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Home » Politica

Crisi di governo, ultime notizie. Il Senato approva la fiducia ma Lega e Forza Italia lasciano l’aula: “Nuovo governo senza M5s”. Domani Draghi al Quirinale

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Crisi di governo, le ultime notizie di oggi 20 luglio 2022

Oggi, mercoledì 20 luglio 2022, al Senato si vota la fiducia al governo. Dopo il discorso di stamattina, in cui ha chiesto di “ricostruire il patto di fiducia”, Mario Draghi ha posto la questione di fiducia sulla risoluzione presentata da Pierferdinando Casini, in cui si dice brevemente che si approvano le dichiarazioni rese precedentemente dal presidente del Consiglio. Anche la Lega ha presentato una propria risoluzione, sostenuta dal centrodestra, che chiedeva un nuovo governo senza il Movimento 5 stelle, come segnale di “discontinuità”.

Crisi di governo, le ultime notizie

Ore 21.15 – Conte: “Da Draghi atteggiamento sprezzante” – “Il M5s è stato messo alla porta”, ha detto Giuseppe Conte dopo la giornata convulsa che ha visto M5s, Lega e Forza Italia non votare la fiducia al governo.

Ore 20.55 – Salvini: “Draghi vittima dei 5 sSelle e del Pd” – “Draghi e l’Italia sono state vittime, da giorni, della follia dei 5Stelle e dei giochini di potere del Pd’’. Lo ha detto Matteo Salvini, aprendo la riunione con i parlamentari della Lega alla Camera. “L’intero centrodestra era disponibile a proseguire senza i grillini, con Draghi a Palazzo Chigi e con un governo nuovo e più forte. Il Pd ha fatto saltare tutto”, ha spiegato Salvini. ”Speriamo che questo sia l’ultimo Parlamento dove centinaia di persone cambiano casacca e poltrona”, conclude il leader della Lega.

Ore 20.50 – Draghi non andrà questa sera al Quirinale, domani l’incontro con Mattarella – Il presidente del Consiglio Mario Draghi non dovrebbe salire al Quirinale questa sera. Il premier sarebbe rientrato a casa. Il colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella dovrebbe tenersi domani.

Ore 20.35 – Renzi: da domani nulla sarà più come prima – “Come ho detto al Senato da domani nulla sarà più come prima. Ma oggi c’è da dire solo grazie a Mario Draghi. Orgogliosi di averlo voluto contro tutto e contro tutti. Orgogliosi di averlo sostenuto anche oggi”. Così il leader Iv, Matteo Renzi.

Ore 20.10 – Senato approva la fiducia ma Lega e Forza Italia lasciano l’aula – Il governo Draghi ottiene la fiducia al Senato con 95 voti a favore e 38 contrari. I senatori del Movimento 5 stelle “presenti non votanti” per garantire il numero legale, mentre Lega e Forza Italia hanno lasciato l’aula, come fatto la settimana scorsa dai pentastellati.

Ore 20.05 – Di Maio: “Pagina nera per l’Italia, la politica ha fallito” – “Una pagina nera per l’Italia. La politica ha fallito, davanti a un’emergenza la risposta è stata quella di non sapersi assumere la responsabilità di governare. Si è giocato con il futuro degli italiani. Gli effetti di questa tragica scelta rimarranno nella storia”. Lo scrive in un tweet Luigi Di Maio, commentando la crisi di governo.

Ore 20.00 – Pd: fatto il possibile,da oggi prepariamo campagna elettorale – “Noi abbiamo preferito l’interesse generale, della nazione, a quello di parte. Il nostro lineare impegno a favore del governo Draghi è continuato per tutta la giornata, fino all’ultimo momento utile, poco fa. Abbiamo fatto il possibile per convincere i partiti di maggioranza a pensare agli italiani e non a se stessi. Non ci siamo riusciti, ma la nostra linearità pagherà nel Paese. Da oggi ci prepariamo alla campagna elettorale. Parleremo agli italiani. L’Italia è diversa, è migliore di questo Parlamento”. Questo quanto riferiscono fonti del Nazareno.

