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Di Maio: “Cosa voterò per le sorti M5S? Il voto è segreto” | VIDEO

Di Donato De Sena
Pubblicato il 26 Set. 2020 alle 14:19
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“Il voto è segreto”. Luigi Di Maio preferisce glissare quando gli chiedono cosa voterà via mail per le sorti del Movimento 5 Stelle. Parlando ai giornalisti ad Ariano Irpino, in provincia di Avellino, a margine di una visita al centro fieristico, il ministro degli Esteri ha preferito non entrare nel merito delle questioni interne della sua forza politica. “Vi posso dire – ha affermato l’ex capo politico – che credo dobbiamo concentrarci sulle esigenze economiche dei cittadini. Ovunque vada trovo aziende, commercianti, imprese, commercianti che mi dicono: qui stiamo facendo -40 per cento, -50 per cento. Preoccupiamoci dei problemi dell’economia reale”.

Nessuna indicazione nemmeno sull’ipotesi di un organismo collegiale alla guida del M5S. “Ne discuteremo nelle assemblee, negli Stati generali – ha detto Di Maio – e io non sottovaluto questo percorso perché è un percorso fondamentale: il Movimento 5 Stelle è la forza politica di maggioranza relativa nella maggioranza di governo che governa la settima potenza mondiale, cioè l’Italia”. “Però – ha continuato il ministro – voglio anche dire che questo dibattito pubblico sui problemi interni alle forze politiche in un momento del genere vada sempre accompagnato con le esigenze concrete delle famiglie italiane”.

Sul successo di Vincenzo De Luca in Campania Di Maio si è limitato a promettere collaborazione con la Regione, senza esprimere giudizi sul governatore. “I cittadini campani hanno votato e noi come governo lavoreremo con il massimo impegno e con la massima lealtà istituzionale con tutti i presidenti di Regione. Lasciatemi dire che in questa Regione per poter fare meglio c’è bisogno di una grande sinergia tra gli enti locali, gli enti territoriali e il governo centrale, e io la promuoverò sempre al di là delle forze politiche”.

Di Maio ha poi ringraziato gli elettori che in Campania hanno votato sì al referendum per il taglio dei parlamentari, oltre il 70 per cento. “Non vedo più quelli del No – ha poi continuato -, erano d’accordo sul taglio degli stipendi non so che fine abbiano fatto ma ne abbiamo bisogno adesso. Adesso dobbiamo tagliare gli stipendi dei parlamentari e per questa ragione mi aspetto una grande alleanza tra quelli del Sì e quelli del No per continuare una stagione di riforme che poi deve andare sulla legge elettorale, che deve rivedere le regole che permettono ai voltagabbana di cambiare casacca, di essere assenteisti in parlamento e prendere ancora le diarie”.

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