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“Matrimonio a prima vista”: l’edizione più velenosa di sempre ha un finale distopico

Di Selvaggia Lucarelli
Pubblicato il 20 Nov. 2020 alle 15:46
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Immagine di copertina

“Matrimonio a prima vista”: l’edizione più velenosa di sempre ha un finale distopico

Avvertimento: sebbene la puntata finale di “Matrimonio a prima vista sei mesi dopo” sia già disponibile su DPlay Plus, qualcuno potrebbe non averla ancora vista e dunque continuate a leggere questo articolo solo se non siete allergici allo spoiler. E ora veniamo a noi. Anzi. a loro. Questa edizione di “Matrimonio a prima vista” è forse la più riuscita di tutte le edizioni del programma per ragioni che hanno a che fare, anche, con il caso.

La coppia Sitara/Gianluca per esempio è esistita solo in virtù del fatto che ne è “saltata” un’altra all’ultimo momento per via del lockdown e dunque si potrebbe parlare di successo da serendipity. “Serendipity” che è la cifra di questa edizione, in cui succedono delle cose che poi producono effetti diversi dal previsto e ne fanno succedere delle altre, inattese.

Il finale, per esempio, è quasi distopico. Sembra una puntata di Black Mirror, in cui tu pensi di aver visto una cosa e invece quella cosa diventa altro e vorresti entrare in quella dimensione con una katana e fare giustizia. Ma analizziamo le coppie e quello che è accaduto.

Giorgia e Luca 
Diamoci la verità. Tutti ci eravamo un po’ innamorati di questi due ragazzi bonaccioni e ruspanti, con quell’accento un po’ burino e il sorriso sincero che parevano progettati per stare insieme. Ho visto gente con un lavoro rispettabile e una posizione in società guardarli rapiti in tv con l’occhio languido e dire “Come sono carucciiiiiii” perdendo autorevolezza e dignità.

Sembrava esserci tutto: affinità, gusto per la battuta in entrambi, attrazione, feeling, un approccio “semplice” alla quotidianità. Lui non la manda a quel paese neppure quando lei gli fa montare un mobile e mentre usa il cacciavite gli parla del nome da dare ai figli. Non ce la manda, soprattutto, nonostante lo smalto verde e azzurro che neppure nelle foto appese al muro nei negozi di manicure cinese.

Lei non ce lo manda nonostante il verde acido delle pareti della casa in cui la porta, roba che ci puoi vivere solo se fai colazione con la metanfetamina blu. Non ce lo manda neppure se lui le spiega che la sua migliore amica è la sua ex con cui ha passato 10 anni e ne parla come se lei fosse un incrocio tra Wonder Woman, Kamala Harris e il cuore della Beata Vergine Maria.

Con Giorgia e Luca, il mito dell’unica coppia che aveva funzionato – Francesca e Stefano nel 2018 – sembrava essere destinato a tramontare. I due adorabili coatti del centro Italia stavano scalzando nei nostri cuori i due coatti del Nord. I tre esperti li guardavano come le loro creature riuscite meglio, come quelle mamme che guardano le figlie ai saggi di danza, col sorriso ottimista e compiaciuto che ovviamente nasconde l’inevitabile pensiero “questi funzionano, ci ha detto culo”.

E invece no. Come in tutti i grandi plot arriva il capovolgimento. Un mese dopo, i nostri due beniamini non solo non tornano a raccontarci la loro vita mano nella mano, ma neppure vogliono incontrarsi. Nello specifico, chi non vuole più saperne è Luca. Che torna con uno strano sguardo, le occhiaie di quello che ha guardato tutto il “Trono di spade” fino a notte fonda, i jeans strappati come dopo un incontro con un pitbull, la cupezza dell’attore shakespeariano.

“Giorgia era troppo gelosa della mia ex, non capiva che volevo stare con i miei amici”, dice. E giusto per smentire il fatto che la sua ex eserciti un eccessivo controllo su di lui, parte il video della ex che dice la sua su Giorgia come una vecchia suocera. Ex che, tra parentesi, è simpatica come il lockdown sotto Natale e io non vorrei manco in fila con me al ritiro di un referto medico, figuriamoci come ex e migliore amica del mio fidanzato.

Luca però sceglie gli amici e la ex, registra sul telefono le discussioni con Giorgia e le invia alla ex per fargliele ascoltare e, insomma, a giudicare dalle occhiaie con cui si presenta in studio, non sceglie esattamente quello che lo fa dormire meglio la notte.

Giorgia, simpatica e bella come il sole, ammette di esserci cascata e ammetto di esserci cascata anche io. Ci siamo cascati tutti. E ci ha fregati uno che parla come Martufello, non ce lo perdoneremo mai.

Andrea e Nicole
La coppia peggio assortita della storia di “Matrimonio a prima vista” dopo la tizia e il tizio di “Lavati i capelli”. Nicole è colta, elegante, gentile e con un aspetto da diva del burlesque: ciglia finta, capelli rossi, pelle bianca, corpo burroso. Lui ha un vocabolario di due parole di cui una è “tette” e l’altra è “grandi”, si veste come un lavavetri al semaforo e ha una capacità di analisi della realtà che forse ha solo Zangrillo sul Covid: inesistente.