Ore 19.50 – Fonti Pd: giornata drammatica, gravi scelte Lega-Fi e 5s – “Il PD è orgoglioso di avere sostenuto con lealtà il Governo Draghi. Siamo grati al Presidente e fieri del lavoro che insieme a lui abbiamo fatto per il bene del Paese. Oggi è stata una giornata drammatica per l’Italia. Le scelte di Lega e Forza Italia da una parte e del M5S dall’altra sono gravi, sbagliate. Purtroppo, sarà tutto il Paese – i cittadini e le cittadine, a partire da quelli più fragili e più spaventati – a pagare il conto di queste scelte. Una crisi sbagliata fin dall’inizio che è oggi esplosa nel modo peggiore. Chi ha affossato il Governo Draghi è andato contro l’Italia”. Lo sostengono fonti del Nazareno.

Ore 19.40 – Letta: “Giorno di follia, Parlamento contro Italia” – “In questo giorno di follia il Parlamento decide di mettersi contro l’Italia. Noi abbiamo messo tutto l’impegno possibile per evitarlo e sostenere il governo Draghi. Gli italiani dimostreranno nelle urne di essere più saggi dei loro rappresentanti”. Lo scrive su Twitter il segretario del Pd Enrico Letta.

Ore 19.20 – Castellone (M5s), in 18 mesi smantellate tutte misure M5s – “Un governo di alto profilo non dovrebbe schierarsi nettamente contro una forza politica come invece è stato fatto, in questi 18 mesi sono state smantellate tutte le nostre misure”. Lo ha detto Mariolina Castellone, capogruppo del Movimento 5 stelle al Senato, durante le dichiarazioni di voto sulla fiducia al governo. “Abbiamo lavorato in maniera costruttiva per migliorare il decreto aiuti ma nessuna delle nostre proposte è stata accolta. Non abbiamo votato contro, non abbiamo votato” ha aggiunto ricordando che anche Italia viva non ha votato la riforma della giustizia del ministro Cartabia. “La legittimità democratica che lei invoca e la generosità che lei chiede deve anche passare per il riconoscimento dei meriti e del contributo che ciascuna forza politica ha dato in questi mesi. Questa generosità al mio gruppo non è mai mancata”, ha concluso.

Ore 19.10 – Lega: “Messi in condizioni di non partecipare al voto” – “Spiace che non sia stata scelta la nostra risoluzione perché venisse votata, e che questo ci abbia messi nelle condizioni di non partecipare al voto per la fiducia su una risoluzione, non a caso firmata da Casini”. È quanto afferma il senatore della Lega, Stefano Candiani, nella dichiarazione di voto sulla fiducia al governo Draghi nell’Aula del Senato. E ha aggiunto: “Noi diciamo sì a un governo nuovo fatto dalla Lega e da chi lo voglia sostenere, altrimenti si dia la parola agli italiani”.

Ore 19.05 – Fonti Lega, Draghi si andrà a dimettere al Quirinale – Matteo Salvini avrebbe comunicato che Draghi si andrà a dimettere al Quirinale tra pochi minuti. Lo riportano Il Corriere della Sera e Il Fatto Quotidiano, che cita un senatore leghista.

Ore 19.00 – Candiani (Lega), non parteciperemo a voto – La Lega non parteciperà al voto sulla risoluzione presentata da Pierferdinando Casini alle comunicazioni di Mario Draghi, su cui lo stesso presidente del Consiglio ha posto la fiducia. Lo ha annunciato il senatore leghista Stefano Candiani in dichiarazione di voto al Senato.

Ore 18.55 – Incontro D’Incà, Letta e Franceschini – È in corso al Senato un incontro fra il ministro per i rapporti col Parlamento, Federico d’Incà (M5s), il segretario del Pd Enrico Letta e il ministro Pd Dario Franceschini. D’Incà è entrato negli uffici Pd dopo essere uscito dalle stanze del M5s, dove c’è Giuseppe Conte.

