Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 14:29
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Di Battista
Home » Opinioni

Come difendere dai talebani le donne vittime di abusi (di W. Samadi)

Immagine di copertina

Mahbouba Seraj è un’attivista afghana per i diritti delle donne che ha deciso di abbandonare le comodità della propria vita negli Stati Uniti e di restare in Afghanistan dopo che i talebani hanno conquistato il Paese nell’agosto scorso. Da anni gestisce una casa rifugio per donne vittime di violenza. Poco dopo la vittoria dei miliziani, la maggior parte di queste strutture è stata costretta a chiudere e le ospiti sono state mandate via. Alcune non avevano un posto dove tornare e altre sono state messe direttamente in prigione dai talebani.

Così Seraj ha deciso di restare per combatterli e di tenere aperta la sua casa rifugio. «I talebani sono venuti di notte diverse volte, convinti che le ospiti fossero coinvolte in un giro di prostituzione. Ho spiegato loro che la mia casa non è un luogo di malaffare. È un rifugio per le vittime di violenza. Alla fine lo hanno accettato», sostiene Seraj.

Le case rifugio sono istituzioni di cui si ha un estremo bisogno, come gli ospedali e le scuole. La mia è riuscita a restare aperta e in attività perché ho parlato con i talebani: dobbiamo avere il coraggio di opporci e di insegnar loro a ragionare». La sua casa è arrivata a ospitare decine di donne vittime di abusi. Ma oggi ne conta venticinque. «Negli ultimi mesi non sono arrivate altre ospiti. Quelle poche che hanno chiesto di unirsi a noi erano state cacciate dalle proprie case nelle province più remote e non sapevano dove andare», ricorda Seraj. «Attualmente esistono diciassette case rifugio in tutto l’Afghanistan e la maggior parte di esse si trova nel centro e nel nord del Paese.

Non ce ne sono molte, invece, nel sud e nelle zone orientali, a causa dell’arretratezza culturale di queste regioni. Le Nazioni Unite stanno tuttora progettando di aprirne una a Kandahar e un’altra a Jalalabad». La casa rifugio mette a disposizione un’infermiera, una psicologa, un’autista e una responsabile delle diverse attività. «Siamo in contatto con vari ospedali e farmacie dove portiamo le donne a curarsi», spiega l’attivista. «Finora non abbiamo avuto alcun problema con i talebani».

Seraj è determinata a restare a Kabul: «Difenderò sempre le donne. Non tutte sono in grado di andarsene, non possono partire diciotto milioni di afghane». Alla domanda se abbia paura o meno delle minacce dei miliziani, risponde: «Le temo. Ma i talebani che sono venuti a controllare il rifugio mi hanno detto di non aprire a nessuno e mi hanno dato un numero per chiamarli in caso qualcuno venisse a bussare alla mia porta. Ora i talebani devono rendere ufficiale il sostegno alle case rifugio».
Continua a leggere sul settimanale The Post Internazionale-TPI: clicca qui.

Ti potrebbe interessare
Opinioni / Dopo Draghi, il dibattito e il conflitto politico riprendano a innervare l’Italia
Opinioni / Il fatto di avere una figlia non è un’attenuante bensì un’aggravante: qualcuno lo spieghi al tifoso molestatore
Opinioni / Draghi pronto a dimettersi dopo la legge di Bilancio pur di ottenere il Colle: il retroscena da Palazzo Chigi
Ti potrebbe interessare
Opinioni / Dopo Draghi, il dibattito e il conflitto politico riprendano a innervare l’Italia
Opinioni / Il fatto di avere una figlia non è un’attenuante bensì un’aggravante: qualcuno lo spieghi al tifoso molestatore
Opinioni / Draghi pronto a dimettersi dopo la legge di Bilancio pur di ottenere il Colle: il retroscena da Palazzo Chigi
Opinioni / Le grandi dimissioni, specchio dei problemi del mondo del lavoro (di S. Mentana)
Opinioni / Quirinale: Draghi vuole il Colle, ma la variante Omicron potrebbe cambiare le carte in tavola
Opinioni / La legalizzazione della Cannabis riscuote consenso, ma il Parlamento è troppo conservatore per accorgersene
Opinioni / La Turchia batte l’Italia nella corsa alla ricostruzione in Libia
Opinioni / Armi, odio e fake news: negli Usa la politica si fa violenta (di A. Stille)
Opinioni / Non tagliamo le ali della Repubblica (di G. Bettini)
Opinioni / Ranucci parla di politica e a certi politici non piace: ecco perché lo ricoprono di fango