Banner donazione
Ultimo aggiornamento ore 12:34
Immagine autore
Lucarelli
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Di Battista
Home » Opinioni

La fine del blocco dei licenziamenti produrrà solo salari da fame. E Draghi e Confindustria lo sanno

Immagine di copertina

In fondo è la sua natura. La natura di questo governo che poggia sulla formazione economica di Mario Draghi, l’appoggio entusiasta e incondizionato di tutti i liberisti (e pure degli pseudoliberisti) e su un arco parlamentare che comprende la destra oscena e sovranista, la destra che si finge moderata e perfino quei partiti di destra che insistono nel fingere di essere di centrosinistra.

Che il governo Draghi corra per eliminare il cashback, l’unica iniziativa presa negli ultimi anni per evitare i pagamenti in nero pur con tutte le sue lacune, è un messaggio politico che non può che rassicurare i furbi orfani di quel Berlusconi che senza remore si proclamo loro leader. Che Confindustria sia diventata un’irrinunciabile partner di Draghi e del suo governo è una soddisfazione perfino inaspettata: una riabilitazione così repentina senza passare dalle elezioni era qualcosa che albergava solo nei loro sogni più remoti (e quelli di Renzi).

Ma soprattutto siamo in dirittura d’arrivo di quel blocco dei licenziamenti pensato per evitare di rovesciare il costo della crisi sui lavoratori e che ora si dissolve sotto le martellate del “governo dei migliori”. Per farlo ovviamente hanno dovuto adottare una narrazione contraddittoria che sostengono senza nemmeno vergognarsi: mesi e mesi passati a dirci che la ripresa sarà fortissima e sarà bellissima, Confindustria che da settimane ci racconta che siamo alle porte di un miracoloso boom economico, eppure licenziare diventa un passaggio obbligato. Perfino il più analfabeta in economia si chiederebbe come sia possibile che in un periodo presumibilmente florido la libertà di licenziare sia un’urgenza da sostenere con foga.

La motivazione è semplice semplice: una parte del Paese vuole che la ripresa vada tutta a favore dei margini di profitto per le imprese che ora sono libere di licenziare per poi riassumere con contratti con salari da fame, più precari, senza garanzie e per riuscirci non c’è niente di meglio che mettere i lavoratori nelle condizioni di essere facilmente ricattabili.

Per aumentare il ricatto ovviamente si lavora anche all’eliminazione nel più breve tempo possibile dei sussidi e degli ammortizzatori sociali. A proposito di sussidi: quelli arriveranno direttamente nelle tasche delle aziende, solo che li chiameranno investimenti.

Così il gioco è fatto. Sullo sfondo resta la narrazione dei lavoratori che non hanno voglia di lavorare. Il che li rende ancora più fragili, per poterli pagare meno.

Ti potrebbe interessare
Opinioni / La pericolosa deriva degli ultras di Draghi: “Se cade Mario, vogliamo i militari”
Opinioni / I Giochi di Tokyo 2020 hanno segnato il trionfo definitivo del sexy sport (di C. Sabelli Fioretti)
Opinioni / Grazie Simone Biles per essere “crollata”: ci hai insegnato cos’è la vera forza
Ti potrebbe interessare
Opinioni / La pericolosa deriva degli ultras di Draghi: “Se cade Mario, vogliamo i militari”
Opinioni / I Giochi di Tokyo 2020 hanno segnato il trionfo definitivo del sexy sport (di C. Sabelli Fioretti)
Opinioni / Grazie Simone Biles per essere “crollata”: ci hai insegnato cos’è la vera forza
Opinioni / L'ultima sparata di Pillon: sopravvivere attaccati a un macchinario è "naturale" (di G. Cavalli)
Opinioni / Il piano Covid non c’è, le assunzioni neanche, rebus trasporti: il Governo dei Migliori si è dimenticato della scuola
Calcio / Lo sport più popolare al mondo è un pesce fuor d’acqua alle Olimpiadi
Cronaca / Altro che giovani sfaticati: il caso di Grafica Veneta dimostra che certi imprenditori cercano solo schiavi (di G. Cavalli)
Opinioni / Il tabù del potere e Draghi l’intoccabile: ci si indigna per chi lo critica ma si tace sui suoi errori politici (di L. Telese)
Opinioni / Morti suicidi il giorno della laurea: se l’Università insegna a competere e non ad essere felici
Opinioni / Sesso e pandemia: per scrivere un immaginario di relazioni meno divisivo ricominciamo a fare l’amore