Ore 18.50 – Bernini, Forza Italia non partecipa a voto di fiducia – “Con amarezza ma con la traquillità di chi può dire di aver tentato fino alla fine, FI non parteciperà al voto sulla fiducia posta dal governo solo sulla risoluzione del senatore Casini”. Così Anna Maria Bernini, capogruppo di Forza Italia al Senato, durante le dichiarazioni di voto sulla fiducia al governo. “Non siamo noi ad aver voluto la crisi. Le abbiamo proposto un nuovo patto. Crediamo in un nuovo patto e nel direttore d’orchersta, non crediamo negli orchestrali stonati”, ha aggiunto. “Abbiamo chiesto una verifica diversi giorni fa, non per capriccio. Davanti alla pugnalata a cuore aperto” del Movimento 5 stelle, ha aggiunto rivolgendosi al premier, “le abbiamo chiesto di trovare le ragioni di un nuovo inizio, che avesse nuove fondamenta. Non siamo quelli degli aut aut o delle bandierine, non abbiamo inquinato il clima proponendo temi divisivi. FI ha cercato uno spiraglio – ha concluso – fino alla fine abbiamo posto una via di uscita che ci avrebbe confortato nella nostra scelta di proseguire questo cammino comune. Una soluzione di mediazione che purtroppo non è stata ascoltata”.

Ore 18.45 – Salvini: risoluzione Casini? Non la votiamo – “La risoluzione di Casini? Certo che non la votiamo”. A dirlo è Matteo Salvini in una pausa dei lavori al Senato rispondendo ad una domanda sulla fiducia posta sulla risoluzione di Casini.

Ore 18.35 – Centrodestra, “stupore” per scelta Draghi su fiducia – “Forza Italia, Lega, UDC e Noi con l’Italia hanno accolto con grande stupore la decisione del presidente del Consiglio Mario Draghi di porre la questione di fiducia sulla risoluzione presentata da un senatore – Pierferdinando Casini – eletto dalla sinistra”. Lo ha detto il centrodestra di governo in una nota, dopo la richiesta di porre la fiducia sulla risoluzione presentata da Casini e non a quella sostenuta da Lega e Forza Italia, che chiede un nuovo governo senza il M5s. “Il presidente Silvio Berlusconi questa mattina aveva comunicato personalmente al Capo dello Stato Sergio Mattarella e al presidente del consiglio Mario Draghi la disponibilità del centrodestra di governo a sostenere la nascita di un esecutivo da lui guidato e fondato sul “nuovo patto” che proprio Mario Draghi ha proposto in Parlamento. La nostra disponibilità è stata confermata e ufficializzata nella proposta di risoluzione presentata dal centrodestra di governo in Senato”.

Ore 18.10 – Lo spread chiude a 212 punti – Lo spread Btp-Bund chiude a 212 punti base tra le preoccupazioni per il destino del governo di Mario Draghi. La differenza di rendimento tra titoli di stato italiani e tedeschi è aumentato di 8 punti base rispetto alla chiusura di ieri, con un aumento di quasi 20 punti rispetto ai minimi della giornata, toccati dopo l’apertura di Draghi nelle sue comunicazioni, alla prosecuzione del governo in presenza di un ampio sostegno da parte del parlamento. Il rendimento dei Btp, il peggiore tra i titoli di stato dell’Eurozona, sale di 6 punti base, al 3,37%.

Ore 18.00 – Governo, centrodestra pronto a sfilarsi – Il centrodestra di governo è pronto a fare opposizione a un governo tecnico oppure andare al voto anticipato. Sono queste le ipotesi discusse al vertice in corso nella villa di Berlusconi sull’Appia antica.

Ore 17.50 – Gasparri: “Forza Italia non voterà la risoluzione Casini” – “Forza Italia non voterà la risoluzione a firma Casini sulla quale il governo ha posto la fiducia”. Lo aveva confermato parlando con i cronisti il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri prima ancora che il presidente del Consiglio Mario Draghi, al termine della sua replica in aula al Senato, dichiarasse di porre la questione di fiducia su quella mozione.

Ore 17.45 – Senato, al posto di Salvini interverrà Candiani – Sarà Stefano Candiani, sottosegretario al ministero dell’Interno durante il primo governo Conte, a intervenire al Senato al posto di Matteo Salvini.

Ore 17.30 – Draghi: “Salario minimo sì ma non può essere diktat del governo sui contratti” – “Sul salario minimo ho detto quello che dovevo dire, c’è una proposta della commissione europea, abbiamo aperto un tavolo con i sindacati e Confindustria, continueremo la discussione qualunque sia la vostra decisione oggi”. Così il premier Mario Draghi nella replica al Senato rivolgendosi in particolare al senatore M5s Licheri, sottolineando che “c’è una proposta che non veda l’imposizione, il diktat del governo sul contratto di lavoro”.

