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Pd, Zingaretti rilancia: “Dl sicurezza da rivedere, sì a ius soli”. Ma è scontro con il M5S. Di Maio: “Sono sconcertato”

Di Donato De Sena
Pubblicato il 17 Nov. 2019 alle 16:38 Aggiornato il 17 Nov. 2019 alle 19:27
Immagine di copertina
Il segretario Pd Nicola Zingaretti. Foto dalla pagina Facebook

Assemblea Pd, Zingaretti rilancia sullo ius soli: scontro con M5S e Di Maio

Il Pd rilancia la sua proposta politica con la tre giorni di incontri e dibattiti nel centro congressi di Fico-Eataly a Bologna, che si è conclusa oggi a Bologna con l’assemblea nazionale del partito. Ma si accende uno scontro con il Movimento 5 Stelle, con il segretario Dem Nicola Zingaretti che rilancia sullo ius soli e Luigi Di Maio che si dice “sconcertato”.

“Non si illudano, chi combatte il Partito Democratico per rosicare consenso si scava la fossa per sé e per il centrosinistra italiano. Il Pd resterà comunque il pilastro della risposta alla risorgente destra”, è il messaggio lanciato da Zingaretti chiudendo i lavori. Il presidente della Regione Lazio ha evidenziato alcune priorità Dem delle prossime settimane e mesi. “Ci battiamo – ha dichiarato il governatore – perché al più presto si rivedano i decreti Salvini, per far approvare lo ius culturae e ius soli. Faremo una legge per parità salariale tra donne e uomini ma per raggiungere l’obiettivo e non per mettere bandierine e avere un’intervista sui giornali. Ci vuole serietà non comizi”. Dura la replica degli alleati 5 Stelle.

Zingaretti: “Confermiamo la scelta di sperimentare alleanze”

La convention è stata occasione per il Pd anche per fare il punto sugli accordi con le altre forze politiche, dopo l’intesa con il M5S per la nascita del governo Conte bis e la sfortunata esperienza delle Regionali in Umbria del 27 ottobre.

“Stiamo vivendo una difficile esperienza di governo, ma ribadiamo la scelta di sperimentare le alleanze”, ha detto Zingaretti. “Qualcuno – ha proseguito il segretario nel suo intervento – dice ‘Non vogliamo un accordo storico’ con il M5S’? Ma cosa vuol dire? Non si governa tra avversari politici, ma solo se si condividono almeno i fondamenti di una prospettiva politica e si calano nei territori. Ci vuole tempo, certo”.

Non sono mancati passaggi dedicati all’economia, in un momento in cui sulla manovra 2020 Matteo Renzi annuncia una battaglia contro le microtasse. “I democratici – ha detto Zingaretti – sono il partito della giustizia fiscale: è il fondamento più importante del patto tra cittadini e Stato, garantisce il funzionamento dei servizi. Ora il sistema è terribilmente ingiusto, c’è chi paga troppo, i lavoratori dipendenti, le partite Iva, ma c’è chi evade una montagna di miliardi che recuperati anche solo in parte servirebbero per investimenti, innovazione e giovani”.

“I democratici – ha aggiunto il segretario – non sono per l’aumento delle tasse, ma per la loro redistribuzione secondo la Costituzione”.

“Una nuova agenda da ius culturae a fisco”

Più tardi su Facebook Zingaretti ha confermato il punto. “Lavoriamo per una nuova agenda di governo che rispetti gli accordi di programma e vicino ai bisogni delle persone. Vogliamo: riaccendere l’economia per creare lavoro; rilancio degli investimenti a cominciare da quelli verdi; parità di salario tra uomo e donna; equo compenso per i giovani professionisti; nuova politica industriale; modifica dei decreti Salvini; ius culturae; equa ridistribuzione del carico fiscale”.

Nuovo statuto Pd

L’assemblea nazionale del Pd ha varato la riforma dello statuto nel testo base elaborato dalla commissione. Non sono stati presentati emendamenti e quindi non c’è stata un’ulteriore votazione dei delegati, che avevano in precedenza già votato per l’adozione del testo.

Nuova tessera Pd con la Terra vista dallo spazio

In occasione dell’assemblea Pd è stata presentata anche la nuova tessera del partito, rilanciando la campagna per le iscrizioni. Lo slogan scelto è “oggi per un domani” e compare un logo “Pd 2020” in verde, nero, rosso e giallo, la scritta Partito democratico in piccolo sottostante, e un’immagine della Terra vista dallo spazio con il sole che inizia a sorgere dietro di essa.

Scontro Pd-M5S su ius soli e ius culturae

Le posizioni sul programma di Zingaretti dal palco di Bologna e in particolare i riferimenti a ius soli e ius culturae non sono stati graditi dalle parti del Movimento 5 Stelle. Dopo l’intervento conclusivo del segretario Dem fonti M5S alle agenzie di stampa hanno dichiarato: “C’è mezzo paese sott’acqua e uno pensa allo ius soli? Siamo sconcertati. Preoccupiamoci delle famiglie in difficoltà, del lavoro, delle imprese. Pensiamo al Paese, già abbiamo avuto uno che per un anno e mezzo ha fatto solo campagna elettorale. Noi vogliamo pensare a lavorare”.

Una replica da parte degli esponenti Pd non si è fatta attendere. Il vicesegretario Andrea Orlando, commentando il giudizio delle fonti M5S ha affermato: “A molti esponenti dei 5 Stelle sembrerà impossibile. Ma noi riusciamo a pensare anche due cose nello stessa giornata”.

Di Maio: “Sono sconcertato”

Forti le parole di Luigi Di Maio. “Col maltempo che flagella l’Italia, il futuro di undicimila lavoratori a Taranto in discussione, qui si parla di ius soli: io sono sconcertato”, ha detto il ministro degli Esteri commentando a Salerno, ultima tappa del suo tour in Campania, la proposta del segretario Dem di inserire nell’agenda parlamentare lo ius soli. “Siamo al governo per governare e non per lanciare slogan o fare campagna elettorale”, ha aggiunto.

Da Italia Viva: “No alla sinistra radicale”

Disappunto per gli interventi alla convention è stato manifestato anche dal nuovo movimento politico guidato da Matteo Renzi Italia Viva. “A Bologna per ‘Tutta un’altra storia’ Pd. Mi dicono che è stata una bella e partecipata discussione fino a ora, ma ciò che esce dai media non mi convince per niente. Spero Zingaretti oggi corregga il tiro. Serve polo riformista e europeista largo, non la sinistra radicale”, ha scritto su Twitter il sindaco di Pesaro Matteo Ricci. Il confronto è aperto. E più vivo che mai.