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Di Battista: “Voterò no al Governo Draghi. Astensione M5S sarebbe ragionevole”

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Alessandro Di Battista. Credit: ANSA

Alessandro Di Battista parla in diretta Facebook intervistato da Andrea Scanzi. È una battaglia, una vera e propria battaglia quella che si è scatenata all’interno del Movimento 5 stelle in vista della consultazione su Rousseau dalla quale dipenderà l’adesione o meno al governo dell’ex governatore della Banca centrale europea.

“La sola cosa che il Professor Draghi ha effettivamente moltiplicato – aveva scritto ieri Di Battista – sono i titoli derivati italiani. Fu sotto la sua direzione del Tesoro che vennero sottoscritti contratti su contratti sui derivati, molti dei quali sono risultati tossici”. Il timing della sua uscita pubblica di oggi ha irritato e non poco i vertici M5s, che da Luigi Di Maio in giù spingono per entrare in un esecutivo che gestirà i fondi del Recovery e intercetterà, si spera, l’annunciata ripresa.

“Domani consultazione decisiva, sei categoricamente per il no?” chiede Scanzi. “Non ho mai detto votate in un determinato modo ai 5 stelle. Io personalmente domani voterò no, perché non posso accettare un assembramento parlamentare pericoloso”, risponde Di Battista.

“Pur rispettando una persona come Draghi, uno si può anche opporre, in virtù delle scelte prese in passato. Draghi è stato uno degli artefici di una stagione di riforme che ha distrutto la classe media. Se poi è cambiato lo vedremo”, prosegue Di Battista.

“Bisognerebbe riconoscere a Conte di aver stabilizzato lo spread, non è stato il santo Draghi con la sola imposizione della mano”, afferma Di Battista. “Voterò no domani, ma l’opzione astensione del Movimento ci potrebbe stare”, aggiunge il grillino.

“Con Di Maio ultimamente ci parliamo spesso, ma poco di politica perché spesso non siamo d’accordo. Ci siamo chiariti dopo mesi di distanza. Abbiamo un bel rapporto personale. A me questa cosa fa molto piacere perché esiste altro oltre le prese di posizione. Luigi spesso mi dice tu non hai vissuto determinate pagine che ho vissuto io all’interno del Governo, questo lo capisco, ma allo stesso tempo io dico che c’è un mondo fuori che giudica”, va avanti Di Battista.

“Non mi stupisce in questa fase così delicata cambiare opinione, non è per forza sinonimo di tradimento. Ci sono delle responsabilità, ci sono dei progetti che i miei ex colleghi stavano portando avanti. Ma credo che sia possibile che una persona che sta all’esterno possa fare opposizione”, conclude Di Battista.

“A chi dice di entrare nel governo per controllare i fondi del Recovery dico innanzitutto che non credo che Draghi cambierà di molto il piano. Inoltre i primi fondi arriveranno quando il presidente incaricato potrebbe essere già stato eletto Presidente della Repubblica”, conclude Di Battista.

Leggi anche: 1. Draghi e i suoi derivati (di Alessandro Di Battista) / 2. Perché bisogna dire no a Draghi (di Alessandro Di Battista)

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