Per Salvini i “pieni poteri” di Orban sono legittimi. Che pena la destra italiana cagnolino dei dittatori

Di Giulio Cavalli
Pubblicato il 31 Mar. 2020 alle 11:17 Aggiornato il 31 Mar. 2020 alle 12:45
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Immagine di copertina
Matteo Salvini e Viktor Orban

E alla fine Orban ce l’ha fatta. In Ungheria il Parlamento è diventato un luogo vuoto e senza nessun potere, la legge da oggi si esercita con metodi sommari e i pieni poteri sono un dato di fatto. In sostanza si tratta della prima dittatura certificata in Europa, in questa Europa sempre attenta ai bilanci e colpevolmente distratta quando si tratta di diritti e di democrazie. Eppure la condizione dello stato di diritto in Ungheria (e anche in Polonia) avrebbe dovuto essere messa sotto la lente di ingrandimento fin da quando Buxelles ha attivato l’articolo 7 del Trattato sul’Unione Europea, che dovrebbe determinare la perdita di fondi europei proprio di fronte alla caduta dello Stato di diritto.

Una regola chiara, precisa, netta, che non si presta a troppe interpretazioni e che era già passata dall’aula di Strasburgo lo scorso gennaio con ben 446 voti favorevoli, 178 contrari e 41 astenuti. Ma è stato un nulla di fatto, come spesso accade da quelle parti. In compenso Orban si è arrampicato sull’emergenza Coronavirus per stringere ancora di più le maglie del suo strapotere sullo Stato. Curiose e assolutamente prevedibili le reazioni qui in Italia: ci sono i soliti professoroni che giustamente temono che l’indebolimento del diritto sia un problema europeo e da affrontare con risolutezza e cura e ci sono quegli altri due, anche loro sempre i soliti, che esultano come due bambini felici.

Matteo Salvini soprattutto dimentica qualche decennio di storia e ci tiene a farci sapere che se un libero parlamento vota per l’attribuzione di pieni poteri a un governante allora è tutto normale, non c’è niente di cui preoccuparsi. Del resto si sa da sempre che la dittatura è il più veloce snellimento della burocrazia a cui affidarsi quando un popolo è debole. E esulta fingendo di dare un senso politico alla sua esultanza sull’onda dell’ubriacatura dei pieni potere ai tempi degli aperitivi in spiaggia.

Eppure è un giochetto frivolo, un trucco che viene facilissimo da smontare: se davvero Salvini è d’accordo sull’attribuzione dei pieni poteri in nome dell’emergenza perché ogni giorno, petulante e spesso anche ignorante, fa le pulci al presidente del Consiglio italiano che ha legittimamente una maggioranza parlamentare in un parlamento eletto? La risposta è semplice semplice: il mondo è pieno di loschi figuri che amano la dittatura solo immaginandosi dittatori. Vorrebbero essere dei politici invece sono solo dei bulletti noiosi e annoiati.

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