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Governo: vertice ad alta tensione, scontro su Recovery e Mes. Renzi: “Meglio opposizione che non fare nulla”

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 8 Gen. 2021 alle 19:00 Aggiornato il 8 Gen. 2021 alle 22:52
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Immagine di copertina

Il consiglio dei ministri sul Recovery plan dovrebbe slittare alla prossima settimana, probabilmente martedì. Nel vertice a Palazzo Chigi, durato più di tre ore, Italia Viva ha chiesto di avere le schede complete di dettaglio del piano (“Quella ricevuta è una sintesi di 13 pagine”, sostengono i renziani). “Non solo il premier non ci ha detto chi l’ha scritto il primo Recovery, ma la maggioranza del Mef non l’aveva letto”, ha dichiarato il leader di Iv, Matteo Renzi, a Stasera Italia su Rete 4. “Hanno fatto passi avanti, ma la mia domanda è, ora è possibile avere un testo? Abbiamo avuto solo una sintesi di 13 pagine”. “Vogliamo il documento finale e su quello diamo valutazione in 24 ore. Non si perda altro tempo”, è la posizione di Iv al vertice. Il ministro dell’economia Roberto Gualtieri ha assicurato che le schede arriveranno prima del consiglio dei ministri.

Nel corso della riunione non sono mancati i momenti di tensione. Il capogruppo di Iv al Senato Davide Faraone ha avanzato la richiesta del Mes e del Ponte sullo Stretto: “Se non mettete 37 miliardi nel capitolo Salute del Recovery dovete spiegarci perché non attivare il Mes”. Il ministro Gualtieri ha risposto che non si poteva presentare al vertice con il Piano di 130 pagine scritto senza prima aver concordato con i partiti le linee strategiche.

Dal canto suo, Conte ha proposto di attivare dei tavoli ad hoc, incluso quello sul Recovery. “È tempo di definire una lista di priorità”, ha detto il presidente del consiglio. “Il Recovery – avrebbe detto il premier nella riunione – non è lo strumento per definire tutte le questioni poste sui tavoli di confronto della maggioranza. Anche perché vi sono interventi che non possono essere finanziati con il Recovery Fund. Nei prossimi giorni vi inviterò al confronto per concordare una lista di priorità per la restante parte della legislatura”.

“Sono mesi che diciamo al governo di prendere una decisione” sul recovery Plan. “Si prenda una decisione, quale che sia”, ha nel frattempo commentato Matteo Renzi, ospite di Stasera Italia su Rete 4. “Non si può più perdere tempo. Io vorrei un Governo che dia agli italiani il senso dell’urgenza perché in questo momento a me sembra fermo. Il 22 luglio abbiamo chiesto questa cosa, poi abbiamo detto di sbloccare i cantieri. Spero che torni un po’ di buonsenso”, ha aggiunto l’ex premier. E sul recovery Renzi chiede a Conte il testo, e non una sintesi, aggiungendo: “Non abbiamo fatto tutto questo caos per prendere una poltrona, noi siamo gli unici che sono pronti a restituire le deleghe. Se devo stare in maggioranza per non fare niente preferisco stare all’opposizione. Noi non pretendiamo di avere la verità, ma se vogliono i nostri voti devono ascoltarci sennò restituiamo le poltrone”.

Un concetto che in tarda serata l’ex premier ribadisce anche sui suoi profili social: “Le veline di Palazzo dicono che Italia Viva ‘tiene in ostaggio il Recovery plan’. Santa pazienza! Ribadiamolo: il Recovery plan non ci è stato ancora consegnato, non c’è. Lo abbiamo chiesto in Aula il 22 luglio 2020, dice che forse lo inviano domani. Altro che ostaggio! #Escilo”. Renzi poi aggiunge: “Visto il modo con il quale Palazzo Chigi sta gestendo la comunicazione del vertice di maggioranza chiederemo che i prossimi incontri siano rigorosamente in streaming”.

A quanto si apprende nel corso del vertice dei capidelegazione di Governo il Pd ha chiesto di procedere in fretta, puntualizzando che i partiti non possono commissariare o tenere in ostaggio il Consiglio dei ministri. Riscontri molto positivi dal capodelegazione di M5s, Alfonso Bonafede, e da Loredana De Petris di Leu sul Recovery Plan: è quanto si apprende da fonti di governo. Anche Andrea Orlando ha espresso grande soddisfazione, soprattutto per l’incremento della spesa sociale. Orlando ha espresso anche l’auspicio che la verifica politica non travolga il lavoro ottimo che i ministri hanno fatto sul Piano. Infine il vice segretario dem ha esortato la riunione a “licenziare” il documento.

