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Dopo Figliuolo e Curcio, Draghi è pronto ad aprire il dossier Cdp: in nomi in lizza

Di Marco Antonellis
Pubblicato il 5 Mar. 2021 alle 17:35
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Immagine di copertina
Il premier Mario Draghi. Credit: ANSA

Delle nomine sulle partecipate pubbliche non si parla almeno sino al prossimo mese di aprile: questo è il mantra che viene da Palazzo Chigi. Ciò detto, le manovre e i posizionamenti intorno alle aziende “gioielli di famiglia” il cui management è di prossima scadenza sono in pieno corso.

Della Rai si è qui già detto giorni fa (e c’è chi aggiunge che il flop enorme che si profila per Sanremo potrebbe accelerare il cambiamento – al vertice di Rai 1 ma non solo – con buona pace di chi spera in improbabili proroghe dei vertici). Ma il vero boccone grosso è la Cdp: Cassa depositi e prestiti, dove la poltrona dell’amministratore delegato Fabrizio Palermo è considerata sempre più traballante.

Palermo negli ultimi tempi era diventato il vero emblema del “contismo” al potere, forse ancor più di Arcuri o dello stesso Vecchione ai Servizi (tutti prontamente sostituiti).

Tanti i dossier in cui la Cdp è stata chiamata da Palazzo Chigi a prendere posizione in maniera sempre molto importante. Solo per citare i più delicati: la trattativa con Autostrade per l’Italia, Open Fiber, il Cda di Telecom. Le posizioni prese da Cassa Depositi e Prestiti su questi temi sono state tutte caratterizzate da una stretta adesione al contismo

Ora il nuovo inquilino di Palazzo Chigi – dopo aver messo mano ai vertici della Protezione Civile con Curcio, al commissariato per l’emergenza Covid con il generale Figliuolo e ai Servizi Segreti con Gabrielli – punta a dare un forte segnale di discontinuità anche nei confronti della “cassaforte” di Stato.

Chi sostituirà Palermo sarà scelto direttamente da Draghi, sentito il ministro dell’Economia Franco: ben difficilmente su questo dossier potrà entrare la politica (anche se ci proverà). In quest’ottica, in pole position c’è Dario Scannapieco, che può vantare una conoscenza diretta e personale con Mario Draghi, di cui è stato collaboratore al Tesoro e che molto difficilmente potrebbe dire di no alla chiamata di super Mario, nonostante l’incarico di prestigio (vicepresidente) alla Bei.

Ma nei palazzi del potere circolano anche altri nomi: dall’ex direttore generale di Montepaschi Marco Morelli (stimato dal Pd) all’ex Sace e ora Zurich Italia Alessandro Castellano (apprezzato negli ambienti di centrodestra). E c’è anche chi punta su un ritorno dell’ex, ora Fincantieri, Fabio Gallia.

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