Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 10:10
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Di Battista
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Opinioni

Riaprire i teatri è giusto, ma non prendetevela con Sanremo

Immagine di copertina

Sanremo 2020: appena un festival fa il Covid sembrava un problema tutto cinese. Ci preparavamo alla settimana sanremese in apparenza indifferenti, come ogni anno pronti a negare di volerlo vedere, per poi essere smentiti dai dati d’ascolto (alla fine è stato il più visto degli ultimi vent’anni).

In fondo, stavamo bene e ancora non sapevamo cosa significasse starci. Oggi siamo nel mezzo di ben tre varianti del virus e di una crisi di governo: con chi prendersela, se non con Sanremo?

È ormai trascorso un anno di pandemia, di modifiche improvvise alla nostra vita. Abbiamo imparato cosa significasse il termine lockdown, scoprendo che per un po’ ci è stato finanche utile, tanto da aver ispirato perfino un nuovo pezzo dei Rolling Stones.

Abbiamo avuto conferma che, incredibilmente, la fantascienza è talvolta un’anticipazione della realtà. Ciò che la fantasia può immaginare, credendo che si tratti d’invenzione, può davvero accadere. In fondo, il confine tra sogno e incubo sta proprio nella certezza inconscia che tutto si possa conseguire o subire.

È accaduto di non poter andare con gli amici al ristorante, al cinema, a teatro. Già, i teatri: luoghi da qualche centinaio o un migliaio di spettatori di capienza, tutti con posti a sedere numerati, percorsi interni ed esterni delimitabili, biglietti stampabili a casa e con totale possibilità di ottemperare a ognuna delle misure che abbiamo conosciuto, controllandone il rispetto con personale qualificato dall’arrivo al deflusso: distanziamento, mascherine, sanificazione e quant’altro.

La notizia che qualcuno voglia il pubblico all’Ariston ha fatto insorgere molti di coloro che vorrebbero i teatri aperti, seguiti dalla solita nenia degli pseudointellettuali che non perdono occasione per sparare su Festival e canzoni. “Se all’Ariston c’è il pubblico, deve esserci ovunque!”, gridano in tanti senza che, di fatto, vi sia alcuna connessione o, perlomeno, non si accerti che i Dpcm “chiudi teatri” li abbia scritti Amadeus in persona.

I teatri, più semplicemente, vanno aperti a prescindere da Sanremo. Piuttosto che confondere le cose all’italiana, basterebbe capire che aprire un teatro è possibile, anzi è un dovere. Lo spettacolo, la cultura, lo svago, hanno l’importanza del cibo e delle medicine, senza dilungarsi sugli aspetti occupazionali che, purtroppo, toccano molti altri comparti ormai allo sfinimento. Lo spettacolo dal vivo è possibile e può essere pure occasione di promozione di campagne di prevenzione.

Si faccia un tavolo tra le associazioni di categoria più rappresentative, con tecnici, esperti, politici e virologi. Si troveranno certamente i criteri per poter riaprire i teatri in sicurezza, senza che qualcuno debba sempre prendersela con l’unico santo che, perlomeno, ci fa cantare.

Leggi anche: Basta polemiche sterili: con o senza pubblico, abbiamo bisogno del Festival di Sanremo

Ti potrebbe interessare
Opinioni / L’industria della paura, la solitudine e la cultura delle armi dietro le stragi nelle scuole Usa (di A. Di Battista)
Opinioni / Perché la sinistra ha dimenticato la lezione di Berlinguer (di G. Cuperlo)
Opinioni / Berlinguer e il seme dell’austerità rivoluzionaria che il Pd dovrebbe coltivare
Ti potrebbe interessare
Opinioni / L’industria della paura, la solitudine e la cultura delle armi dietro le stragi nelle scuole Usa (di A. Di Battista)
Opinioni / Perché la sinistra ha dimenticato la lezione di Berlinguer (di G. Cuperlo)
Opinioni / Berlinguer e il seme dell’austerità rivoluzionaria che il Pd dovrebbe coltivare
Lavoro / Le grandi dimissioni travolgono anche il ricco Nord-Est italiano
Opinioni / Tutti muti, muti tutti (di G. Gambino)
Opinioni / Cento anni fa nasceva Enrico Berlinguer: vi racconto chi era, fra aneddoti, battaglie politiche e il revisionismo di alcuni suoi successori
Opinioni / Morire di giornalismo: la gerarchia dei carnefici impedisce la condanna di Israele per l’omicidio Abu Akleh
Opinioni / Le contraddizioni di chi vuole la pace facendo la guerra
Opinioni / Il Medio Oriente sarà la prossima arena di scontro fra Cina e Usa, ecco perché
Opinioni / È l’algoritmo, bellezza! (di G. Gambino)