“Da Iv stanno ostacolando e prendendo in ostaggio il Recovery”. È quanto sottolineano fonti di maggioranza riportate dall’AGI che riferiscono anche della soddisfazione di M5s, Leu e Pd che considerano quelli fatti “ottimi passi avanti sulle linee” e invitano ad “andare avanti in Cdm per poi inviare il testo in parlamento. Non perdere più tempo. Mentre Renzi chiede in uno studio televisivo di fare presto, il suo partito al tavolo di maggioranza chiede il rinvio del Recovery”, concludono. “Non dite che vogliamo noi rallentare il Recovery. Per noi va bene andare in Consiglio dei Ministri anche lunedì, martedì, mercoledì, quando volete. Basta che ci fate prima leggere il testo vero”. Lo ha detto, stando a quanto si apprende da fonti di governo, la capogruppo di Italia Viva alla camera Maria Elena Boschi durante la riunione dei capidelegazione a Palazzo Chigi.

“Per tenere in ostaggio un documento, il documento dovrebbe essere disponibile, in mano ai ministri o agli esponenti della maggioranza. Ma il documento sul Recovery Plan non c’è”. Questa, secondo quanto riferiscono fonti di Iv, la posizione espressa dalla delegazione di Italia Viva nel corso della riunione di maggioranza. I renziani chiedono che il testo venga recapitato 24 ore prima di un eventuale Consiglio dei ministri: finché non c’è un testo completo, dove si capiscano puntualmente i contenuti, non c’è alcun motivo di essere convocati in Consiglio dei Ministri, aggiungono le stesse fonti.

La delegazione di Leu, l’unica presente a palazzo Chigi (le altre hanno preferito la modalità videoconferenza), chiarisce comunque che dal Consiglio dei Ministri “uscirà solo una bozza, l’inizio di un percorso. Poi il testo sarà discusso con le parti sociali e, a seguire, con il Parlamento e la Commissione Ue”.    “L’iter – chiariscono Loredana De Petris e Federico Fornaro – potrebbe durare mesi”. Per Leu “c’è un salto di qualità nel documento. Questa sera abbiamo discusso di Recovery, non della crisi di Governo”.

“Tutte le forze della maggioranza hanno deciso di approvare la prossima settimana la proposta di Recovery. Credo sia una decisione giusta e responsabile. Evitiamo che le divisioni politiche pesino su questo strumento fondamentale per il futuro del Paese”. Lo scrive sui social il vicesegretario del Pd, Andrea Orlando.

La giornata

Ultime ore del governo Conte II? “Questo dipende da Conte, da come vuole affrontare la situazione di grande emergenza in cui verte il Paese. Le risposte vanno date al Paese, ai cittadini, non al collocamento dei ministri o dello stesso Conte”, è la risposta della ministra delle Politiche agricole e capo delegazione di Italia Viva nel governo Teresa Bellanova.

La verità emergerà probabilmente stasera, quando si terrà il summit tra i capidelegazione. Ieri è stata inviata ai partiti (Pd, Iv, M5s e Leu) la bozza del Recovery con le modifiche apportate con le indicazioni di Italia viva in primis, Pd, M5S e Leu. Questo significa che il Consiglio dei ministri non si dovrebbe tenere prima di sabato e solo dopo la ratifica del governo il testo del Recovery arriverà alle Camere per essere votato e scongiurare, così le dimissioni del premier e la crisi.

Se Matteo Renzi approverà il Recovery, Palazzo Chigi allungherà i tempi del Cdm per dare la possibilità di trattare anche sul resto dei nodi, primo fra tutti la questione della delega sui Servizi Segreti. Se invece lo boccerà, a Conte non resterà che convocare la riunione di governo e attendere che Italia Viva ritiri le sue ministre, Bellanova e Bonetti. Aprendo così definitivamente la crisi.

Crisi che per Bellanova è già in atto. “Per me il tempo è finito, ora servono risposte. Sono mesi che chiediamo un accordo programmatico di governo, perché non si può andare avanti con un Dpcm e un dl alla settimana, non si può portare avanti così un paese grande come l’Italia. Noi critichiamo e facciamo proposte, il punto è se poi quelle proposte vengono accolte”, non si può “solo distribuire bonus e” ricorrere alla “cassa integrazione. Questo tappa buchi non basta, c’è bisogno di programmare per dare prospettive. Questa esperienza di governo è al capolinea, abbiamo fatto un Cdm dalle 21 all’1 di notte per decidere se aprire la scuola il 7 o l’11… lo capiscono anche i bambini che si è conclusa un’esperienza”. Così, intervenendo a ‘Ore 14’ su Rai2, il ministro delle Politiche agricole Teresa Bellanova, capo delegazione di Italia Viva nel governo.

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