Naturalmente, in un mondo di donne che ancora aspirano al matrimonio come fosse un traguardo, succede il peggio: Nicole lo idealizza. Non vede il pirla scialbo e arrogante che vediamo noi, ma vede “mio marito”. Lo chiama “mio marito” pure se lui, fin dal primo sguardo, la schifa che nemmeno una cimice nel brodetto pesce. Lo trova bello, perfino. E gli permette di dirle “non mi piaci fisicamente” alludendo più volte al fatto che lei mangi troppo, passando sopra al piccolo particolare che la prima notte di nozze non sembra averla schifata poi così tanto.

Insomma, Nicole è perdente dal primo fotogramma della loro storia e noi lo sappiamo, lo immaginiamo, lo detestiamo. Come detestiamo la sua leziosità, le sue vocine, quel suo reclamare baci da uno che piuttosto bacerebbe un corrimano in un ospedale Covid, quel suo ostinato sentirsi “moglie di”, pure se il marito è un fake e le dice “non ti amo”, “non mi piaci”, “mangia meno”. Pure se lui dice che alla fine l’ha toccata perché dopo il lockdown l’ormone era incontrollabile.

Però, alla fine, le perdoniamo anche tutto. Perché Nicole ci fa tenerezza, perché dimostra – a tratti- personalità quando dice che resterà a Milano per il suo lavoro, quando non le importa di non piacere a lui perché piace a se stessa, quando parla della sua famiglia.

Nicole è una di noi. Fragile e forte, scema e intelligente, invaghita dell’idea dell’amore e incapace di accorgersi che Andrea, l’oggetto del suo amore, pensa che i congiuntivi siano guarnizioni per la pizza e ha i classici hobby da suprematista bianco americano: la pesca, il tiro al piattello, la motocicletta, forse ha anche un’armeria in garage. Insomma, non poteva funzionare.

Certo è che, però, nessuno si sarebbe aspettato quel finale che non si può spiegare se non si passa a descrivere l’ultima coppia.

Gianluca e Sitara
Dunque. La premessa è che la cosa più normale di Sitara è il nome, immaginate il resto. Io non so cosa abbia fatto di male il povero Gianluca ai tre esperti perché abbiano deciso di infliggergli ‘sta croce, ma di sicuro Gianluca qualcosa ha sbagliato. Forse ha detto al sessuologo che con quella barba sembra una capra boera o a Nada che pare vestita da Nara camicie, non lo so, fatto sta che ha sicuramente espiato qualche colpa.

Forse anche karmica. Sitara è infatti l’anello di congiunzione tra il pitone reale e la tartaruga azzannatrice. Una che qualsiasi cosa abbia detto Gianluca, da “ho ricevuto un messaggio dalla mia ex” a “oggi fa un po’ freschino”, ha tentato di coinvolgerlo in una rissa da bar nel giorno dello scudetto alla Roma.

Incazzosa, sboccata, incapace anche solo vagamente di ipotizzare che sia lei il problema e non l’altro, è riuscita nel raro intento di farsi detestare più di Al-Baghdadi da chiunque, anche da chi ritiene che Gianluca sia un pesce lesso. Cosa che non è, perché diciamolo, Gianluca di fronte ad una così, aveva due possibilità: o buttarla già dalla barca in viaggio di nozze e farla recuperare (forse) dalla capitaneria di porto di Orbetello, o fingersi morto. Si è finto saggiamente morto.

A nulla sono valsi i tentativi diplomatici di Nada, che ha fornito una specie di servizio di telemedicina alla coppia. I due hanno restituito le fedi, il tutto mentre Sitara riusciva a litigare pure con Nada, che in quel momento ha valutato di lasciare la psicologia per darsi agli esercizi di spada giapponese. Insomma, la faccenda sarebbe finita qui (ed era già abbastanza) se non ci fosse stato il colpo di scena finale. Il “momento serendipity”, quello in cui lo scienziato studia la muffa e per caso scopre la penicillina (qui il percorso è inverso, dalla penicillina si passa alla muffa, ma vabbè).

Il finale
Sitara, il pitone reale, dopo la fine del programma si è fidanzata con Andrea, il marito di Nicole, quello che per sua ammissione dopo il lockdown si sarebbe trombato anche un comodino. In pratica, l’unica coppia che ha funzionato è quella che non hanno scelto gli esperti. E la scena è surreale perché la nuova coppietta viene a raccontare la sua felicità davanti alla povera Nicole, che era la moglie di Andrea e pure l’amica di Sitara, con cui dopo la trasmissione si sentiva spesso al telefono.

E dunque, se già Sitara e Andrea erano i due personaggi più detestati del programma, insieme hanno raggiunto un livello di antipatia che si può misurare, forse, col contatore Geiger per la radioattività. Andrea ha la faccetta soddisfatta del figo che si sente conteso tra due donne, Sitara guarda Nicole con aria compiaciuta e la rimprovera pure di aver sopravvalutato la loro amicizia, Nicole ascolta i due rinfacciarle la loro felicità a testa bassa e uno da casa avrebbe solo voglia di consolarla, di dirle “Nicole, andiamoci a mangiare un tiramisù, che tanto questi due si faranno fuori a vicenda tipo Alien vs Predator”.

Infine, quando tutto sembra concluso, entra Gianluca (l’ex marito di Sitara), quello che si fingeva morto. Interrogato sulla nuova coppia Sitara e Andrea sorride serafico, con la barba lunga nuova di zecca: “Io sono contento per loro”, dice. Che tradotto, vuol dire: basta che me la sia tolta dai coglioni.

Leggi anche: Scusaci tutti, Carlos (di Selvaggia Lucarelli)

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