Ore 17.27 – Cosa prevede la risoluzione Casini – La risoluzione presentata da Pier Ferdinando Casini sarà votata per prima nell’Aula del Senato, in quanto il governo su quel testo ha posto la questione di fiducia. La risoluzione recita: ” Il senato, udite le comunicazioni del presidente del Consiglio dei ministri, le approva”. Non è ancora chiaro, invece, se verrà posta al voto la risoluzione presentata dalla Lega, che è molto più estesa di quella dell’ex presidente della Camera.

Ore 17.25 – Lega applaude Draghi su superbonus – La Lega applaude fragorosamente Draghi nell’Aula del Senato quando il presidente del Consiglio attacca i responsabili di chi ha fatto male il superbonus.

Ore 17.20 – Draghi: governo non entra in Ius soli, ddl Zan, cannabis, temi origine parlamentare – “Perché il governo non è entrato nello Ius Soli, nella cannabis, nel ddl Zan? Perché il governo ha deciso di non intervenire, per la sua natura di governo fondato su un’ampia coalizione, su temi di origine parlamentare”. Così Mario Draghi nella replica al Senato.

Ore 17.15 – Superbonus: Draghi, problema è sistema cessione crediti – “Ora dobbiamo riparare al mal fatto. E tirare fuori le imprese che sono in difficoltà”. Così il premier Mario Draghi nella replica al Senato parlando del superbonus e riferendosi a M5s. “Il problema è il sistema della cessione dei crediti”, ha osservato.

Ore 17.06 – Draghi, fiducia sulla risoluzione presentata da Casini – Il presidente del Consiglio chiede che sia posta la questione di fiducia sulla risoluzione presentata da Pierferdinando Casini, in cui si dice brevemente che approvano le dichiarazioni rese precedentemente da Draghi. Anche la Lega ha presentato una propria risoluzione, sostenuta dal centrodestra, che chiedeva un nuovo governo senza il Movimento 5 stelle, come segnale di “discontinuità”. In risposta la presidente del Senato Casellati ha convocato la conferenza dei capogruppo.

Ore 17.02 – Draghi: la democrazia è parlamentare, niente richieste di pieni poteri – Il presidente del Consiglio replica alle osservazioni “più o meno simili” fatte dai senatori Santanché, Gasparri, Licheri “come se avessi detto che non è una democrazia non è parlamentare”. Per me la democrazia è una democrazia parlamentare”, ha detto. “Niente richieste di pieni poteri”.

Ore 17.00 – Draghi è arrivato al Senato – Il presidente del consiglio Mario Draghi è appena rientrato a palazzo Madama dall’ingresso di piazza San Luigi de’ Francesi.

Ore 16.40 – Governo, incontro Letta-Speranza-Conte – Il segretario del Pd, Enrico Letta, e il ministro della salute, Roberto Speranza, sono da poco usciti dagli uffici del M5s al Senato, dove è presente anche il presidente del Movimento, Giuseppe Conte.

Ore 16.30 – Terminato vertice centrodestra, anche Salvini lascia Villa Grande – Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha lasciato Villa Grande, la residenza romana di Silvio Berlusconi, dopo il vertice di centrodestra di governo. Poco prima di lui erano usciti in auto anche Maurizio Lupi, presidente di Noi con l’Italia, e Lorenzo Cesa (Udc).

Ore 16.20 – Governo, senatori centrodestra voteranno solo propria risoluzione – I senatori del centrodestra di governo voteranno soltanto la propria risoluzione, che chiede un ‘patto’ per un nuovo governo, profondamente rinnovato, guidato ancora da Mario Draghi e senza il Movimento 5 Stelle.

Ore 16.10 – Fonti parlamentari: Mattarella sente i leader della maggioranza – Sergio Mattarella avrebbe avviato consultazioni telefoniche sentendo i leader della maggioranza per fare il punto della situazione dopo il dibattito parlamentare in Senato sulla fiducia. Tra le ipotesi, si ragiona sempre in ambienti parlamentari, anche quella delle condizioni per un Draghi bis. Sullo sfondo lo scioglimento delle Camere.

