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    Coronavirus, Italia pronta alla Fase 2 ma Conte frena: “Non riapriremo tutto”

    Il premier Giuseppe Conte (Credits: Ansa)
    Di Carmelo Leo
    Pubblicato il 21 Apr. 2020 alle 07:57

     

     

    Coronavirus, Italia pronta alla Fase 2: ma Conte frena la riapertura

    Dopo due mesi di estenuante lotta al Coronavirusl’Italia inizia a vedere la luce in fondo al tunnel: il 4 maggio – data indicata dal governo per l’inizio della cosiddetta Fase 2 di convivenza con il Covid 19 – è sempre più vicina, ma il premier Giuseppe Conte interviene per frenare gli entusiasmi sulla riapertura del Paese. Con un post sulla sua pagina Facebook, pubblicato nella primissima mattinata di martedì 21 aprile 2020, il presidente del Consiglio ha chiarito ancora una volta: “Mi piacerebbe poter dire: riapriamo tutto. Subito. Ripartiamo domattina. Ma una decisione del genere sarebbe irresponsabile. Farebbe risalire la curva del contagio in modo incontrollato e vanificherebbe tutti gli sforzi che abbiamo fatto sin qui”.

    “Non possiamo abbandonare la linea della massima cautela – ha scritto ancora Conte su Facebook – anche nella prospettiva della ripartenza. Prima della fine di questa settimana confido di comunicarvi questo piano e di illustrarvi i dettagli di questo articolato programma. Una previsione ragionevole è che lo applicheremo a partire dal prossimo 4 maggio”. La chiusura del post del premier non è casuale e fa il paio con quanto riportato in edicola oggi da Repubblica, secondo cui la giornata di ieri è stata di grande nervosismo per Conte, soprattutto nei confronti della Lombardia e delle spinte per riaprire anche prima di quella data.

    Nel calendario delle riaperture, al momento tra le mani di Vittorio Colao e della sua task force, è infatti presente anche la data di lunedì 27 aprile per le aziende che fanno parte del settore della moda, dell’automotive e del tessile, oltre a cantieri e mobilifici. Una eventualità su cui Conte continua a nutrire seri dubbi, al contrario del ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli. Altri grandi temi su cui ancora non è stata trovata una quadra sono come assicurare il distanziamento sociale sui trasporti pubblici, soprattutto nelle cosiddette ore di punta, e a chi affidare i figli dei lavoratori in assenza della scuola.

    Il piano di Conte per la riapertura

    Nelle idee del premier, dunque, non c’è alcun 27 aprile. La prima data utile per la ripartenza è sempre quella del 4 maggio, quando dovrebbe riaprire il settore manufatturiero, oltre a tutto il commercio collegato, e quello edile. Il provvedimento successivo dovrebbe arrivare solo dopo due settimane, intorno al 18 maggio, con il via libera ai negozi e la possibilità di spostarsi nuovamente da una Regione all’altra. Sempre il 18 maggio, il premier vorrebbe dare il via libera finalmente ad anziani e bambini, che potrebbero così uscire nuovamente da casa.

    Per quanto riguarda le attività produttive, rimane il grande tema del distanziamento tra i lavoratori. Per questo motivo Conte vorrebbe garantire una riapertura 7 giorni su 7, anche ad agosto, con orari scaglionati. Stesso discorso per gli uffici.

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