Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 08:20
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Di Battista
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Opinioni

L’indiscrezione: gli Usa avevano preparato l’esercito ucraino, Putin è in crisi e ora punta a una tregua

Immagine di copertina

Altro che guerra da vincere in tre giorni, ormai anche al Cremlino sono sempre più preoccupati: temono che adesso che l’esercito russo si è impantanato in Ucraina, gli Stati Uniti d’America del grande nemico Biden non abbiano alcun interesse nel far firmare al più presto a Zelensky la tregua con la Russia ma preferiscano tenere a “bagno” Putin ben sapendo a quali rischi va incontro: default del paese con rischi di colpo di stato per rimuovere il dittatore.

Secondo indiscrezioni dell’ intelligence, lo scenario si sarebbe completamente ribaltato: se fino a pochi giorni fa era Zelensky a spingere per una tregua ad ogni costo ora è Putin quello che rischia di più se non ottiene al più presto una tregua. Ecco perché il ministro degli esteri russo Lavrov proprio stamattina ha ricordato che gli Stati uniti hanno “un’influenza decisiva sulla definizione delle posizioni delle autorità ucraine” e che non vede alcun interesse “da parte americana nel trovare una soluzione al conflitto”.

Il timore, dalle parti di Putin è che gli Stati Uniti preferiscano “congelare” la situazione in attesa che maturino i tempi per il default economico-finanziario della Russia e per l’eventuale destituzione di Putin. D’altra parte già da tempo il leader del Cremlino avverte la minaccia di essere rovesciato dai suoi stessi ufficiali e generali e in caso di default del paese anche la cerchia ristrettissima che lo sostiene potrebbe abbandonarlo.

I segnali di crepe nella leadership di Putin non mancano: nei giorni scorsi sono stati arrestati il generale Beseda e il suo vice, a causa del malcontento del Cremlino per l’operato della quinta divisione della Fsb. In pratica Putin teme di essere stato fuorviato dalla sua stessa intelligence, che per assecondarlo avrebbero sottostimato l’impatto di un’invasione in Ucraina, che probabilmente a Mosca speravano di conquistare facilmente e senza grossi spargimenti di sangue. È evidente che non si aspettavano una resistenza così fiera e organizzata.

Secondo indiscrezioni dietro c’è la mano degli Stati Uniti (erano stati gli unici a prevedere l’invasione russa) che avevano preparato per tempo l’esercito ucraino all’invasione russa, rifornendolo di armi, mezzi ed addestrandone a dovere gli uomini. Tutte cose che Putin ha scoperto solamente sul campo di battaglia. Quando ormai era troppo tardi.

Ti potrebbe interessare
Lavoro / Le grandi dimissioni travolgono anche il ricco Nord-Est italiano
Opinioni / Tutti muti, muti tutti (di G. Gambino)
Opinioni / Cento anni fa nasceva Enrico Berlinguer: vi racconto chi era, fra aneddoti, battaglie politiche e il revisionismo di alcuni suoi successori
Ti potrebbe interessare
Lavoro / Le grandi dimissioni travolgono anche il ricco Nord-Est italiano
Opinioni / Tutti muti, muti tutti (di G. Gambino)
Opinioni / Cento anni fa nasceva Enrico Berlinguer: vi racconto chi era, fra aneddoti, battaglie politiche e il revisionismo di alcuni suoi successori
Opinioni / Morire di giornalismo: la gerarchia dei carnefici impedisce la condanna di Israele per l’omicidio Abu Akleh
Opinioni / Le contraddizioni di chi vuole la pace facendo la guerra
Opinioni / Il Medio Oriente sarà la prossima arena di scontro fra Cina e Usa, ecco perché
Opinioni / È l’algoritmo, bellezza! (di G. Gambino)
Opinioni / Altro che rieducare: il carcere porta i condannati a tornare a delinquere. Ecco perché questo modello ha fallito (di L.Manconi)
Opinioni / Salvate il soldato Berlinguer. Cari Kompagni giù le mani da CartaBianca (di G. Cuperlo)
Opinioni / Il Papa nomina la Nato? “Ma è perché non parla bene italiano”. La censura non basta più, va delegittimato (di A. Di Battista)