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Governo: No al bonus asili e baby sitter, sì al bonus matrimonio (ma solo in Chiesa) – di G. Cavalli

Di Giulio Cavalli
Pubblicato il 24 Apr. 2019 alle 22:07 Aggiornato il 24 Apr. 2019 alle 22:59
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Immagine di copertina

L’ultima è da non credere. O meglio, rispecchia tutte le caratteristiche delle sparate leghiste: distoglie l’attenzione dal punto centrale (il loro sottosegretario Siri e la puzza di mafia, come avevamo scritto mentre tutti parlavano solo di corruzione), liscia la vecchia tradizione seguendo una nostalgia che alla fine porta sempre a Lui.

Prova ad accarezzare gli animi cattolicissimi e tradizionalisti degli italiani che usano la Messa per pulirsi la coscienza ma odiano gli altri con atteggiamento tutt’altro che evangelico e soprattutto cercano di guadagnare punti con la Chiesa dopo che Papa Francesco non ha lesinato critiche al capo della Lega e ministro dell’Interno per il suo bieco atteggiamento con migranti e disperati.

L’ultima novità invece sarebbe un bonus per le coppie, e fin qui tutto bene, che si sposano in Chiesa. Avete capito bene: uno Stato laico premia un’unione famigliare in base all’orientamento di fede e al rito scelto per unirsi in matrimonio.

Una roba che nemmeno un cardinale al decimo spritz riuscirebbe a immaginare diventa una serissima proposta del partito che di tutto parla tranne che dei propri indagati e dei nostri milioni che ci hanno fatto sparire. Forte, no?

Non conta che due persone vogliano farsi una famiglia. Ormai non conta nemmeno più che siano padre e madre e non genitore 1 e genitore 2 come vorrebbero loro. No, no. Ci deve essere obbligatoriamente il prete come quegli optional che sei costretto ad acquistare sulla tua auto nuova. Ci deve essere la Chiesa come fondale e tutti devono contrari in una mesta avemaria pur augurandosi l’affondamento dei barconi di migranti e pur essendo tutti pronti a sparare a chi scavalca la recinzione di casa.

La proposta (che è incostituzionale visto che la laicità dello Stato è sancita proprio dalla Costituzione) si inserisce perfettamente nella scia degli ultimi provvedimenti (come l’abolizione dei bonus asili e per le baby sitter) per disegnare la donna vincolata al proprio ruolo di mamma che non esce dal focolare domestico e che si dedica semplicemente alla crescita dei figli.

Non c’è nulla di diverso, in questo provvedimento, dall’idea di famiglia che è uscita da quel pessimo convegno di Verona e non c’è niente di diverso da tutte le cretinate che, in nome del buonsenso, il ministro dell’inferno Salvini continua a lanciare in pasto al dibattito pubblico proposte irricevibile (e ne è ben consapevole) per forzare con gli avversari e per riuscire a fare parlare di sé. Ma gli si ritorcerà contro.

Una proposta del genere è un’offesa anche a chi crede che la Chiesa non debba subire interferenze dello Stato e non abbia bisogno di bonus per guadagnare fedeli dell’ultima ora disposti a costringersi al rito religioso per qualche 100 euro in più. O almeno dovrebbe essere così, ovviamente. O no?

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