Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 09:30
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Opinioni

La propaganda di Toti dietro la foto dei bambini senza banchi di Genova

Immagine di copertina
A sinistra la foto postata dal governatore della Liguria Giovanni Toti, ritratto nella foto a destra

Quindi, per semplificare bene, la foto dei bambini in ginocchio a Genova, è stata usata per fare politica. Dispiace. Ma poi ci si incazza anche, quando si scopre questo retroscena: “Tutto è partito giovedì – hanno spiegato i genitori su Twitter – quando ci hanno comunicato che l’inizio della scuola sarebbe slittato di 48 ore per permettere che arrivassero i banchi e il personale ausiliario per iniziare serenamente l’anno scolastico”.

I genitori dunque erano stati avvertiti che il servizio scolastico sarebbe partito due giorni dopo, o che sarebbe stato garantito con le forze che erano a disposizione in quel momento assicurando solo due ore per cominciare, e nell’attesa imminente dei nuovi arredi. Poi è arrivato il tweet elettorale di Toti, e anche questa piccola bega da calendario minimo di quartiere è diventata propaganda.

Mi rattrista solo l’idea di un educatore (o chi per lui) che si mette a scattare questa foto. Dispiace: mi immagino la fatica di chi poi ha dovuto far oscurare tutti i volti, la fretta di portare a casa l’operazione mediatica, prima che arrivassero (solo 48 ore dopo) i nuovi banchi.

Senza questa operazione click avremmo forse detto che quei bambini erano tra i primi a ricevere gli arredi rinnovati. Invece così, usandoli, è nata una operazione di utilità marginale. I genitori hanno raccontato a Il Fatto che in alcune sezioni i bambini sapevano che non avrebbero trovato i banchi, con attività didattica a scartamento ridotto per offrire un momento di gioco e festeggiare il ritorno in classe. Sarebbe stata cosa giusta e sacra non disturbarli.

Leggi anche: 1. Genova, scuola senza banchi: bambini seduti a terra. Il preside: “Ingenuità della maestra” /2. Le scuole riaprono, le voci di genitori e studenti tra preoccupazione e speranza | VIDEO /3. Scuole, l’appello dei presidi da Nord a Sud: “Non siamo pronti, rimandare la riapertura a dopo il voto” /4. Conte: “Porto mio figlio a scuola”, ma la preside lo gela: “Mancano banchi e docenti”

TUTTE LE ULTIME NOTIZIE SUL CORONAVIRUS IN ITALIA E NEL MONDO
CORONAVIRUS ULTIME NOTIZIE: TUTTI I NUMERI
Ti potrebbe interessare
Opinioni / Un’agricoltura che produce di più, ma con meno agricoltori: è davvero questa l’Europa che vogliamo?
Opinioni / Israele: la forza della deterrenza, la mancanza di un disegno politico (di G. Gambino)
Opinioni / Tip Toe: la serie che ti costringe a fare i conti con i tuoi pregiudizi
Ti potrebbe interessare
Opinioni / Un’agricoltura che produce di più, ma con meno agricoltori: è davvero questa l’Europa che vogliamo?
Opinioni / Israele: la forza della deterrenza, la mancanza di un disegno politico (di G. Gambino)
Opinioni / Tip Toe: la serie che ti costringe a fare i conti con i tuoi pregiudizi
Opinioni / Mentre Meloni mette il tetto agli stranieri in classe, il Cnel di Brunetta certifica il record di giovani in fuga dall’Italia
Opinioni / Quanti sono quattro anni? (di G. Gambino)
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Opinioni / Il gesto, la domanda, lo sguardo: tre passi indietro necessari sul caso della prof accoltellata a Roma
Opinioni / Il bisogno di avere un nemico (di Olivia Ninotti)
Opinioni / L’Europa non ha bisogno di una nuova narrazione. Ha bisogno di rendere credibile la propria
Opinioni / 11 settembre, 25 anni dopo: gli Stati Uniti ricordano le vittime ma devono fare i conti con un Paese e un mondo cambiati per sempre