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Movimento 5 stelle, trovato il vademecum di Casalino: ecco il kit su “cosa dire alla stampa”

Di TPI
Pubblicato il 18 Gen. 2019 alle 07:40 Aggiornato il 18 Gen. 2019 alle 07:48

Cosa dire alla stampa. Come dirlo. Quali parole usare e quali spunti comunicativi per difendersi o attaccare. Il “vademecum” di Rocco Casalino ai parlamentari del Movimento 5 stelle doveva restare segreto. Ma un deputato distratto ha lasciato su uno dei divani di Montecitorio il “kit”. E Repubblica ne è entrata in possesso. [Scarica qui il documento completo]

Il titolo recita: “Spunti comunicativi per la settimana 12-18 gennaio”. Sei pagine con un vero e proprio manuale in cui viene dettata la linea sui temi caldi del momento, con tanto di come e quando lanciare frecciate agli alleati leghisti.

I temi sono divisi per paragrafi: Carige; tasse; Enti locali; referendum propositivo; trivelle; Tav; Ires terzo settore; reddito di cittadinanza; pensione di cittadinanza; elezioni europee. E, ciliegina sulla torta, addirittura “Buche-Roma-Esercito”.

In molti dei paragrafi, in grassetto, è evidenziata la frase “Cosa hanno fatto i governi Pd”, con i contenuti da usare in caso di critiche, con l’obiettivo di spostare l’attenzione sulle responsabilità di chi ha preceduto il governo Lega-Movimento 5 stelle.

Ma, come detto, nel vademecum di Rocco Casalino c’è anche quando e come lanciare attacchi alla Lega e a Matteo Salvini. Ad esempio, alla voce “trivelle”, il consiglio è di ricordare al Carroccio “del fatto che fino all’altro ieri Salvini indossava le magliette ‘no trivellazioni’ e faceva campagna per il No al referendum”. 

(Continua sotto la foto)

Come attaccare? Domandando: “Ora cosa è successo, la Lega è diventata a favorevole all’inquinamento e contraria alla creazione di più posti di lavoro attraverso le fonti rinnovabili?”.

Molti i riferimenti – ovviamente quando utile alla causa del Movimento – al contratto di governo. È il caso della Tav: “Come scritto nel contrato di governo siamo impegnati a ridiscutere il progetto con la Francia”. Perché “parliamo di un’opera progettata 30 anni fa e che vedrebbe la luce tra più di 20 anni, per un costo che supera i 20 miliardi”. La linea: attendere la fine dell’analisi costi-benefici.

E anche qui sono spiegate le risposte da dare a Matteo Salvini quando dice che “l’opera è a metà”, quindi “meglio non fermarsi”. “Non è stato scavato nemmeno un centimetro del tunnel di base e chi dice il contrario o non sa nulla o mente per coprire altri interessi”. 

La linea delle Europee è quella mostrata pubblicamente da Di Maio: alleanza con le forze politiche “giovani” (e poco importa che queste siano in alcuni casi chiaramente ultraconservatrici come il caso di Kukiz’15 in Polonia) ed appoggio ai gilet gialli. 

Le buche a Roma sono un’emergenza? No problem. La risposta è “esercito”. Ma che, sia chiaro, “gli interventi del genio militare per il rifacimento del manto stradale è previsto non per rifare le buche” ma “per intervenire senza fare una gara d’appalto su strade con particolare livello di mortalità”. 

E che sia chiaro: “È stato presentato come un emendamento per Roma ma prevede qualcosa che può avvenire in tutta Italia e non solo nella capitale”.

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