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Home » Politica

Cospito resta al 41-bis, il ministro della Giustizia Nordio: “Nessuna revoca, ma ci facciamo carico della sua salute”

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Alfredo Cospito è stato trasferito nel carcere Opera di Milano “per tutelare la sua salute”, riferisce in una nota il Consiglio dei ministri, alla luce del peggioramento delle sue condizioni in virtù dello sciopero della fame che porta avanti ormai da oltre 100 giorni contro il regime di detenzione 41-bis al quale è stato sottoposto.

Il Ministro della Giustizia Carlo Nordio, che aveva il potere di farlo, ha deciso di non revocare la misura “e ha precisato che – prosegue il documento di Palazzo Chigi – si è fatto carico delle condizioni di salute del detenuto, avendone disposto in data odierna il trasferimento, sempre in regime di 41 bis, nell’istituto di pena di Opera, che è munito degli adeguati presidi sanitari”.

Il prossimo 7 marzo sarà la Corte di Cassazione a decidere se per Cospito la detenzione sarà ancora all’insegna del “carcere duro”.

Intanto si moltiplicano gli atti di protesta anarchica: dopo gli attacchi alle sedi diplomatiche italiane di Berlino e Barcellona e gli scontri con gli agenti a Roma, sempre nella Capitale sono state date alle fiamme cinque auto con il logo della Tim, azienda che – come hanno rivendicato i responsabili in un comunicato – “collabora attivamente al controllo sociale attraverso l’installazione della rete della fibra ottica, telecamere e braccialetti elettronici”.

In viale Tibaldi a Milano due auto della polizia locale sono state incendiate con delle bottiglie molotov, ma il governo precisa: “Mai patti con chi usa violenza e minaccia come strumento di lotta politica”.

Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, “ha sottolineato la rete di supporto nei confronti del detenuto – si legge nella nota di Palazzo Chigi – che si è manifestata in plurimi episodi di atti vandalici o incendiari e in manifestazioni di piazza, anche violente, rassicurando che gli accresciuti rischi per la sicurezza hanno determinato un innalzamento dell’attenzione e delle misure necessarie per fronteggiarli”.

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