalle un percorso politico chiaro”. L’amministrazione è una delle co-organizzatrici del Congresso e il sindaco Federico Sboarina ha messo a disposizione gratuitamente la sede dell’incontro.

Non Una Di Meno ha organizzato un corteo, con partenza sabato dalla stazione di Porta Nuova. E poi convegni e laboratori con ricercatrici europee, performance teatrali, spazi per bambini e bambine, e laboratori in piazza per insegnanti contro sessismo e razzismo.

Sarà proiettato il documentario Aborto le nuove crociate, prodotto dalla tv franco-tedesca Arte, sugli attacchi a livello internazionale alle leggi che regolano l’aborto. “Vogliamo ribattere ai punti che saranno discussi dal Wcf. Abbiamo pensato che se loro rimangono chiusi in un palazzo, noi invece invadiamo la città. E  con noi ci sono attiviste che vengono da tutto il mondo, come Marta Dillon di Ni Una Menos Argentina”.

E dalla Polonia, Croazia, Regno Unito, Paesi Bassi. Dalla Francia e dall’Olanda. Dall’Irlanda, Germania e Bielorussia. “Per rispondere a livello internazionale a un’ondata sovranista, è necessario che i movimenti femministi rafforzino i legami tra loro e che discutano insieme le pratiche da adottare”, aggiunge Giulia.

A Verona Paola ci arriva da Roma. Il gruppo territoriale di Nudm parte in pullman e per il viaggio si può fare un’offerta libera. Chi può acquistare uno o più biglietti, li mette a disposizione di chi ne ha bisogno. Come un caffè sospeso. Nella riunione territoriale che si è tenuta la scorsa settimana, sono stati decisi gli slogan e i simboli da usare durante il corteo.

“Domenica a Verona ci sarà un’assemblea internazionale e aperta nella quale interverranno i movimenti femministi di tutto il mondo”, spiega a TPI Paola. “Un’ondata reazionaria e sovranista porta ovunque alla repressione dei diritti delle donne, attaccando i movimenti femministi. Ma c’è una spinta opposta che resiste. Una riorganizzazione transnazionale, una condivisione di percorsi e battaglie, che rende ancora più significativa la dimensione che sta assumendo la protesta di Verona”, aggiunge.

Il Congresso di Verona ha ottenuto il patrocinio del ministero per la Famiglia e le Disabilità, della Regione Veneto e del Friuli Venezia Giulia, e della provincia. Saranno presenti il ministro dell’Interno Matteo Salvini, il ministro della Famiglia e della Disabilità Lorenzo Fontana e il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti. Ma anche il senatore della Lega Simone Pillon e Giorgia Meloni.

“Il Wcf in Italia è in totale continuità con le manovre attuate in diverse città per promuovere la vita, che annullano la possibilità per le donne di abortire”. Per Carlotta, di Nudm-Milano, la posizione del governo è sempre stata chiara: “L’atteggiamento nei confronti delle donne non è una novità. Lo dimostrano prese di posizione come il ddl Pillon sulla riforma del divorzio o  la forma in cui è stato concepito il reddito di cittadinanza. O il sostegno per la famiglia naturale che non riconosce altre forme di unione”, racconta a TPI.

“Il Wcf prende di mira anche le soggettività non normate e noi opponiamo la forza di un movimento transnazionale di liberazione”.