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Home » Politica

Torino perde il Salone dell’Auto, la sindaca Chiara Appendino (M5S) le dimissioni

Immagine di copertina

Chiara Appendino dimissioni: la sindaca M5S di Torino valuta se lasciare

CHIARA APPENDINO IPOTESI DIMISSIONI – Chiara Appendino valuta se dimettersi. La sindaca M5S di Torino pensa all’ipotesi dell’addio dopo la decisione degli organizzatori del Salone dell’auto di trasferire l’evento in Lombardia, a Milano: una scelta che fa perdere al capoluogo piemontese un’importante occasione di investimento e che fa emergere contrasti interni alla maggioranza pentastellata.

Appendino ha criticato la decisione del Salone dell’auto ma si è scagliata anche contro stretti collaboratori. La prima cittadina si è detta “furiosa” per una scelta degli organizzatori che “danneggia la città” e ha attaccato i consiglieri della sua maggioranza e il vicesindaco con delega all’Urbanistica Guido Montanari, accusati di “autolesionismo” e “dichiarazioni inqualificabili”.
La sindaca M5S si riserva quindi “qualche giorno per le valutazioni politiche del caso”. Mentre Montanari sostiene che la sua posizione è stata travisata.

chiara appendino dimissioni

Montanari, 61 anni è considerato un “signor no” per le sue posizioni contro grandi opere come la Tav. «Fosse stato per me – è la sua dichiarazione che ha fatto infuriare Appendino -, il Salone del’auto al parco Valentino non ci sarebbe mai stato. Anzi, nell’ultima edizione ho sperato che arrivasse la grandine e se lo portasse via. Sono stato io a mandare i vigili per multare gli organizzatori».

Chiara Appendino, ipotesi dimissioni: Di Maio difende la sindaca M5S

Appendino incassa intanto il sostegno dei vertici del Movimento 5 Stelle. Il capo politico e vicepremier Luigi Di Maio in un post su Facebook ha scritto che sarà “sempre” dalla parte della sindaca. “Oggi Chiara – sono state le parole del ministro di lavoro e Sviluppo Economico – è giustamente molto arrabbiata per un’occasione di investimento che ha perso Torino, in cui ci sono anche responsabilità dei consiglieri M5S di maggioranza. Alcuni giornali dicono addirittura che voglia dimettersi da Sindaco. Qualsiasi decisione prenderà io starò sempre dalla sua parte. Dalla parte di chi, con il buon senso, ogni giorno passa il tempo a costruire una nuova Italia e non a demolire”.

> Fondi russi Lega: quello che c’è da sapere sulle presunte trattative per far arrivare 65 milioni da Mosca al partito di Salvini

“Chiara Appendino – ha continuato Di Maio – è una delle donne più coraggiose che abbia mai conosciuto. Quello che ha dovuto affrontare in questi tre anni avrebbe steso una mandria di bufali. Lei, non solo ha retto a tutti coloro che le hanno addebitato in maniera violenta responsabilità non sue, ma ha sempre avuto la capacità di reagire per il bene della città”.

Di Maio ha poi ricordato: “Ha ereditato dal Pd un comune quasi in default” e “già nel 2016 rappresentava ai miei occhi il futuro del Movimento, oggi lo è più che mai. Ha sempre avuto una visione di Governo. Ha sempre mirato a governare non per vendicarsi, per attaccare qualcuno o per bloccare qualcosa. Lei ha sempre incarnato la voglia di costruire, evolvere, innovare, investire in nuove persone e nuove energie del Paese”.

E ancora: “Chiara Appendino rappresenta il futuro del Movimento, è un sindaco aperto al dialogo, che lavora ogni giorno per promuovere nuovi investimenti nella sua città, che non vive di pregiudizi, forte delle sue convinzioni. In questo anno posso testimoniare che non è passata una sola settimana in cui Chiara non stimolasse i nostri ministeri a fare meglio su Torino. È grazie a lei se a Torino ci saranno le ATP Finals di tennis, la Casa delle Tecnologie Emergenti, l’area di crisi complessa per il rilancio dell’impresa e tanti altri progetti che sta portando avanti”.

Chiara Appendino, ipotesi dimissioni: Pd all’attacco

Non sono mancate le frecciate degli avversari. L’ex sindaco Pd di Torino Piero Fassino ha parlato di una città diventata “piccola”.

“No alle Olimpiadi, No alla Tav, No al Salone dell’auto, No alle grandi mostre, No alle trasformazioni urbane. E peraltro le periferie, usate ieri strumentalmente per raccogliere consenso, oggi sono abbandonate a sé stesse. È la ‘decrescita felice’ – ha dichiarato l’ex segretario Ds – teorizzata dal vicesindaco e che sta mortificando Torino, riducendola ad una città piccola, provinciale e senza ambizioni. La sindaca Appendino ne tragga le conseguenze”.

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