Ore 16.00 – Fonti governo: no a Draghi bis, ipotesi non percorribile – Sarà il voto sulle risoluzioni a determinare il futuro del governo guidato da Draghi. “Da lì si capirà cosa intendono fare i partiti”, dicono fonti dell’esecutivo. Al momento sono stati depositati due testi, uno della Lega (prima firma Calderoli) e uno presentato da Casini. Quello della Lega “chiede un Draghi bis, che non è percorribile”, dicono ambienti di governo, mentre l’altra risoluzione, che recita testualmente “udite le comunicazioni” del presidente “il Senato approva”, se approvata da tutta la maggioranza, darebbe il via libera al governo per andare avanti. “Bisognerà capire anche cosa vuole la Lega – è la linea – perché se il M5s si sfila, che a sostituire il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli sia il sottosegretario in carica (il leghista Gianmarco Centinaio) è nelle cose. Ma se il Carroccio parla di nuovi nomi e mette in mezzo Speranza e Lamorgese non è possibile”.

Ore 15.50 – Colloqui Berlusconi con Draghi e Mattarella – Silvio Berlusconi ha avuto colloqui con il Capo dello Stato Sergio Mattarella e con il Presidente del consiglio Mario Draghi e li ha informati della posizione di Forza Italia e di tutto il centrodestra di governo. È quanto apprende l’Agi.

Ore 15.45 – Colloquio telefonico tra Mattarella e Salvini – Colloquio telefonico tra il segretario della Lega, Matteo Salvini, e il Capo dello Stato Sergio Mattarella. È quanto informa la Lega secondo l’Agi.

Ore 15.40 – Governo, fonti: nessun contatto Draghi-Colle – Non ci sono stati in queste ore dei contatti fra Mario Draghi e il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. È quanto filtra da ambienti di governo.

Ore 15.30 – Sospesa la seduta per un’ora e mezza su richiesta della maggioranza – La senatrice di Forza Italia, Maria Alessandra Gallone, ha chiesto a nome della maggioranza la sospensione di un’ora e mezza prima della replica del presidente del Consiglio Mario Draghi. Lo stop di un’ora e mezza servirà per avviare la mediazione prima della replica del premier. La presidente Elisabetta Albeti Casellati ha accordato visto che per la discussione generale erano stati calcolate cinque ore e mezza.

Ore 15.20 – Licheri: M5s non chiede poltrone come la Lega ma risposte – “Quello che è stato detto stamattina nei nostri confronti non è nulla rispetto a quello che abbiamo dovuto subire perché siamo l’unica forza politica che sta incalzando il governo sulla crisi. Ma non chiediamo poltrone come ha fatto Romeo, della Lega, non chiediamo rimpasti. Solo di poter dare risposte ai nostri cittadini, cercando di capire cosa è di destra e cosa di sinistra. L’intervento di Iv lo avrebbe potuto scrivere Forza Italia, e quello della Lega lv”. Lo ha detto il senatore del M5s, Ettore Licheri, intervenendo in Aula dopo le comunicazioni del premier Draghi.

Ore 15.10 – Licheri: M5s mai farà cadere un governo per convenienza – “Voglio subito rassicurare che non troverete mai un 5 Stelle che sulla base di convenienze elettorale faccia accadere il governo, qualunque cosa possa accadere, siamo fatti così. Abbiamo sempre mantenuto una linea di assoluta responsabilità”. Lo ha detto il senatore del M5s, Ettore Licheri, intervenendo in Aula dopo le comunicazioni del premier Draghi.

Ore 14.33 – Lega deposita risoluzione – La Lega ha depositato una risoluzione sulle comunicazioni del presidente del Consiglio, Mario draghi. “L’ho depositata e firmata io”, ha detto Roberto Calderoli.

Ore 14.20 – Risale lo spread Btp-Bund – Lo spread Btp-Bund risale sopra i 202 punti base, in calo rispetto ai 204 della chiusura di ieri ma in ripresa rispetto ai minimi di 193,8 punti toccati dopo che il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha aperto alla possibilità di “ricostruire” un patto di governo con le forze politiche. Poco fa il capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo, ha chiesto una “nuova maggioranza” senza M5S e “se serve, un nuovo governo”.

Ore 14.10 – Draghi lascia aula dopo intervento Romeo – Il presidente del Consiglio ha lasciato l’aula del Senato dopo il duro intervento del capogruppo della Lega Massimiliano Romeo.

