Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Ultimo aggiornamento ore 19:58
Immagine autore
Lucarelli
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Di Battista
Home » Politica

Conte ha ottenuto la fiducia con la maggioranza relativa in Senato: cosa succede adesso al governo

Immagine di copertina
Credit: Ansa foto

Conte ha ottenuto la fiducia con la maggioranza relativa in Senato

Il premier Giuseppe Conte, nella giornata di martedì 19 gennaio, si è sottoposto al voto del Senato, dove ha ottenuto la fiducia con una maggioranza relativa di 156 voti su 313 presenti. I contrari sono stati 140, gli astenuti 16. Fin dall’inizio, quello al Senato, si prospettava come un passaggio delicato e complesso per il premier: molti interlocutori, sia a Montecitorio che a Palazzo Madama, hanno infatti deciso di attendere, di rimanere alla finestra, aspettando il tavolo per il patto di legislatura che si aprirà nei prossimi giorni, con il quale il premier immagina di attirare nuovi parlamentari per rafforzare la propria maggioranza, con l’apertura su alcuni dossier, a cominciare da quello sulla legge elettorale proporzionale.

La lancetta dei senatori che gli ha votato la fiducia si è fermata intorno a quota 156, 5 senatori in meno di quota 161, che equivaleva alla maggiorana assoluta.

Cosa succede adesso

Come anticipato in questo articolo, ci sono diversi precedenti storici di governo con maggioranza relativa: da D’Alema a Berlusconi, da Moro a Fanfani. Conte andrà avanti indebolito ma non sconfitto: ci potrebbe essere spazio per rafforzare la maggioranza nelle prossime settimane, magari con un rimpasto che “stimoli” i responsabili a uscire allo scoperto.

Al presidente Mattarella l’ingrato compito di prendere atto della situazione, Italia Viva resta fuori dal perimetro della maggioranza, ma restando decisiva con l’astensione. L’altra ipotesi – quella che trova minore possibilità di realizzazione – è che Conte invece di tirare dritto con un governo indebolito, che avrebbe difficoltà ad affrontare provvedimenti che hanno bisogno in Parlamento della maggioranza assoluta, come lo scostamento di bilancio, decide di salire al Colle, si dimette, ottiene un reincarico e aa quel punto si lavora a un nuovo governo in cui responsabili vengono direttamente coinvolti con incarichi nell’esecutivo e si tenta di formare un gruppo di centro al Senato in grado di far superare al governo quota 161.

Ti potrebbe interessare
Politica / Varoufakis a TPI: “Draghi favorisce banche ed élites, in Italia una post-democrazia”
Politica / ESCLUSIVO TPI. Michetti votava Gualtieri alle Europee del 2019: la prova nelle chat
Politica / Il deputato di Italia Viva Francesco Scoma passa alla Lega: l’annuncio di Salvini
Ti potrebbe interessare
Politica / Varoufakis a TPI: “Draghi favorisce banche ed élites, in Italia una post-democrazia”
Politica / ESCLUSIVO TPI. Michetti votava Gualtieri alle Europee del 2019: la prova nelle chat
Politica / Il deputato di Italia Viva Francesco Scoma passa alla Lega: l’annuncio di Salvini
Politica / Fedez attacca Conte: “I comizi gremiti uno schiaffo al mondo dello spettacolo”. L’ex premier: “Hai ragione”
Politica / Salvini al bivio: se la Lega va male alle comunali rischia grosso. Zaia e Fedriga in pole per la successione
Politica / Il Green pass divide la Lega: il 40% dei leghisti non vota la fiducia al decreto alla Camera
Politica / Elezioni amministrative del 3-4 ottobre 2021: candidati, orari, legge elettorale
Politica / Il messaggio in codice di Prodi a Mattarella: “Un incarico settennale a 82 anni è un’incoscienza”
Politica / Lega, la crisi interna arriva su Whatsapp: “Decide tutto Draghi, meglio la scissione”
Politica / Draghi: “Emergenza climatica come la pandemia, agire subito o sarà troppo tardi”