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Elettra Lamborghini è una di noi

Di Matteo Giorgi
Pubblicato il 20 Feb. 2020 alle 12:57 Aggiornato il 20 Feb. 2020 alle 16:35
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Immagine di copertina
Elettra Lamborghini

Ammettelo: appena avete letto della presenza dell’erede Lamborghini a Sanremo avete subito alzato la vostra puzzetta sotto il naso. “In un palco prestigioso come quello, dove hanno cantato tutti i più grandi come può finirci una che al massimo della sua arte muove le chiappe”, è il commento tipicamente sdegnato letto in quei giorni. Che poi non vi fa un po’ ridere che quel “magnifico” palco di cui si favoleggia abbia visto sul suo podio, in tempi nemmeno troppo lontani, Povia ed Emanuele Filiberto? O che lì sopra Marisa Laurito abbia gigioneggiato raccontandoci quanto “il babà sia una cosa seria”?

Io, invece, l’ho subito amata: perché Elettra Lamborghini potrebbe comprarsi Amadeus, Achille Lauro, la famiglia di Fiorello, Beppe Vessicchio e tutto l’Ariston ma invece preferisce fare figure di merda come una di noi. Non solo è una di noi, ma è una paladina adatta a tutti i gusti. Soprattutto delle orde di mamme che mandano le loro bambine di 6 anni ai firma copie e vestono, per carnevale, le loro pargole da Elettra. Ma lo sapete, che è una accanita sostenitrice dello “straight edge”? Praticamente il suo stile di vita professa L’astinenza. Da tutti i piaceri della vita: tabacco, alcool, droghe e, come se non bastasse, dal sesso occasionale. (Almeno il veganesimo però ce l’ha risparmiato) “L’alcool per me ha il sapore del profumo e io il profumo non lo bevo” sentenzia Elettra. Ma non solo: “Chiedo e do fedeltà, vado in Chiesa e parlo con Dio. Il primo incontro con lui (Dio) l’ho avuto in aereo.” Capite? A noi se ci va di culo, capita di incontrare l’unica hostess Alitalia carina e gentile che ci dà la doppia porzione di vino bianco, lei invece incontra Dio.

Ma arriviamo all’esibizione che ha segnato la storia al festival (E no, non parlo di quando il suo direttore di orchestra sembrava uno di quegli esaltati che saltano sul palco degli strip club). Mi riferisco a quel duetto con Myss Keta sulle note di “Non succederà più”: più che una performance un augurio. Il mio amico Davide, mentre loro amoreggiavano in un eterno omaggio al limone tra Madonna e Britney del 2003, ha subito sentenziato: “Stonatissime e dilettantesche, ma con un senso della scena e della performance che si mangia la maggior parte dei parrucconi che vanno al Festival con canzoni ruffiane, finte intellettualoidi e falsamente impegnate solo per conquistare un pubblico dalla lacrima facile che vuole essere rassicurato. L’arte rassicurante non è tale, è arredamento.”

Su una cosa concordiamo tutti: Elettra non è capace di essere arredamento. Non lo è mai stata quando faceva a pugni a “super shore”, quando si è fidanzata con Afrojack, uno dei dj top al mondo e alto tipo 4 metri e mezzo più di lei, né ora che “musica (e il resto scompare)” è una hit incredibile e ti rimane in testa che ci vuole una lobotomia per smettere di gridare a ogni passante “innamorata de un altro cavronnnn”. Eppure quale sia il segreto del suo successo nessuno lo sa realmente spiegare. Perché chi ha prodotto Drake e Nicki Minaj ha deciso di investire su di lei? Torniamo sempre lì: all’uscita dai canoni. Al fatto di come lei non sia di una bellezza canonica ma particolare, non comune ma multimiliardaria. Di come stia conquistando il mondo insegnando a zia Mara come si twerka. Mentre legioni di ragazzine si rovinano per essere sufficientemente appariscenti e i “rich kids” su internet bruciano banconote da 500 euro per accendersi la sigaretta. Senza dimenticare che Elettra è stata la prima a confessare in tv la sua bisessualità. Ben prima di Elly Schlein. E allora sapete che vi dico? Che la sinistra riparta da lei: da Elettra Lamborghini!

Elettra Lamborghini ospite di Daria Bignardi a L’Assedio |VIDEO

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