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Matteo Selfini: così il leader leghista dà una lezione di politica a tutti (di G. Gambino)

Ammettetelo, Salvini è l’unico leader nazionale che impiega 3 ore del suo tempo fra la gente, a fare foto e firmare autografi

Di Giulio Gambino
Pubblicato il 8 Ago. 2019 alle 21:15 Aggiornato il 27 Set. 2019 alle 15:48
Immagine di copertina
Credit: Afp

Se lo conoscete, ditemi il nome di un leader nazionale che impiega tre ore del suo tempo quotidiano a fare foto e firmare autografi con la folla che è venuta ad ascoltarlo. Io non lo conosco. Intendiamoci sin dal principio: non è un articolo pro-Salvini o contro qualcun altro, ma un riconoscimento, politico, per una persona a cui tutti noi paghiamo lo stipendio. Non Berlusconi, non Renzi, nemmeno Di Maio o Grillo: nessuno, alla fine del proprio comizio politico, si ferma così tanto come lui. E invece lui sa che il vero comizio inizia proprio lì, alla fine, quando le luci delle camere e i riflettori si spengono, quando i giornalisti hanno preso la loro dichiarazione, la campagna elettorale comincia in quel momento, i voti li raccogli lì.

Ritmo estenuante, tre ore a settimana così ti sfiniscono, figuriamoci ogni giorno o due giorni, come il ministro dell’Interno si appresta a fare con il suo tour nel Sud Italia alla ricerca di voti, ora che il M5S vacilla. Ma Salvini sa che la comunicazione politica, quella vera, ha inizio con uno dei 3mila selfie che lui, il Capitano, telefono in mano, si scatta insieme ai fan che hanno fatto una-due ore di fila per posare con lui, farsi fare un autografo e conoscerlo di persona. Un atteggiamento pro-attivo, non passivo, come fosse un esercizio quotidiano, che dico: un mantra, fondamentale e necessario, a cui non siamo più abituati e che invece rende molto onore a chi svolge una funzione pubblica.

La vicinanza con la gente, il popolo, passare tempo con le persone, stare fra loro. E poi tornare a parlare con il proprio mondo. Il tutto tra l’altro completamente gratis (per Salvini), tenuto conto che ciascuno di quei fan posterà poi la foto sui social, taggando amici e parenti, condividendola così con 500 amici. Fate voi le moltiplicazioni. Ma non basta: la vicenda è anche e soprattutto simbolicamente importantissima. Io, oggi l’uomo più potente d’Italia, impiego 180 minuti per te, te e te. Ogni giorno. E non te lo faccio pesare. Lui se li fa tutti. Uno a uno. È come se li conoscesse tutti, in fondo. Perché non sa solo quanto costa un litro di late o un chilo di pane, al contrario dei tromboni della politica, ma perché conosce esattamente il loro sentimento e lo interpreta cercando di fare il meglio per tutti (“non possono accontentare tutti, ma farò di tutto per accontentare molti”, ha detto ieri durante il suo comizio in piazza del Comune a Sabaudia).

E proprio ieri, alla fine di una giornata politica pesante e intensa (qui link della cronaca e del comizio a Sabaudia), con il voto in Senato sul Tav e il suo discorso di oltre un’ora in piazza, Salvini è rimasto sul palco per circa due ore ricevendo uno a uno tutti i suoi fan che volevano fotografarsi insieme a lui. Alla fine del comizio, a cui ho assistito, pensavo facesse qualche foto e poi via a Roma. Un’ora dopo era ancora lì e i suoi fan, tantissimi, ai piedi del palco. Lui in piedi fermo al centro del palco li riceveva in stile Santo Padre, un bacio, un selfie e una pacca sulla spalla. La musica: “Un mondo migliore” di Vasco Rossi. Tutto sempre molto studiato. Ma naturale agli occhi della gente. Assolutamente legittimo. Anzi, chapeau. E tutti, Zingaretti, Renzi, Di Maio, tutti dovrebbero imparare in questo, almeno in questo: senza la gente non siete nulla, state fra loro, ascoltateli e passate tempo con loro. Tutto il resto conta zero.

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