Ore 14.00 – Romeo (Lega): serve nuovo esecutivo. Draghi prenda atto nata nuova maggioranza – “Si prenda atto che è nata una nuova maggioranza che è quella del 14 luglio”. Così il capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo. “Serve ricostruire un nuovo patto come lei ha detto, noi ci siamo ma con una nuova maggioranza e un nuovo governo”, ha aggiunto Romeo, chiedendo “un governo nuovo con a capo lei presidente, perché noi la stimiamo perché lei è autorevole”. Il capogruppo leghista ha chiesto di prendere atto che il Movimento 5 stelle “non fa più parte della maggioranza di unità nazionale”. “È impossibile fare l’interesse nazionale con questi compagni di viaggio”, ha continuato.

Ore 13.50 – Landini: è momento di risposte non di fare cadere governo – “Il mestiere del sindacato non è fare cadere governi o sostituire governi, ma contrattare con loro per portare a casa risultati per le persone che rappresentiamo o che si facciano le riforme che noi riteniamo giuste per il Paese. Oggi è il momento di dare risposte ai problemi delle persone e non di fare cadere il governo. E’ il momento che il governo e il Parlamento decidano di fare delle cose molto precise per i problemi che ci sono”. Lo ha detto Maurizio Landini alla presentazione, a Catania, del “Progetto per la Sicilia” della Cgil regionale.

Ore 13.40 – Lega: su fisco stupiti da Draghi – “Siamo stupiti dal discorso del presidente Draghi: nessun accenno a flat tax e pace fiscale nonostante 50 milioni di cartelle esattoriali già partite o in partenza che rappresentano un’emergenza nazionale. Anche il passaggio sul credito di 1.100 miliardi di magazzino fiscale che l’Agenzia delle Entrate ha nei confronti di cittadini e imprese ci lascia perplessi. In questo momento di grave crisi economica con l’aumento delle bollette e delle materie prime anche alimentari, cosa si chiede? Di rimborsare subito? Se non bastano pandemia e guerra per un rinnovato patto fiscale tra cittadini,
fisco e agenzia delle entrate cos’altro dovremmo aspettare?”. Lo dichiarano i deputati della Lega Massimo Bitonci, capogruppo in commissione Bilancio e capo dipartimento Attività produttive e Alberto Gusmeroli, vicepresidente commissione Finanze e
responsabile Unità fisco del dipartimento Economia della Lega.

Ore 13.35 – Governo: anche Giorgetti a vertice Villa Grande – Anche il ministro leghista Giancarlo Giorgetti sta partecipando al vertice del centrodestra di governo a Villa Grande. Giorgetti fa parte, insieme al capogruppo alla Camera Riccardo Molinari, della delegazione della Lega che accompagna il segretario Matteo Salvini all’incontro con Silvio Berlusconi e i centristi Maurizio Lupi e Lorenzo Cesa.

Ore 13.30 – Conte prosegue incontri con i suoi a Palazzo Carpegna – Giuseppe Conte continua a monitorare la situazione nel quartier generale allestito per l’occasione a Palazzo Carpegna, dopo le comunicazioni del premier Mario Draghi in aula a Palazzo Madama. Tra l’aula e gli uffici del gruppo pentastellato i parlamentari e i componenti del governo stanno facendo la spola per consultarsi con l’ex premier e gli altri dirigenti del Movimento dall’inizio della giornata. “Stanno succedendo delle cose – ha osservato in Transatlantico il senatore Albero Airola, e bisognera’ dare delle risposte”.

Ore 13.20 – Lega: nessun contatto tra Salvini e Conte – Nessun contatto tra Matteo Salvini e Giuseppe Conte. Il leader della Lega non vede e non sente l’ex premier da alcuni mesi. E’ quanto fa sapere la Lega.

Ore 13.00 – Proseguono riunioni, ore di riflessioni per M5s – Sono ore di riflessioni per il M5s, dopo le comunicazioni del premier Mario Draghi. Giuseppe Conte è impegnato in una sorta di riunione permanente con i vertici del partito negli uffici del gruppo a Palazzo Madama, per definire la posizione da esporre nella dichiarazione di voto al Senato.

