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Se 26 miliardi vi sembrano pochi

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Il presidente dell’INPS Pasquale Tridico. Credit: Ansa

Ha suscitato grande eco, e anche grandi polemiche, questa mattina, l’intervista di TPI al presidente dell’Inps Pasquale Tridico (che leggete qui sotto). Bene, ottimo: TPI è qui apposta, per informare e per far discutere.

Ma vediamo il merito. Forse era la prima volta che Tridico spiegava così diffusamente, e così nel dettaglio tutti i provvedimenti che ora sono in campo. Lo ha fatto con dovizia di particolari, e con tante informazioni che spiegano perché sono arrivati i soldi, (quando sono arrivati), e perché sono arrivati in ritardo (quando non sono arrivati). Una operazione trasparenza per certi versi coraggiosa, che invece è diventato il cuore delle contestazioni.

Attacca per primo il direttore del Tempo Bechis, che invoca addirittura un Tso: “Una ambulanza vada a prendere Tridico”. Poi lo seguono diversi esponenti del centrodestra, infine ci si aggiunge Huffington post, che ripubblica in apertura la nostra intervista. Tutti contestano, sia il ragionamento di Tridico, sia la sintesi del nostro titolo: “Stiamo riempendo gli italiani di soldi”. Il punto tuttavia è proprio questo. Spiega il presidente dell’Inps, con un calcolo riassuntivo: “Se a gennaio qualcuno mi avesse detto che oggi avremmo gestito 26 miliardi di euro e coperto 18 milioni di persone, lo avrei preso per matto”. Tridico ricorda con orgoglio che due milioni di persone hanno già ricevuto la seconda rata dei 600 euro, e che altri due milioni di italiani riceveranno il pagamento entro domani. Spiega perché ci sono stati ritardi dovuti al complesso congegno della cassa in deroga (palleggiata fra regioni, aziende e Inps per via del percorso disegnato dal legislatore), illustra il modo in cui i bonus del reddito di ultima istanza e del reddito di emergenza si integrano con gli altri sussidi già in essere, aggiorna i numeri delle risorse erogate. Insomma, Inps è diventato così il primo (e purtroppo unico) “Elicopter Money” italiano. E i numeri aggiornati, anche sui pagamenti in essere fanno impressione: “Su 7,5 milioni di potenziali percettori, noi abbiamo già pagato, tra conguagli e pagamenti diretti, casse integrazioni a 5 milioni di cittadini. Ma le attese sono finite, copriremo in breve tutti coloro che hanno diritto”. Tutto questo ovviamente ha un prezzo, e porta il debito pubblico al 155% del Pil, che secondo Tridico: “È sostenibile, anche dal punto di vista dello spread, perché è stato concordato”.

La domanda è: sarebbe colpa dell’Inps se per motivi diversi le banche non erogano i prestiti che spetta a loro erogare? O se le mascherine non arrivano? Ovviamente no. Buttarla in caciara non è certo utile. E infine: ma da che pulpito arrivano queste prediche? Da chi per anni anni ha praticato, teorizzato o sostenuto le politiche di rigore? Se 26 miliardi vi sembrano pochi, provate voi a spiegare dove prendereste altre risorse e dove le investireste, e come riuscireste a fare tutte queste operazioni senza produrre ulteriore debito. Sarebbe utile. Fatevi avanti, fenomeni.

Leggi anche: 1. Tridico: “L’INPS? Stiamo riempiendo di soldi gli italiani, 26 miliardi di euro a 18 milioni di cittadini” (di Luca Telese)

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