L’eurodeputata della Lega Ceccardi attacca Carola Rackete: “Cosa c’entrano i migranti col clima??? Non rompere le scatole e torna nel Mediterraneo!”

Di Marco Nepi
Pubblicato il 20 Set. 2019 alle 16:27 Aggiornato il 10 Gen. 2020 alle 19:25
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L’eurodeputata della Lega Ceccardi attacca Carola Rackete: “Cosa c’entrano i migranti col clima???”

L’eurodeputata della Lega Susanna Ceccardi ha attaccato su Facebook l’ex capitana della Sea Watch 3 Carola Rackete, intervistata da Corrado Formigli nella sua trasmissione del 19 settembre: “Stasera Carola dal compagno Formigli dice che lei si occupa solo di clima. Cosa c’entrano i migranti col clima??? Vai a salvare gli orsi al Polo Nord invece che rompere le scatole nel Mediterraneo!”, ha scritto nel suo post.

Durante l’intervista, infatti, Carola ha associato il problema del cambiamento climatico a quello del fenomeno migratorio: “Faccio l’ecologista, dunque sinceramente non mi interessa molto la Politica interna italiana, visto che l’ecosistema sta per estinguersi. Dobbiamo ridurre le emissioni di carbone fossile altrimenti milioni di persone moriranno”, ha dichiarato.

L’ex sindaca leghista del Comune di Cascina Ceccardi, non ha gradito le parole della Rackete e ha ribadito che tra la crisi climatica e la questione migratoria non c’è alcuna relazione. I dati però la smentiscono.

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Lo scorso agosto il comitato scientifico dell’Onu sul clima (Ipcc) ha diffuso il rapporto “Cambiamento climatico e territorio”, firmato da 66 ricercatori di tutto il mondo, tra cui l’italiana Angela Morelli. Se anche si riuscisse, come stabilito dall’Accordo sul clima di Parigi del 2015, a mantenere un riscaldamento globale a 1,5 gradi dai livelli pre-industriali, i rischi sono comunque alti e riguardano scarsità d’acqua, incendi, degrado del permafrost e instabilità nella fornitura di cibo. Il rapporto indica che l’aumento delle temperature potrebbe far aumentare la frequenza e l’intensità di siccità e ondate di calore, in particolare nella regione del Mediterraneo e dell’Africa meridionale.

Nelle regioni aride, il cambiamento climatico e la desertificazione potrebbero causare riduzioni nella produttività dei raccolti e del bestiame, soprattutto nelle zone tropicali e subtropicali in Asia e Africa. Una forte relazione analizzata nel dossier è proprio quella tra i cambiamenti climatici e il fenomeno migratorio. Gli eventi atmosferici estremi, che hanno ripercussioni su agricoltura e territorio, potrebbero spingere molte persone a lasciare il proprio paese. La Banca Mondiale ha poi stimato che nei prossimi 30 anni ci saranno 140 milioni di migranti climatici, 86 milioni di persone in Africa e 40 milioni in Asia, proprio a causa del global warming.

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