Ore 12.40 – M5S, in dibattito parla solo Licheri: saltano altri interventi – Sarà il solo senatore Ettore Licheri a intervenire in discussione generale a palazzo Madama sulle comunicazioni del presidente del Consiglio Mario Draghi, mentre saltano gli altri interventi. Per il Movimento, infatti, risultavano iscritti a parlare anche Vito Crimi e Susy Matrisciano ma, a quanto si apprende, rinunceranno ad intervenire. La capogruppo Mariolina Castellone parlerà invece in dichiarazione di voto.

Ore 12.20 – Giorgetti (Lega): dobbiamo riflettere e decidere, anche con Forza Italia – “Dobbiamo riflettere e discutere” se votare o meno la fiducia. Lo ha detto il ministro dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, capodelegazione della Lega al Governo, uscendo da palazzo Madama dopo la riunione con Salvini successiva al discorso in aula del premier Draghi. “Discuteremo anche con Forza Italia”, ha aggiunto Giorgetti replicando ai cronisti che gli riportavano le parole del leader della Lega Matteo Salvini secondo il quale “il centrodestra sarà compatto”.

Ore 12.00 – Salvini verso Villa Grande, nuovo vertice centrodestra di governo – Il leader della Lega Matteo Salvini sta andando a Villa grande, residenza romana di Silvio Berlusconi, per un nuovo vertice delle forze di centrodestra di governo, convocato ora alla luce delle comunicazioni del premier Draghi nell’aula del Senato e dopo l’assemblea dei parlamentari e ministri leghisti, insieme a Salvini. Su quella riunione, la Lega fa sapere che c’è stata “totale sintonia dei presenti e compattezza con il segretario”.

Ore 11.40 – Meloni: “Draghi pretende pieni poteri, elezioni subito” – “Draghi arriva in Parlamento e di fatto pretende pieni poteri, sostenendo che glielo hanno chiesto gli italiani. Ma in una democrazia la volontà popolare si esprime solo con il voto, non sulle piattaforme grilline o con gli appelli del Pd”. Lo scrive su Facebook la leader di FdI, Giorgia Meloni. “Sono le autocrazie che rivendicano di rappresentare il popolo senza bisogno di far votare i cittadini, non le democrazie occidentali. Fratelli d’Italia non intende assecondare questa pericolosa deriva. Decidano gli italiani del proprio futuro, non questo Parlamento delegittimato e impaurito. Elezioni subito”., ha aggiunto.

Ore 11.10 – Di Maio: “Draghi lungimirante, chi non vota volta spalle Paese” – “Il discorso del presidente Draghi è stato ineccepibile, concreto, lungimirante. Adesso non ci sono più scuse: chi non vota la fiducia al governo volta le spalle agli italiani. Adesso non servono giochini, ma occorre agire con grande senso delle istituzioni”. Così il ministro Luigi Di Maio.

Ore 11.00 – Fratoianni: “Richiamo di Draghi all’appello degli italiani ha un sapore populista”

Ore 10.08 – Draghi: “Serve un nuovo patto di fiducia, sincero e concreto. I partiti e voi parlamentari siete pronti a ricostruire questo patto?” – Ora c’è bisogno di un sostegno convinto all’azione dell’esecutivo – non di un sostegno a proteste non autorizzate, e talvolta violente, contro la maggioranza di governo. All’Italia non serve una fiducia di facciata, serve un nuovo patto di fiducia, sincero e concreto. I partiti e voi parlamentari siete pronti a ricostruire questo patto? Siete pronti a confermare quello sforzo compiuto nei primi mesi e poi affievolito? Siamo qui oggi, sono qui, a questo punto perché gli italiani lo hanno chiesto. Questa risposta a queste domande non la dovete dare a me ma a tutti gli italiani. Grazie”. Si conclude così il discorso del premier di fronte ai senatori della Repubblica.

