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Caso Siri, Di Maio: “Non arretriamo su questione morale”. Le province? “Chi le vuole si cerchi un altro alleato”

Di Laura Melissari
Pubblicato il 2 Mag. 2019 alle 13:03
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Immagine di copertina

Caso Siri | Scontro Lega M5s – Il caso Siri continua a spaccare la maggioranza. Luigi Di Maio, che ha già ribadito a gran voce la necessità che il sottosegretario si dimetta, ha fatto sapere che il M5s non arretrerà sulla questione morale. Eppure, la crisi di governo non sembra un’opzione plausibile, almeno per ora. A dirlo è il sottosegretario al ministero dell’Interno, Carlo Sibilia.

“Sulla questione morale il Movimento non arretra: comunque si chiami il sottosegretario da noi le regole si rispettano, che tu sia del Movimento o del partito alleato. Questo deve essere chiaro”, ha detto Di Maio, a margine della presentazione del programma del M5s.

Sul caso Siri Sibilia dice: “Siamo di fronte a una forza politica che decide di farsi del male da sola. Ma così si fa un danno anche al governo, che sta facendo un gran lavoro contro la criminalità organizzata e la mafia. Ma ogni ombra va allontanata”.

“Noi e la Lega abbiamo una diversa idea della questione morale. Mi auguro che ci siano degli sviluppi chiari”, dice Sibilia, che tuttavia rassicura. “Se non si dimette non si arriverà alla crisi. Sono sicuro che si arriverà a più miti consigli, dobbiamo sgomberare ogni ombra di dubbio su possibili coinvolgimenti del governo in attività illecite”.

Caso Siri | La replica di Salvini

Di dimissioni non vuole sentirne neanche parlare il ministro dell’Interno Salvini. Il vicepremier ha tagliato corto con un gelido: “Alla Lega ci pensa la Lega. Noi ci stiamo occupando di vita reale e quindi non ho tempo da perdere con altre polemiche, ho detto tutto quello che dovevo”, ha fatto sapere Salvini.

Messaggio politico elettorale. Committente: Tobia Zevi

Dal canto suo, Siri, non ha alcuna intenzione di dimettersi, dal momento che il partito lo sostiene.

Dello stesso avviso è Giancarlo Giorgetti che dice: “Nel contratto che abbiamo stabilito ci sono delle regole che ci siamo dati. È chiaro che il rinvio a giudizio presuppone che ci sia una verifica preventiva, che al momento però nessuno conosce”.

“Non ho parlato con Armando, bisogna capire la sua situazione ma mi sembra che lui sia assolutamente tranquillo, almeno così dichiara, quindi giustamente non capisce perché deve dimettersi se non ha fatto nulla”, prosegue il sottosegretario alla presidenza del Consiglio.

A schierarsi al fianco di Siri è anche un’altra ministra leghista, Giulia Bongiorno: “Siri è stato trattato dai media come un condannato definitivo, mentre è un indagato per fatti di corruzione che ha subito chiesto di essere ascoltato, ma ancora non ha reso interrogatorio. Da oggi secondo me dovrebbe calare il silenzio, in attesa dei chiarimenti che fornirà”.

Scontro Lega M5s sulla questione delle province – La stoccata tra i due alleati riguarda anche le province: “Le province sono uno spreco di soldi pubblici. Chi le rivuole si cerchi un altro alleato”, ha detto Di Maio, sottolineando la sua visione delle province come un poltronificio e un inutile spreco di denaro.

Scontro Lega M5s | Orban e Salvini – A creare attrito nella maggioranza è anche la questione Orban. Già in passato il M5s aveva preso le distanze dall’amicizia di Salvini con il premier ungherese di estrema destra.

“Non ha senso contrastare l’austerity se poi ti allei con partiti di Paesi che ci fanno la guerra, come l’Ungheria di Orban”, ha detto Di Maio, riferendosi all’incontro di oggi, 2 maggio 2019, tra Salvini e Orban.

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