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Ddl Zan, fallito il blitz della Lega al Senato: il provvedimento resta in aula. Martedì termine ultimo per presentare gli emendamenti

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Pride a Bogotà. Credit: EPA/Carlos Ortega

Italia Viva potrebbe votare con la destra per far ritornare in Commissione il testo. Salvini: "Ci sarò per bloccare tutto". Pd, Leu e M5s chiedono l'approvazione senza modifiche

Dopo otto mesi di rinvii e audizioni, oggi, martedì 13 luglio, il disegno di legge Zan contro l’omotransfobia è approdato nell’aula del Senato. A Palazzo Madama, poco dopo l’inizio della discussione, però, è subito scoppiata la bagarre con la presidente Casellati che prima ha richiamato all’ordine i senatori e poi ha deciso di sospendere la seduta, convocando subito la conferenza dei capigruppo.

La seduta è stata sospesa dopo che la Casellati ha dato disponibilità ad accogliere la richiesta del presidente della commissione Giustizia, il leghista Andrea Ostellari, a sospendere i lavori e convocare una capigruppo per verificare la possibilità di un’intesa sul ddl Zan.

A quel punto, Pd, M5S e Leu sono insorti contro la richiesta leghista, mentre dai banchi della destra si sono levate urla e proteste, con tanto di fischietti fatti risuonare in aula.

“Non possiamo vedere con i fischietti dietro le mascherine, non vogliamo un clima da stadio. I mondiali, anzi gli Europei li abbiamo già vinti” ha esclamato la presidente Casellati richiamando all’ordine i senatori.

Dopo un’ora la discussione è ripresa con la capigruppo che ha deciso di proseguire l’esame del ddl in Senato, senza prevedere, dunque, un ritorno in commissione così come voleva la Lega. Successivamente, invece, sono state respinte le questioni pregiudiziali di costituzionalità, presentate da Lega e Fratelli d’Italia, con 136 voti contrati, 4 astenuti e 124 voti a favore.

Ora, quindi, il Senato esaminerà nella restante parte della giornata le questioni pregiudiziali per poi riprendere la discussione domani mattina con l’esame della richiesta di sospensiva. Poi, inizierà la vera e propria discussione generale con il termine degli emendamenti che è stato fissato per martedì 20 luglio alle 12.

Per quanto riguarda il disegno di legge, non è ancora chiaro, se il testo in Senato sarà approvato o meno. Le spaccature nella maggioranza, infatti, hanno messo a rischio l’ok definitivo al provvedimento, che aveva già ottenuto il via libera alla Camera.

Ddl Zan, il relatore Ostellari (Lega) prende tempo

In Commissione Giustizia, a Palazzo Madama, il relatore della legge di contrasto ai reati omofobi, il leghista Andrea Ostellari, tenta l’ultimo blitz per trovare una convergenza sulle modifiche al testo Zan, presentate la scorsa settimana. “Alle 15 si prosegue con la discussione in Commissione, poi si va in Aula dove la presidente Casellati mi chiederà se ho una relazione, io riferirò in base a quanto svolto, negli ultimi giorni e anche nelle ultime ore”, ha dichiarato Ostellari all’AdnKronos. “Se c’è la disponibilità a migliorare la proposta ben venga. Certo è che avremmo bisogno di più tempo per arrivare a votare delle proposte emendative“, dice ancora Ostellati. Che non esclude che la situazione potrebbe riservare qualche novità, prima dell’arrivo in Aula, con il ddl atteso per le 16.30 nell’emiciclo, per l’inizio della discussione.

Ddl Zan in Senato, Salvini: “Ci sarò per bloccare tutto”

Matteo Salvini oggi torna a Roma per bloccare tutto. Il leader della Lega ha dichiarato: “In Senato c’è questo ddl Zan da bloccare o quantomeno da cambiare in Parlamento“. È “una legge che lo stesso Santo Padre chiede di modificare. Il problema non è Salvini o Renzi, ma sono le libertà, la libertà è un bene primario”. Salvini aggiunge: “Il diritto all’amore di chiunque, due ragazzi, due ragazze, è sacrosanto, punire i deficienti che insultano, offendono, aggrediscono, è sacrosanto, ma lasciamo fuori i bambini e lasciamo la gente libera di pensare all’idea di famiglia…mamma e papà non sono concetti superati, sono il futuro”.

Ddl Zan, Renzi: “Se si vuole davvero legge serve un accordo”

Oggi anche Matteo Renzi interverrà in Senato. Ieri il leader di Italia Viva ha dichiarato: “Se sul ddl Zan si va a scrutinio segreto, Calderoli viene e presenta mille emendamenti… queste cose poi spiegatele a Fedez, che parla di cose che non conosce. Ma il problema non è mica Fedez, è chi ha eletto Fedez capo della sinistra”. E ancora: “Se si vuole trovare un accordo io sarei contento di portare a casa la legge. Se poi invece si vuole andare alla conta per tenere in mano la bandierina identitaria come fu per le unioni civili e poi si va sotto sappiamo la colpa di chi è. Ce l’ho col Pd? Sì, mi riferisco al Pd”, ha detto ieri Renzi.

“Ci sono tre articoli – ha concluso Renzi – 1, 4 e 7 essenzialmente su gender e scuole. Con un accordo su gender e scuole la legge Zan viene approvata. Al Senato in due giorni, alla Camera ci vorrà un po’ di tempo ma siamo tutti d’amore e d’accordo. La domanda è: vogliamo portare a casa legge o fare una battaglia di principio?”.

Pd e M5s

Con l’incognita del voto segreto il segretario del Pd Enrico Letta è determinato ad andare avanti senza modifiche, ma resta il rebus dei “franchi tiratori”. Nel Pd oltre ad un paio di cattolici, potrebbe smarcarsi anche l’ex capogruppo dem al Senato Andrea Marcucci. Anche per il M5s ci potrebbero essere una quindicina di senatori che potrebbero votare no al ddl Zan.

Insomma, per il ddl Zan anche oggi in Senato si presenta un percorso tortuoso. Se la presidente del Senato Elisabetta Casellati rifiuta l’appello del presidente leghista della commissione Giustizia Ostellari di “avere più tempo in commissione per arrivare ad un testo condiviso” il ddl Zan non torna in commissione e resta in Aula. Così facendo nel pomeriggio si potrebbe votare sulle pregiudiziali di costituzionalità dove il voto è palese.

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