Ore 10.01 – Draghi: “L’unica strada è ricostruire il patto di fiducia” – Non votare la fiducia a un governo di cui si fa parte è un gesto politico chiaro che ha un significato evidente, non è possibile ignorarlo, significherebbe ignorare il Parlamento, non è possibile contenerlo perché significherebbe che ognuno può ripeterlo, non è possibile minimizzarlo perché viene dopo mesi di strappi e ultimatum. L’unica strada è ricostruire daccapo questo patto, con coraggio, altruismo, credibilità. A chiederlo sono soprattutto gli italiani. La mobilitazione degli italiani è impossibile da ignorare. Mi ha colpito l’appello di 2000 sindaci. Il secondo è quello del personale sanitario, gli eroi della pandemia, verso cui la nostra gratitudine è immensa”

Ore 10.00 – Draghi: “Dimissioni perché venuta meno maggioranza unità nazionale. Vi spiego la mia scelta sofferta ma dovuta” – “Oggi spiego a voi e agli italiani il motivo delle mie dimissioni, una scelta sofferta ma dovuta perché è venuta meno la maggioranza di unità nazionale”, ha detto il premier Mario Draghi aprendo il suo discorso in Senato.

Ore 09.50 – È iniziato il discorso di Draghi al Senato – “Non sono stato eletto serve un sostegno ampio da parte del Parlamento”. La seduta andrà avanti con il discorso di Draghi fino alle 10.30, quando il presidente del Consiglio si recherà alla Camera per consegnare il testo delle comunicazioni rese a Palazzo Madama. Alle ore 11.00 riprenderà la seduta del Senato, con una discussione generale prevista fino alle 17, quando Draghi replicherà. Alle 17.30 inizieranno le dichiarazioni di voto ed alle 19 partirà a “chiama” dei senatori.

Ore 08.30 – Salvini: “La Lega deciderà per il bene dell’Italia” – “Dopo la crisi di governo causata dai 5Stelle, dopo giorni di minacce e provocazioni, con decine di parlamentari che cambiano partito per salvare la poltrona e con un PD che insiste a parlare di Ius Soli, Ddl Zan e legge elettorale, invece di mettere al centro stipendi, bollette e lavoro, oggi si decide. E la Lega, unita e compatta, deciderà solo e soltanto per il bene e il futuro dell’Italia”, ha detto il leader della Lega.

Ore 08.12 – Pd, parole Madia non riflettono pensiero segreteria – L’intervista di Marianna Madia a La Repubblica, “non riflette il pensiero della segreteria Pd”. E’ quanto affermano fonti del Nazareno interpellate dall’AGI. “Io non ho dubbi sul fatto che la responsabilità di questa crisi sia del M5S”, aveva detto l’ex ministra Marianna Madia al quotidiano.

Ore 07.00 – Lollobrigida (FdI): “FI e Lega prendano atto che la maggioranza è finita” – “A questo punto l’unica strada è il voto”. Lo dice in un’intervista a Il Corriere della Serra il capogruppo di Fratelli d’Italia a Montecitorio, Francesco Lollobrigida. Per l’esponente del partito di Giorgia Meloni i partiti di centrodestra che sostengono il governo “si sono resi conto, direi finalmente, che è impossibile governare con il Pd e M5s. Si sono resi conto dell’inaffidabilità di Giuseppe Conte. Dovrebbero quindi prendere atto che questa esperienza di governo è finita”. E se invece FI e Lega dovessero continuare sulla linea dell’appoggio all’esecutivo “si assumerebbero la responsabilità di preferire un governo con il Pd a una vittoria con FdI”, aggiunge Lollobrigida.

Ore 06.00 – M5s attende discorso Draghi e deciderà – Il M5s attenderà il discorso di Draghi e poi deciderà come votare in Aula. Questa, a quanto apprende l’agenzia LaPresse da fonti parlamentari qualificate, la linea con cui domani i 5 Stelle arriveranno al Senato per ascoltare le comunicazioni del premier Mario Draghi, prima del voto di fiducia al governo.

Leggi anche: 1. Gli errori di Draghi: ora il Re è nudo. L’unico atto responsabile in questa crisi lo ha fatto Conte; / 2. Sindaci, medici e imprenditori chiedono a Draghi di restare al governo; / 3. Il Draghi bis è in bilico: le elezioni anticipate appaiono sempre più vicine; 4 /“Venuto meno il patto di fiducia”: il discorso delle dimissioni di Mario Draghi / 5. Gubitosa a TPI: “Il M5S non è responsabile della crisi, la colpa è di chi ha forzato sul Dl Aiuti” | 6. Beppe Grillo si schiera al fianco di Conte: “Giusto lo strappo, il M5S sta facendo il M5S”

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