Vi scandalizzate tanto, ma il governo M5S-Pd è identico alla strana alleanza Lega-M5S

La verità è che un esecutivo giallorosso sarebbe perfettamente legittimo, tanto quanto quello gialloverde. E la colpa della caduta di quest'ultimo non è ascrivibile a nessuno che non sia Matteo Salvini

Di Charlotte Matteini
Pubblicato il 21 Ago. 2019 alle 14:18 Aggiornato il 10 Gen. 2020 alle 20:28
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Immagine di copertina
Dopo il Governo M5S-Lega, potrebbe nascerne uno M5S-Pd

M5S-Pd: il governo è pienamente legittimo

Sono passati quattordici mesi da quando Lega e Movimento 5 Stelle hanno di fatto formalizzato la loro alleanza post-elettorale siglando l’ormai famigerato contratto di governo. Solo pochi mesi prima, le urne avevano sancito un risultato ben preciso: il Movimento 5 Stelle aveva incassato il 32 per cento dei consensi diventando di fatto la prima forza politica, il Partito democratico aveva subito una clamorosa debacle raccattando il 18 per cento, la Lega aveva surclassato Forza Italia attestandosi al terzo posto con il 17 per cento dei voti.

Seguirono convulsi mesi di trattative e litigi e di infinite consultazioni al Quirinale, che culminarono con la nascita della stramba alleanza Lega-M5S. Durante i mesi di campagna elettorale, né il leader leghista né quello pentastellato avevano mai manifestato l’intenzione o quanto meno la possibilità di un accordo post-elettorale e, anzi, le cronache ci ricordano che non furono proprio poche le bordate che M5S e Lega si lanciarono.

“Salvini fa più schifo di Renzi e Berlusconi messi insieme”, si leggeva nel 2017 sul Blog di Beppe Grillo. “Ma le pare possibile che un meridionale come me possa fare un’alleanza con uno che canta ‘Vesuvio lavali col fuoco?'”, dichiarava Di Maio nel luglio 2017. “La stampa ogni tanto si lancia in certe cose, ma vi garantisco che mai noi saremo alleati con la Lega anche dopo il voto: siamo geneticamente diversi”, fu la posizione espressa da Roberto Fico nel gennaio 2018.

Dello stesso avviso i leghisti, che per anni, insieme agli alleati di centrodestra, hanno deriso il Movimento 5 Stelle nonché le proposte di legge avanzate dai parlamentari grillini. Dopo mesi di trattative, frecciate, litigi e il rischio di elezioni anticipate in piena estate, il sodalizio prese forma e con un colpo di spugna Salvini e Di Maio sembravano aver cancellato le schermaglie degli anni passati. Il nuovo governo gialloverde fu salutato con giubilo sia dall’elettorato leghista che da quello pentastellato e contro chi cercava di far notare quanto questa posizione fosse ipocrita e incoerente vennero per mesi riversate tonnellate di insulti. Dopo una breve luna di miele, il sodalizio iniziò a scricchiolare. I due alleati si mal sopportavano, come prevedibile.

Nonostante ciò, Lega e Movimento 5 Stelle sono rimasti uniti nel segno della poltrona fino allo scorso luglio. Per quattordici lunghi mesi, il Movimento 5 Stelle ha avallato ogni proposta di Matteo Salvini, ha approvato decreti sicurezza sul filo dell’incostituzionalità, ha salvato l’alleato dal processo Diciotti, ha espulso e zittito i pochi senatori che cercavano di contrastare la deriva leghista.

A distanza di quattordici mesi, forte dei mirabolanti sondaggi che lo davano ormai al 40 per cento dei consensi, Salvini ha improvvisamente deciso di far saltare il banco per prendersi i tanto agognati pieni poteri. Il piano, come sappiamo tutti, è fallito: Matteo Renzi ha offerto al Movimento 5 Stelle un appoggio per evitare le elezioni anticipate a ottobre e da settimane si vocifera di una presunta futura alleanza di governo tra dem e pentastellati per un governo di responsabilità che eviti catastrofiche conseguenze economiche all’Italia.

Apriti cielo. Salvini, messo all’angolo, insieme ai suoi accoliti ha improvvisamente iniziato a gridare all’inciucio. I fan del Capitano del Carroccio si sono riversati sui social per dare manforte al leader spodestato, ciarlando di imminente colpo di stato. Ma quale sarebbe la differenza tra l’alleanza post-elettorale siglata dai geneticamente diversi Lega e Movimento 5 Stelle e l’ipotetica alleanza parlamentare Pd-M5S per un governo di responsabilità? “Nessuna”, risponderebbe chi conosce il funzionamento della democrazia parlamentare. “Colpo di Stato! Al voto subito”, rispondo invece in coro i leghisti senza argomentare alcunché, ripetendo a pappagallo le parole del leader del Carroccio.

La verità è che un’alleanza Pd-M5S sarebbe perfettamente legittima, tanto quanto quella realizzata per quattordici mesi tra il primo e il terzo partito per consensi alle politiche del 2018, e la colpa della caduta del governo gialloverde non è ascrivibile a nessuno che non sia proprio quel Matteo Salvini che ha tentato un colpo di mano per smania di potere incurante dei devastanti effetti che la sua mossa avrebbe potuto provocare al sistema Italia.

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