Me

Calenda a TPI: “Ai miei figli divieto assoluto di bere Coca Cola. Bibite zuccherate rendono obesi, giusto tassarle”

Di Luca Telese
Pubblicato il 22 Ott. 2019 alle 10:23 Aggiornato il 24 Ott. 2019 alle 11:44
Immagine di copertina
Illustrazione di Emanuele Fucecchi

L’unica sorpresa è sulla Coca Cola, che a casa sua è proibita. Sulla plastic Tax Carlo Calenda è drastico: “Una fesseria, la plastica è riciclabile”. Sulla manovra nel suo complesso è scettico: “Posso dare solo un voto insufficiente: direi cinque e mezzo”.

Il cuneo fiscale non gli piace: “Io, piuttosto, concentrerei tutto sugli under 25 con uno sgravio totale sul costo del lavoro per i più giovani”. Il leader di Siamo Europei scalda i motori per la nascita del suo partito, perché il 16 novembre presenta nome e simbolo (“Lo faremo in modo non convenzionale, sarà una sorpresa”) ma c’è solo un provvedimento – tra i più importanti del governo – che non dispiace a Calenda: la sugar Tax.

E per spiegare quanto in lui sia forte il dubbio sulle bibite zuccherine rivela a TPI anche un dettaglio curioso sulla sua vita familiare: “I miei figli hanno il divieto assoluto di Coca Cola”. Poi spiega: “A casa Calenda non è mai entrata una sola bibita gasata in frigo, mai. Non una: divieto assoluto e inderogabile”.

Non si tratta di una posa. Calenda spiega il motivo della sua intransigenza così: “Conosco bene l’esperienza dell’America, dove ormai c’è in alcuni soggetti la disabitudine all’acqua, perché il gusto dei consumatori viene avvelenato fin da bambini con l’overdose di bevande zuccherate. Questa abitudine è così radicata che per loro l’acqua non sa più di nulla. Questo – spiega – va evitato ad ogni costo”.

Poi il ragionamento serio sul provvedimento: “Le tasse di scopo non mi fanno impazzire ma la sugar Tax risponde a un problema enorme. e reale. Le bibite iper zuccherine – spiega l’ex ministro – sono in relazione diretta con una malattia gravissima, l’obesità infantile. Quindi il problema è reale, è drammatico, ha anche un costo sociale”.

Però la tassa da sola non basta: “Io – aggiunge Calenda – sono più a favore dei messaggi culturali e credo che si dovrebbe partire da più lontano, con l’educazione alimentare a scuola: ma almeno di questo provvedimento capisco il senso”.

E quando gli chiedi se davvero i due piccoli Calenda non abbiamo mai bevuto Coca Cola sorride: “A casa sicuramente mai. Possono averlo fatto occasionalmente, magari ad una festa di scuola. Ma a casa nostra quella bibite non sono entrate e non entreranno mai”.

“Joker” sta diventando realtà: il capitalismo è una fabbrica di poveri e il mondo ha iniziato a ribellarsi